Uno sguardo ai consumi elettrici di metà marzo

356 Views

Dopo circa un mese di emergenza epidemiologica, alla quale ne seguirà certamente una di carattere economico senza precedenti, si possono cominciare a misurare le pesanti ripercussioni sui consumi di energia elettrica.

Il lockdown del paese ha infatti prodotto il rallentamento o la sospensione di diverse attività produttive, in particolare nella zona più colpita dal Covid-19 e anche industrialmente tra le più produttive d’europa, il Nord Italia, dove per primo il DPCM 8 marzo 2020 ha riversato i suoi effetti sin dai giorni immediatamente successivi alla sua pubblicazione, determinando una continua e sempre più accentuata decrescita dei consumi.

Diversi dati riportati da varie fonti riportano l’analisi grafica del calo nella seconda decade di marzo, confrontati con i dati relativi agli stessi nel 2019. Da questi dati, possiamo vedere che i consumi elettrici complessivi in Italia sono passati da 8.831 GWh nel periodo dall’11 al 20 marzo del 2019, a 7.815 GWh nel periodo 11-20 marzo del 2020, con un sensibile calo dell’11,5%.

Considerando solo la zona Nord del Paese, essendo la più industrializzata e la più colpita dall’epidemia, il consumo di energia elettrica tra l’11 e il 20 marzo del 2020 è stato pari a 4.439 GWh che, confrontato con il consumo dello stesso periodo nel 2019 è stato di 5.122 GWh, presentando un calo di circa il 13,3 %.

A risentire di questo calo è, per ragioni di regolamentazione del mercato, sopratutto il settore termoelettrico. L’impatto sulla generazione termica nello stesso periodo in analisi(11-20 marzo), è quantificato in un ribasso del 24,47% , passando da 4.781 GWh nel 2019 a 3.611 GWh, con una riduzione di 1.170 GWh. La produzione termica si è ridotta, rispetto alle due settimane precedenti, rispettivamente del 12% e del 15%, contrariamente alla quota di carico coperto dalla produzione da fonte rinnovabile che è aumentata dal 7,8% all’8,7% e 8,1%.

Valutando gli effetti dei decreti sul carico elettrico nazionale, i grafici evidenziano un confronto tra le settimane appena precedenti ai primi provvedimenti (17-23 febbraio 2020 e 2-8 marzo) e la settimana successiva al secondo decreto governativo (9-15 marzo), la riduzione del carico richiesto è scesa di circa ben 3GWH, circa l’8% rispetto ad entrambe le settimane. Questi importanti cali hanno avuto ripercussioni anche sui prezzi dell’energia, con un PUN medio delle settimane considerate, che si riduce da 39€/MWh a rispettivamente 37,3 e 36,2€/MWh. È inoltre di questi ultimi giorni la notizia che l’Autorità per l’Energia( ARERA), nell’aggiornamento trimestrale, ha rivisto i prezzi dell’energia elettrica in “maggior tutela” in discesa del 18,3%, ovvero a 16,08 cent di euro per kWh tasse incluse, e quelli del gas in servizio di tutela del 13,5% a 64,54 cent di euro al metro cubo. Un piccolo risparmio quindi per le famiglie italiane, già flagellate dal rallentamento dell’economia e dalle restrizioni della pandemia, in attesa di un pronto recupero.

Un piccolo applauso, ancora una volta, a tutti gli operatori dei servizi energetici che con il loro lavoro garantiscono la fornitura essenziale di energia elettrica e gas alle famiglie, alle imprese ancora funzionanti e sopratutto agli ospedali.