Una siepe in grado di attenuare gli effetti delle emissioni del traffico

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Riesce ad assorbire il 20% di inquinamento stradale in più di qualsiasi altra pianta anti smog. E dà il meglio proprio sulle vie più trafficate, dove le concentrazioni di inquinanti sono maggiori. Sono le proprietà della Cotoneaster franchetii messe in luce dalla Royal Horticultural Society britannica, in una ricerca che ha scandagliato una serie di soluzioni nature-based per migliorare la qualità dell’aria in ambienti urbani e laddove si concentrano i flussi veicolari più corposi.

Meglio noto come Cotonastro di Franchet, questo arbusto sempreverde originario del sud-est asiatico può essere facilmente impiegato come siepe a bordo strada. “Sulle principali strade cittadine con traffico intenso, abbiamo scoperto che le specie con chiome più complesse e più dense e foglie ruvide e pelose come il cotoneaster erano le più efficaci”, commenta al Guardian Tijana Blanusa, tra gli autori di questa ricerca sulle piante anti smog. “In soli 7 giorni una siepe densa e ben gestita di 1 metro di lunghezza assorbirà la stessa quantità di inquinamento che un’auto emette su un viaggio di 800 km”.

In Italia, il traffico veicolare rimane ancora una delle principali – se non la principale – fonte di inquinamento atmosferico, in particolare nelle città. E’ la prima sorgente di ossidi di azoto(NOx), sia a livello nazionale, sia a quelli regionale o urbano. Secondo il Report 2019 dell’Ispra, i trasporti su strada incidono per il 46 per cento sulle emissioni di NOx e, nel bacino padano il contributo salirebbe fino al 50%, con punte addirittura del 70% in città come Milano.

E un rapporto dello scorso ottobre dell’European Public Health Alliance mette l’Italia in fondo alla lista dei paesi UE per costo pro capite derivante dall’inquinamento atmosferico. A ogni cittadino italiano, la pessima qualità dell’aria costa circa 1.500 euro l’anno. Di questo ammontare, circa il 15% secondo gli autori della ricerca è da attribuire direttamente ai NOx, che a loro volta vengono generati principalmente dal traffico veicolare.

(Fonte: rinnovabili.it)