Un ruolo importante, nella transizione verso l’energia pulita, è svolto dalle batterie

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La promessa è di garantire un accesso universale all’energia. Un’energia però più pulita. Non c’è più tempo da perdere, il mondo è allo stremo e il cambiamento climatico è una realtà. E così, negli ultimi anni abbiamo registrato la crescita massiccia degli investimenti in fonti rinnovabili e la parallela discesa dei costi delle tecnologie pulite (mentre il carbone ha perso la sua competitività in molti Paesi rispetto all’eolico e al solare). Insomma, la perenne corsa energetica globale ha sempre più un volto green. Almeno negli intenti.

Il boom del settore delle batterie

Un ruolo chiave nella transizione verso l’energia pulita potrebbe essere svolto dalla rapida crescita dell’innovazione nel settore delle batterie. Secondo uno studio congiunto dell’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) e dell’Agenzia Internazionale dell’energia (AIE), pubblicato il 22 settembre 2020, negli ultimi 10 anni le invenzioni relative allo stoccaggio di elettricità hanno mostrato una crescita annua del 14%. Un ritmo quattro volte più velocemente della media di tutti i settori tecnologici. Sempre secondo il rapporto, le batterie contano da sole per quasi il 90% di tutte le attività brevettuali nel campo dello stoccaggio di elettricità. La crescita dell’innovazione è spinta soprattutto dai progressi nel settore delle batterie ricaricabili agli ioni di litio (Li-ion) utilizzate nei dispositivi elettronici di consumo e nelle auto elettriche. Ed è proprio la mobilità elettrica a favorire lo sviluppo di nuovi prodotti chimici agli ioni di litio per migliorare la potenza, la durata e la velocità di carica/scarica, oltre alla riciclabilità e alla capacità di integrare, nelle reti elettriche, maggiori quantità di energia rinnovabile come quella eolica e quella solare.

Brevetti: il primato della aziende asiatiche

Ma quali sono i Paesi sul podio per nuovi brevetti richiesti? Lo studio rileva che Giappone e Corea del Sud battono Europa, Cina e Stati Uniti per numero di brevetti internazionali. Tra il 2000 e il 2018, in Europa è stata la Germania il Paese che ne ha richiesti di più (5080), distanziando notevolmente ogni altro Paese europeo. La Francia, che è seconda, si ferma a 1354 brevetti, mentre il Regno Unito è a soli 652. Nel medesimo periodo, l’Italia ha contribuito con 263 richieste di brevetti internazionali (il 40% dei quali sono stati avanzati tra il 2014 e il 2018 evidenziando un trend in crescita negli ultimi anni).

Il mercato delle batterie dovrà crescere 50 volte entro il 2040

Naturalmente, all’aumento della richiesta corrisponde un significativo calo dei prezzi delle batterie (si parla di circa il 90% dal 2010 a oggi nel caso delle batterie agli ioni di litio per i veicoli elettrici e circa due terzi nello stesso periodo rispetto alle applicazioni fisse, inclusa la gestione della rete elettrica). E torniamo così al problema iniziale: il raggiungimento degli obbiettivi climatici e di energia sostenibile previsti. Secondo lo Scenario per lo sviluppo sostenibile della AIE (l’Agenzia, va ricordato, fornisce dati, analisi e raccomandazioni autorevoli su tutti i combustibili e tutte le tecnologie e aiuta i governi a formulare politiche per un futuro sicuro e sostenibile), entro il 2040 avremo bisogno di quasi 10 mila gigawattora di batterie e altri sistemi di accumulo dell’energia. In soldoni, qualcosa come 50 volte le dimensioni del mercato attuale. (Fonte: corriere.it)