TRACCIABILITA’ RIFIUTI: SOPPRESSO IL SISTRI COSA ACCADRA’?

Con  la soppressione del sistema Sistri a partire dal 1° gennaio 2019 è attualmente all’esame del Parlamento il nuovo  disegno di legge che regolerà il sistema di tracciabilità dei rifiuti. Quello sul quale si sta lavorando è un sistema di monitoraggio su tre livelli. La definizione delle regole e la vigilanza del sistema saranno nelle mani dirette del Ministero dell’Ambiente, mentre l’assistenza alle imprese e la gestione della parte informatica del sistema dovrebbero invece essere affidate all’esterno. In sintesi nel nuovo sistema di monitoraggio dei rifiuti è prevista una struttura ministeriale che sovraintenderà alla stesura delle regole, ne coordinerà e vigilerà l’applicazione; una struttura di assistenza e interfaccia con le imprese per l’applicazione delle regole che sarà  e in grado di garantire interazione rispetto alle problematiche e alle necessità operative e una struttura tecnologica composta da una parte software e da una parte hardware. L’architettura a tre livelli ipotizzata nella relazione tecnica al ddl appare coerente con quella prefigurata dal decreto legge 135/2018 in corso di conversione in legge che prevede la definizione di un “nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti organizzato e gestito direttamente dal ministero dell’ambiente“. Ricordiamo che fino alla operatività del futuro sistema (gestito dal Ministero dell’Ambiente), il tracciamento dei rifiuti è soddisfatto con le vecchie regole, quelle precedenti al 2010: MUD, registro di carico scarico e formulari di trasporto anche in formato digitale

MINISTRO COSTA: DA GENNAIO ABOLITO IL SISTRI

Il Consiglio dei Ministri ha deciso che – a partire da gennaio 2019 – verrà abolito il SISTRI (Sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali) nato nel 2010 e mai entrato in funzione, così come aveva più volte preannunciato il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa che ha dichiarato: “Il Sistri è stato uno dei più grandi sprechi nella gestione dei rifiuti speciali: un sistema mai entrato effettivamente in funzione, che però ha comportato costi sostenuti dalle imprese coinvolte e dallo Stato, che hanno superato i 141 milioni di euro dal 2010 ad oggi. Il Sistri – prosegue Costa – aveva lo scopo, assolutamente condivisibile e anzi necessario, di tracciare l’intero sistema di rifiuti speciali del Paese, ma non è mai stato operativo. Nel frattempo le imprese aderenti, quelle con più di 10 addetti, hanno dovuto pagare iscrizioni, adeguamenti tecnologici, aggiornamenti per i mezzi e per il personale e infilarsi in un ginepraio di norme, sanzioni, poi sospese, poi riattivate, quindi nuovamente sospese, esenzioni, eccezioni, nuovi obblighi: insomma un inferno normativo durato otto anni“. Il Ministro inoltre, partecipando a Cop24, ha anche parlato dell’impegno italiano per eliminare l’uso del carbone entro il 2025: “L’Italia è già in linea con i suoi obiettivi per il clima al 2020, ma conta anche di superarli, garantendo prospettive di crescita alle aziende e misure di salvaguardia dell’ambiente. Lavoriamo ad un Piano Clima ed Energia per definire le azioni necessarie per ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni e di incremento delle energie rinnovabili, che ci permetteranno di perseguire nel nostro percorso di decarbonizzazione. Intendiamo arrivare alla piena eliminazione dell’uso del carbone entro il 2025” (Fonte ANSA)