ENNESIMA DISCARICA ABUSIVA SCOPERTA NEL MILANESE

Grazie alla segnalazione dei residenti, i Carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico)hanno scoperto un sito di stoccaggio abusivo, a Cornaredo (Milano), e sequestrato 1.200 metri cubi di rifiuti. Il responsabile tecnico dell’azienda e il proprietario del capannone industriale, sono stati segnalati alla Procura di Milano per gestione illecita di rifiuti e il capannone, privo di autorizzazioni, è stato posto sotto sequestro. “Mi congratulo vivamente con i Carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) di Milano e con i Carabinieri del Comando provinciale di Milano per l’importante risultato ottenuto con l’operazione messa in atto nel capannone industriale di Cornaredo – ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa –  e rende particolarmente felice  la notizia che questa importante operazione sia scaturita dalle segnalazioni dei cittadini preoccupati dall’insolito traffico di mezzi pesanti che transitavano in quell’area. Questo dimostra con chiarezza che i cittadini attenti e interessati al loro territorio sono i primi difensori dell’Ambiente .La lotta ai criminali inquinatori – ha concluso il ministro – si può vincere solo quando Stato e cittadini collaborano con responsabilità e tempestività, come in questo caso virtuoso”

DOPO IL ROGO DI MILANO, IL MINISTRO COSTA DICHIARA: “ANCHE LA LOMBARDIA TERRA DEI FUOCHI”

Insieme al rogo sta divampando anche una polemica intorno all’ennesimo incendio doloso che colpisce un deposito di rifiuti in Lombardia: è lo stesso Ministro dell’Ambiente a denunciare: “La guerra dei rifiuti in Lombardia  è una battaglia che intendiamo combattere con fermezza e risolutezza da subito. La Lombardia è terra dei fuochi come il resto di Italia, anche per la Lombardia stiamo scrivendo la norma Terre dei Fuochi”. Quello di Milano è infatti il 17esimo incendio che riguarda depositi del genere dall’inizio del 2018 in Lombardia. “In quel capannone i rifiuti non dovevano esserci. Evidentemente è accaduto qualcosa. Sono andati a fuoco 16 mila metri quadri di rifiuti non pericolosi” ha dichiarato l’Assessore all’ambiente della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo che però, smentendo quanto detto dal Ministro, nega che la Lombardia sia una nuova Terra dei fuochi. La Procura nel frattempo ha aperto un fascicolo di indagine ipotizzando il reato di incendio al momento a carico di ignoti.

 

COSTA: PRESTO MAPPA DELLE ATTIVITA’ A RISCHIO AMBIENTALE

Non solo misure restrittive per chi commette reati ambientali, come aveva annunciato il Ministro Costa al termine di una riunione in prefettura a Napoli, ma una vera e propria mappa delle attività a rischio ambientale: questa l’ulteriore novità annunciata dal titolare del Ministero dell’Ambiente, spiegando che la suddetta mappatura verrà inserita nella Legge sulla Terra dei Fuochi che è in via di stesura e “sarà presso le prefetture, che rappresentano Stato e governo sul territorio. Se l’imprenditore vuole gestire un’attività a rischio ambientale, deve dare garanzie che è solvibile con le fidejussioni,” Le garanzie fideiussorie, infatti, daranno la certezza che una volta dismesso il sito l’imprenditore abbia il denaro necessario per metterlo in sicurezza e farlo bonificare, evitando così che la spesa ricada su tutta la collettività.

TERRA DEI FUOCHI: COSTA: SI E’ FATTO MOLTO MA BISOGNA FARE DI PIU’

Nel 2012 i roghi nella Terra dei Fuochi erano 8 al giorno, nel 2018 sono scesi a 3, ma ovviamente il Ministro Costa -pur esprimendo soddisfazione per l’ottimo lavoro delle Forze dell’Ordine – non può accontentarsi ed infatti al termine della riunione che si è svolta sull’argomento presso la Prefettura di Napoli, il titolare del Ministero dell’Ambiente ha annunciato una nuova legge che prevederà “prevenzione, bonifica e repressione”. Sarà, inoltre, contemplato “il Daspo per chi inquina, ha spiegato Costa: ” “E’ stato fatto un bel percorso, ma non mi accontento, perché 3 roghi al giorno sono ancora troppi e per questo motivo ho chiesto ai Prefetti di Napoli e Caserta di convocare ogni tre settimane un Comitato per l’Ordine pubblico e la sicurezza su tematiche di tutela ambientale”.

TERRA DEI FUOCHI: APPROVATO IL DECRETO

“L’ambiente non ha colori politici”, ha dichiarato il Ministro Sergio Costa subito dopo l’approvazione del decreto sulla Terra dei fuochi che trasferisce dal ministero delle Politiche agricole al ministero dell’Ambiente tutte le competenze in materia. Un decreto che, secondo il Ministro, è solo un primo passo verso un ulteriore decreto che consenta di mettere in sicurezza le tante “terre dei fuochi” sparse nella nostra Penisola. “Adesso – ha spiegato Costa – si lavora con i gruppi parlamentari per la conversione in legge ma sono persuaso che non troveremo ostacoli perché l’ambiente non ha colori e il benessere dei cittadini e del nostro Paese devono essere priorità di tutti. Sono felice di servire i cittadini per i cittadini e per il nostro territorio negli anni martoriato”

Lo stesso decreto prevede inoltre un passaggio di competenze al ministero dell’Ambiente anche sul dissesto idrogeologico e sull’economia circolare. E su quest’ultimo punto è nuovamente intervenuto Sergio Costa, sottolineando come sia importante rimuovere gli ostacoli burocratici che rallentano la possibilità di fare impresa ambientale: “Dobbiamo operare – ha concluso Costa – dando agli imprenditori la garanzia di poter procedere bene e al cittadino la garanzia che quello che è un prodotto sano, che gli imballaggi verranno visti con uno sguardo diverso, che il prodotto verrà reimpiegato, che le materie prime-seconde potranno essere una risorsa”.

MINISTRO COSTA: SEQUESTRO DEI BENI A CHI INQUINA

Nuova proposta del neo Ministro Sergio Costa per colpire i redditi di chi inquina: “Dobbiamo dire che chi inquina paga ma paga fino in fondo, non fa finta di pagare: deve pagare veramente. Non si devono seguire i rifiuti, ma i soldi prodotti dai rifiuti…bisogna prendere chi ha commesso questi reati, con la stessa logica adottata per chi ha commesso reati di mafia. Chi inquina è un vero criminale” – ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente, durante un suo intervento alla trasmissione Fuori TG su Rai3.

IL MINISTRO COSTA AL CONSIGLIO EUROPEO SULL’AMBIENTE

Prima uscita europea per il nostro Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa (@SergioCosta_min) che direttamente dal suo profilo twitter – sul quale ricorda sempre l’hashtag #iosonoambiente – ha reso noto il tenore del suo intervento: “L’Europa deve occuparsi dell’acqua con una Direttiva specifica e garantire a tutti il diritto ai servizi idrici e igienico sanitari. La fornitura di acqua potabile e la gestione delle risorse idriche non siano soggetti alle logiche del mercato unico e i servizi idrici siano esclusi da qualsiasi liberalizzazione perché l’acqua è bene comune e un diritto umano essenziale”.

SERGIO COSTA: IL NUOVO MINISTRO DELL’AMBIENTE

Ha esordito con un tweet nel quale scrive: “Tante sfide ci aspettano: clima, economia circolare, beni comuni, lotta alle ecomafie. Siamo pronti!” Sergio Costa Generale di brigata dell’Arma dei Carabinieri e comandante della Regione Campania dei Carabinieri Forestali, è stato comandante regionale del Corpo forestale dello Stato, fino al 2016 quando venne accorpato all’Arma dei Carabinieri, provvedimento che all’epoca fu molto criticato dallo stesso Costa che denunciò il rischio di perdere la professionalità e l’esperienza degli uomini della Forestale.

Ovviamente da noi di Gea non può che arrivare un grande augurio di buon lavoro al neo ministro.