RINNOVABILI: LE ASSOCIAZIONI SCRIVONO A LUIGI DI MAIO

Le associazioni AnevGreenpeaceITALIA SOLARELegambienteKyoto Club e WWF, hanno inviato una lettera al ministro dello Sviluppo economico Luigi di Maio per chiedere limmediato recepimento delle norme in materia di autoconsumo e comunità energetiche della Direttiva 2001/2018/UE sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, e nello specifico degli articoli 21 e 22. A differenza di altri Paesi europei in Italia oggi manca completamente un quadro normativo che consenta di dare un significato economico a comunità di energia rinnovabile e in generale a forme di produzione e consumo collettivo di energia – sottolineano le associazioni firmatarie della lettera – per questo il recepimento degli articoli 21 e 22 è assolutamente urgente e prioritario”. Il quadro normativo italiano sull’autoconsumo è costituito da disposizioni frammentarie e disorganiche incapaci quindi di dare segnali di lungo periodo agli investitori. Le installazioni di impianti da energia rinnovabile, ricordano le associazioni, sono sostanzialmente ferme da 5 anni anche a causa del fatto che ancora si attende l’emanazione del DM FER1 necessario a far ripartire il settore.

LA LETTERA

Egregio Ministro,
nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 21 dicembre 2018 è stata pubblicata la direttiva 11 dicembre 2018 n. 2001/2018/UE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, che agli Articoli 21 e 22 contiene anche i principi guida per la regolamentazione dell’autoconsumo e delle comunità di energia rinnovabile. Ai sensi dell’Articolo 36 di tale direttiva, gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie alla sua attuazione entro il 30 giugno 2021.
Si ritiene importante evidenziare che:

(i) A differenza che in altri paesi europei in Italia manca completamente un quadro normativo che consenta di dare un significato economico a comunità di energia rinnovabile e in generale a forme di produzione e consumo collettivo di energia;
(ii) Gli attuali strumenti di supporto contro la povertà energetica sono complessi e inefficaci, mentre le comunità di energia rinnovabile potrebbero costituire uno strumento di solidarietà e supporto molto effettivo per le situazioni di disagio sociale, sia in termini di garanzia della fornitura energetica che in termini di opportunità occupazionali nei territori;
(iii) Il quadro normativo italiano sull’autoconsumo è costituito da disposizioni frammentarie e disorganiche (Articolo 1 e 10 D. Lgs 115/2008, Articoli 30 comma 27 e 33 l. 23 luglio 2009, n. 99, Articolo 38 comma 5 D. Lgs. 93/2011, Articolo 24 comma 8 DL 91/2014 e Articolo 6 comma 9 DL 244/2016), incapaci quindi di dare segnali di lungo periodo agli investitori. Le installazioni di impianti da energia rinnovabile sono sostanzialmente ferme da 5 anni anche a causa del fatto che ancora si attende l’emanazione del DM FER1 necessario a far ripartire il settore. Dai dati del Piano Energia Clima risulta che la quota di energia rinnovabile nei consumi elettrici era del 33% nel 2014 ed è stata del 34 % nel 2018 (cfr. tabella a pagina 43 della Proposta di Piano Energia Clima). In mancanza di un quadro normativo organico per la generazione distribuita il raggiungimento degli obiettivi contenuti nella proposta di Piano Energia Clima al 2030 è impossibile;
(IV) la gestione dei mercati, delle reti e del dispacciamento di energia elettrica sono ancora integralmente basati sul presupposto di un sistema centralizzato di produzione di energia. Mancano dunque sbocchi di mercato in Italia a tutte le applicazioni tecnologiche e digitali per le smart grid, la condivisione di energia e l’interfaccia diretta fra produttore e consumatore, con rischio di grave danno all’industria nazionale

Auspichiamo dunque l’urgente recepimento di tutta la direttiva sfruttando l’imminente legge di Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione Europea – Legge di delegazione europea 2018,o perlomeno l’adeguamento immediato attraverso tale provvedimento alla nuova normativa in materia di autoconsumo e comunità di energia rinnovabile di cui agli Articoli 21 e 22 della sopracitata Direttiva 11 Dicembre 2018 n. 2001/2018/UE sulla promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili, che rivestono carattere di assoluta urgenza considerato lo stato di stagnazione e mancanza di prospettive di medio periodo del comparto delle rinnovabili e delle smart grids in Italia.

IEA: LE BIOENERGIE GUIDERANNO LA CRESCITA

Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) – l’organizzazione internazionale intergovernativa fondata nel 1974 dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico(OCSE) – “le bioenergie avranno la crescita maggiore fra le risorse rinnovabili fra il 2018 e il 2023, garantendo un sistema energetico più sicuro e sostenibile”. E’ quanto emerge dal rapporto “Rinnovabili 2018” che l’organizzazione ha presentato in questi giorni. Per l’Iea “le rinnovabili continueranno la loro espansione nei prossimi cinque anni, coprendo il 40% della crescita del consumo globale di energia. Il loro utilizzo continuerà a crescere più rapidamente nel settore elettrico, e rappresenterà quasi un terzo della produzione mondiale di energia nel 2023. “Le moderne bioenergie sono il gigante trascurato nel campo delle energie rinnovabili – ha detto il direttore esecutivo della Iea, Fatih Birol -. La loro quota nel consumo mondiale delle rinnovabili è circa del 50% oggi, in altre parole come idroelettrico, eolico, solare e tutte le altre messe insieme. Noi ci aspettiamo che le moderne bioenergie continueranno a guidare il settore e che abbiano enormi prospettive di ulteriore crescita. Ma giuste politiche e regole rigorose di sostenibilità saranno essenziali per far conseguire il loro pieno potenziale”. (Fonte: Ansa)