TERRA DEI FUOCHI: APPROVATO IL DECRETO

“L’ambiente non ha colori politici”, ha dichiarato il Ministro Sergio Costa subito dopo l’approvazione del decreto sulla Terra dei fuochi che trasferisce dal ministero delle Politiche agricole al ministero dell’Ambiente tutte le competenze in materia. Un decreto che, secondo il Ministro, è solo un primo passo verso un ulteriore decreto che consenta di mettere in sicurezza le tante “terre dei fuochi” sparse nella nostra Penisola. “Adesso – ha spiegato Costa – si lavora con i gruppi parlamentari per la conversione in legge ma sono persuaso che non troveremo ostacoli perché l’ambiente non ha colori e il benessere dei cittadini e del nostro Paese devono essere priorità di tutti. Sono felice di servire i cittadini per i cittadini e per il nostro territorio negli anni martoriato”

Lo stesso decreto prevede inoltre un passaggio di competenze al ministero dell’Ambiente anche sul dissesto idrogeologico e sull’economia circolare. E su quest’ultimo punto è nuovamente intervenuto Sergio Costa, sottolineando come sia importante rimuovere gli ostacoli burocratici che rallentano la possibilità di fare impresa ambientale: “Dobbiamo operare – ha concluso Costa – dando agli imprenditori la garanzia di poter procedere bene e al cittadino la garanzia che quello che è un prodotto sano, che gli imballaggi verranno visti con uno sguardo diverso, che il prodotto verrà reimpiegato, che le materie prime-seconde potranno essere una risorsa”.

IL NUOVO REGOLAMENTO MADE GREEN ITALY

Dal 13 giugno scorso è in vigore il nuovo regolamento Made Green Italy che era stato previsto dal Collegato ambientale (Legge 28 dicembre 2015, n. 221) nel quadro delle iniziative di promozione della green economy.

Con il Made Green Italy il Ministero dell’Ambiente intende perseguire i seguenti obiettivi:

  • Promuovere modelli sostenibili di produzione e consumo e contribuire ad attuare le indicazioni della strategia definita dalla Commissione Europea.
  • Stimolare il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali dei prodotti e, in particolare, la riduzione degli impatti ambientali che questi generano durante il loro ciclo di vita.
  • Favorire scelte informate e consapevoli da parte dei cittadini, nella prospettiva di promuovere lo sviluppo del consumo sostenibile, garantendo la trasparenza e la comparabilità delle prestazioni ambientali di tali prodotti.
  • Rafforzare l’immagine, il richiamo e l’impatto comunicativo che distingue i prodotti, attraverso l’adozione del metodo PEF – Product Environmental Footprint come definito nella Raccomandazione 2013/179/CE e s.m.i, e associandovi inoltre aspetti di tracciabilità, qualità ambientale, qualità del paesaggio e sostenibilità sociale.
  • Definire le modalità più efficaci per valutare e comunicare l’impronta ambientale dei prodotti del sistema produttivo italiano, al fine di sostenerne la competitività sui mercati nazionali e internazionali.
  • Valorizzare le esperienze positive di qualificazione ambientale dei prodotti di cluster di piccole imprese, attraverso l’adozione di misure atte ad agevolare l’adesione allo Schema “Made Green in Italy” da parte di gruppi di imprese.

Lo schema Made Green in Italy prevede che si stabiliscano regole per valutare l’impronta ambientale di un certo prodotto, in modo da consentire trasparenza e comparabilità nell’ambito dello stesso comparto di attività, considerando tutto il suo ciclo di vita: dalla fase estrazione delle materie prime ai processi di produzione, passando per la distribuzione e il conseguente uso da parte dei consumatori, fino alla gestione del fine-vita.

Il testo del Regolamento lo potete trovare su:
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/05/29/18G00078/sg

SERGIO COSTA: IL NUOVO MINISTRO DELL’AMBIENTE

Ha esordito con un tweet nel quale scrive: “Tante sfide ci aspettano: clima, economia circolare, beni comuni, lotta alle ecomafie. Siamo pronti!” Sergio Costa Generale di brigata dell’Arma dei Carabinieri e comandante della Regione Campania dei Carabinieri Forestali, è stato comandante regionale del Corpo forestale dello Stato, fino al 2016 quando venne accorpato all’Arma dei Carabinieri, provvedimento che all’epoca fu molto criticato dallo stesso Costa che denunciò il rischio di perdere la professionalità e l’esperienza degli uomini della Forestale.

Ovviamente da noi di Gea non può che arrivare un grande augurio di buon lavoro al neo ministro.