NEL 2018 AUMENTERANNO ANCORA LE EMISSIONI DI ANIDRIDE CARBONICA

Per l’Università britannica dell’East Anglia, le emissioni mondiali di CO2 da combustibili fossili nel 2018 cresceranno del 2,7%, raggiungendo i 37,1 miliardi di tonnellate. E il dato è confermato anche dall‘Agenzia internazionale per l’Energia (Iea), organismo dell’Ocse, che – per il 2018 – si aspetta “una crescita delle emissioni globali di CO2, dovuta a un consumo di energia in aumento e una economia mondiale che si espande del 3,7%“. In pratica esattamente il contrario di quanto dovrebbe avvenire se si vogliono evitare i disastrosi effetti del surriscaldamento globale e dei relativi cambiamenti climatici. E a nulla, a quanto pare, servono le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità secondo cui raggiungere gli obiettivi di Parigi eviterebbe circa un milione di morti l’anno che vengono causate dall’aumento delle temperature, né l’allarme lanciato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) che segnala come, continuando ad ignorare i pericoli del surriscaldamento globale, 163 aree del Mediterraneo, tra cui  la Laguna di Venezia, le Cinque Terre o le spiagge di Lipari, potrebbero finire sott’acqua per la fine del secolo. (Fonte: ANSA)

IEA: LE BIOENERGIE GUIDERANNO LA CRESCITA

Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) – l’organizzazione internazionale intergovernativa fondata nel 1974 dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico(OCSE) – “le bioenergie avranno la crescita maggiore fra le risorse rinnovabili fra il 2018 e il 2023, garantendo un sistema energetico più sicuro e sostenibile”. E’ quanto emerge dal rapporto “Rinnovabili 2018” che l’organizzazione ha presentato in questi giorni. Per l’Iea “le rinnovabili continueranno la loro espansione nei prossimi cinque anni, coprendo il 40% della crescita del consumo globale di energia. Il loro utilizzo continuerà a crescere più rapidamente nel settore elettrico, e rappresenterà quasi un terzo della produzione mondiale di energia nel 2023. “Le moderne bioenergie sono il gigante trascurato nel campo delle energie rinnovabili – ha detto il direttore esecutivo della Iea, Fatih Birol -. La loro quota nel consumo mondiale delle rinnovabili è circa del 50% oggi, in altre parole come idroelettrico, eolico, solare e tutte le altre messe insieme. Noi ci aspettiamo che le moderne bioenergie continueranno a guidare il settore e che abbiano enormi prospettive di ulteriore crescita. Ma giuste politiche e regole rigorose di sostenibilità saranno essenziali per far conseguire il loro pieno potenziale”. (Fonte: Ansa)

IEA: NEL 2017 CALANO GLI INVESTIMENTI SULLE RINNOVABILI

Nel 2017 – e per il terzo anno consecutivo – calano del 7% gli investimenti globali sulle rinnovabili: è quanto emerge dal rapporto dell’IEA (International Energy Agency), all’interno del quale si evidenzia come ci sia il rischio concreto che diminuiscano ulteriormente nel 2018: un trend, che – se confermato – mette a rischio la sicurezza energetica e gli obiettivi di taglio all’inquinamento. Come riporta l’agenzia Ansa il direttore esecutivo di IEA Fatih Birol è allarmato: “Un tale declino negli investimenti globali per le rinnovabili e l’efficienza energetica è preoccupante. Questo può minacciare l’espansione delle energie pulite necessaria per raggiungere gli obiettivi di sicurezza energetica, clima e aria pulita. Avremmo bisogno che questo investimenti aumentassero rapidamente, ed è deludente scoprire che potrebbero crollare quest’anno”.