FRIDAYS FOR FUTURE: A TORINO IL PROSSIMO RADUNO INTERNAZIONALE

Sarà Torino, ad agosto, ad ospitare il raduno internazione di Fridays For Future. Il capoluogo piemontese, visitato di recente da Greta Thunberg, è stato preferito alla città tedesca di Dresda, imponendosi con una percentuale del 75% dei voti. All’evento è prevista la partecipazione di oltre cinquecento attivisti provenienti da tutto il mondo, sarà quindi fondamentale approntare delle aree attrezzate per il campeggio, adatte ad accogliere i ragazzi. Grande soddisfazione, ovviamente, è stata espressa dal Sindaco di Torino, Chiara Appendino: “Un risultato che si deve al grande lavoro del gruppo Fridays For Future Torino e in cui la Città ha creduto sin dall’inizio. Un segnale importante che ancora una volta mette al centro la priorità dell’emergenza climatica, rendendo Torino megafono per tutto il mondo. Grazie a chi lo ha reso possibile“. “L’organizzazione del meeting – fanno sapere gli attivisti torinesi di FFF – inizierà già la settimana prossima: abbiamo già individuati 50 volontari che seguiranno la gestione dell’incontro da qui all’estate 2020. Le date di inizio e fine del meeting non sono ancora state definite, perché la nostra intenzione è quella di sondare le disponibilità degli attivisti stranieri e capire quali sono i giorni per loro più comodi. Possiamo già dire con certezza che la durata sarà di 5 giorni e che avverrà o nell’ultima settimana di luglio o nella prima di agosto

 

27 SETTEMBRE: SCIOPERO GLOBALE DEL CLIMA

Venerdì 27 settembre tornano in piazza gli attivisti e le attiviste del movimento Fridays For Future per un altro grande sciopero per il clima. Sono tre le richieste – contenute nella Dichiarazione di Losanna – che i giovani del movimento avanzano ai politici, ai governi e alle istituzioni. Nel testo, redatto a conclusione del vertice del movimento Fridays For Future (Fff) che si è svolto a Losanna dal 5 al 9 agosto e che ha visto la partecipazione di oltre 400 giovani attivisti (tra cui la stessa Greta Thunberg), provenienti da 38 paesi, si chiede di:

  • mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5 gradi centigradi rispetto all’era pre-industriale (come prevede l’obiettivo più ambizioso dell’Accordo di Parigi sul clima);
  • garantire la giustizia climatica, nel rispetto dell’equità;
  • seguire la scienza più autorevole e unita attualmente disponibile.

Oltre a queste richieste dai ragazzi parte l’invito ad attivarsi immediatamente per affrontare l’emergenza climatica, come indica l’hashtag #ActNow. Sulla pagina facebook di Fridays for Future Italia si legge: “a fianco degli incendi in #Amazzonia, ci sono molti altri problemi da affrontare. La fusione del permafrost in #Siberia, gli incendi in Gran Canaria e nell’Africa subsahariana, l’arretramento dei ghiacciai montani, la scomparsa delle calotte polari. Ecco perché scenderemo in piazza il #27settembre, per lo Sciopero Mondiale in difesa del nostro Futuro! Sarà una giornata memorabile: riempiremo tutte le piazze italiane, da Nord a Sud, nelle grandi città come nei piccoli paesi! Il tempo sta scadendo, ma possiamo ancora farcela! Il destino è ancora nelle nostre mani!” 

IN CORSO A LOSANNA “SMILE”: SUMMIT INTERNAZIONALE DI FRIDAYS FOR FUTURE

Sono 30 i giovani attivisti italiani di Fridays For Future presenti a “Smile” (Summer Meeting In Lausanne Europe), l’incontro internazionale del movimento che si svolge in questi giorni a Losanna (Svizzera) e al quale  partecipano 450 attivisti da 37 paesi del mondo,  fra cui la stessa Greta Thunberg. Il Summit è iniziato il 5 agosto, e si concluderà venerdì 9 agosto, con una manifestazione nella città svizzera. Smile, organizzato da attivisti al di sotto dei 25 anni, sarà ospitato dall’Università di Losanna (UNIL), che metterà a disposizione gratuitamente il centro congressi, quattro auditorium e diverse decine di sale di lavoro. L’evento è finanziato con raccolte fondi dei movimenti nazionali. L’obiettivo del vertice di Losanna, scrive Fridays for Future Italia sul suo sito, è “creare una base paneuropea del movimento” e “discutere in merito alle future azioni comuni per fare pressione sulle istituzioni e sulla società. Argomento cardine sarà lo scambio di idee e strategie in merito alla prossima grande mobilitazione globale (3/o Sciopero Globale per il Clima) che si terrà dal 20 al 27 Settembre 2019, in più di 4700 piazze”. Fra gli ospiti del summit, Ernst von Weizsäcker (presidente onorario del Club di Roma), Jacques Dubochet (premio Nobel e sostenitore del movimento fin dall’inizio), Madani Kaveh (ex vice-presidente dell’assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente), Jean-Pascal van Ypersele (climatologo ed ex vice-presidente dell’IPCC), Roger Hallam e Rupert Read (fondatori e portavoce di Extinction Rebellion). (Fonte: ANSA)

FRIDAYS FOR FUTURE

64 Nazioni coinvolte  e migliaia di giovani che, raccogliendo l’appello della loro coetanea Greta Thunberg – la 15enne svedese che ogni venerdì protesta davanti al parlamento di Stoccolma per esortare le classi dirigenti a fare qualcosa per fermare il cambiamento climatico – il prossimo 15 marzo si mobiliteranno tutti insieme, in centinaia di manifestazioni contro i mutamenti climatici che stanno incrinando l’equilibrio ecologico e ambientale del nostro pianeta, dando vita al più grande sciopero globale per il clima degli ultimi decenni. Anche in Italia sono molte le città che hanno aderito ai Fridays For Future e stanno organizzando iniziative: Roma, Milano, Bologna, Pisa, Torino, Taranto, Venezia, Modena, Palermo, Firenze….solo per citare le più importanti. L’obiettivo condiviso è quello di pretendere che i governi attuino gli accordi che hanno preso a Parigi nel 2015 e che intervengano radicalmente per mettere in atto dei provvedimenti che incidano in maniera tangibile sulle emissioni di Co2, che investano sulle energie rinnovabili, che si prendano cura dei mari e dei paesaggi, degli ecosistemi devastati dal surriscaldamento globale, delle specie in via d’estinzione e di quelle che presto lo saranno Gli scienziati ritengono che il mondo non abbia mai vissuto un aumento dei livelli di CO2 così veloce e intenso come questo, e che ci restano 12 anni prima di superare i fatidici 1,5 gradi, con cambiamenti in tutto l’ecosistema totalmente irreversibili.