COP24: 20 ANNI PER SALVARE IL PIANETA DAI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Tocca ad  Antonio Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite dare il via ai lavori di COP24 a Katowice e lo fa con un discorso durissimo: “Anche se assistiamo a devastanti impatti climatici che causano il caos in tutto il mondo, non stiamo ancora facendo abbastanza…Il cambiamento climatico è più veloce di noi e dobbiamo recuperare il ritardo prima che sia troppo tardi. Già oggi per molte persone e Paesi, è una questione di vita o di morte”. Gli fa eco Gebru Jember Endalew, Presidente delle delegazioni dei Paesi meno sviluppati (Ldc): “Siamo i meno responsabili del cambiamento climatico, ma anche i più vulnerabili alle sue conseguenze”. Soltanto pochi giorni fa l’agenzia meteo dell’Onu, la World meteorological organization (Wmo), ha affermato che la temperatura media globale per il 2018 dovrebbe essere la quarta più alta mai registrata. Un altro dato che dovrebbe far riflettere è quello che arriva  dall’Organizzazione mondiale della Sanità, secondo la quale il raggiungimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi ridurrebbe l’inquinamento atmosferico, salvando oltre un milione di vite umane all’anno entro il 2030, ma questo non sembra interessare il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump che nei giorni scorsi ha confermato l’intenzione di uscire dall’Accordo di Parigi. “20 anni, per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici e dagli effetti devastanti che questi avranno sulla salute dell’uomo e dei territori” ha confermato il Presidente dell’Istituto Superiore della Sanità, Walter Ricciardi sottolineando che “già oggi le morti in Europa legate ai cambiamenti climatici sono migliaia l’anno”.  “Lo stato di salute del Pianeta ci impone il massimo sforzo e anche di fare presto. Faremo di tutto per innalzare l’ambizione dell’Italia e per trainare gli altri Paesi” ha dichiarato il ministro Sergio Costa, presente ai lavori in rappresentanza del Governo italiano. Nei prossimi giorni capiremo se il grido di allarme che si alza da più parti circa lo stato di salute del nostro Pianeta porterà o meno all’adozione di un pacchetto di misure a garanzia della corretta attuazione dell’accordo di Parigi

GRIDO D’ALLARME DELL’IPCC SUL CLIMATE CHANGE

Sembra che in pochi siano interessati a raggiungere l’obiettivo che era stato concordato nel 2015 a Parigi  e cioè quello di contenere l’aumento della temperatura globale, se è vero che, ad esempio in Inghilterra – secondo quanto denunciato dalla Bank of England – sono appena il 10% le banche britanniche che stanno programmando in modo adeguato azioni per mitigare i rischi per il loro business legati ai cambiamenti climatici. A conferma di ciò c’è un dato preoccupante: ad oggi l’obiettivo di Parigi è già fortemente a rischio: secondo l’IPCC – Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change)  nato allo scopo di studiare il riscaldamento globale – dall’inizio dell’era industriale le attività umane hanno provocato l’aumento della temperatura globale di 1°C. e dato ancor più allarmante, agli attuali ritmi – entro il 2030 – l’aumento della temperatura media globale sarà superiore agli 1,5 °C. Probabilmente a molti sembrerà una variazione minima, di cui non tener conto…in realtà gli effetti del cambiamento in atto stanno causando una serie di eventi meteorologici estremi sempre più frequenti, oltre all’innalzamento del livello del mare e della spaventosa riduzione dei ghiacci marini artici. Il rapporto, stilato da esperti di 40 paesi diversi sarà un punto di partenza fondamentale per la Conferenza del clima dell’Onu il prossimo dicembre (Cop24), e sarà il riferimento per i governi nel rilanciare i propri piani di azione sul clima.

 

 

 

 

PAPA FRANCESCO: LA CIVILTA’ VUOLE ENERGIA, ENERGIA NON ANNULLI CIVILTA’

Duro monito di Papa Francesco ai dirigenti delle principali imprese del settore petrolifero e dell’energia durante l’udienza in Vaticano: “Gli effetti del cambiamento climatico non sono distribuiti in modo uniforme.
Sono i poveri a soffrire maggiormente delle devastazioni del riscaldamento globale, con le crescenti perturbazioni in campo agricolo, l’insicurezza della disponibilità d’acqua e l’esposizione a gravi eventi meteorologici….La transizione verso l’energia accessibile e pulita è una responsabilità che abbiamo verso milioni di nostri fratelli e sorelle nel mondo, verso i Paesi poveri e verso le generazioni che verranno….Le emissioni di CO2 dovute ai gas-serra sono sempre molto alte. Questo è piuttosto inquietante e preoccupante: ecco perché c’è bisogno di discutere insieme – industriali, investitori, ricercatori e utenti – riguardo alla transizione e ricerca di alternative. La civiltà richiede energia, ma l’uso dell’energia non deve distruggere la civiltà!”.