IN ITALIA FORTE INCREMENTO NELLA VENDITA DI AUTO IBRIDE, MA NON IN TUTTA EUROPA E’ COSI’

Le auto ibride e alimentate a gas naturale sono le due tipologie di ‘veicoli alternativi’ più vendute in Italia e rappresentano rispettivamente il 3,2% e il 2% dell’intero mercato europeo. Emerge dagli ultimi dati di Acea, l’associazione delle case automobilistiche europee, sulla transizione verso la mobilità a emissioni zero che mette in evidenza come la diffusione delle auto elettriche ricaricabili sia fortemente correlata al tenore di vita; nella metà degli stati membri dell’UE la quota di mercato di questi mezzi è inferiore all’1% e solo in quattro paesi le auto “ad emissione zero” rappresentano oltre il 2,5% del mercato: ad esempio in un paese come la Lettonia lo scorso anno il numero di auto elettriche a batteria e ibride plug-in vendute ammontava a 93 (pari a una quota di mercato dello 0,6%), contro le 67.504 unità registrate in Germania (quota di mercato del 2%) che è al primo posto della classifica, seguita da Regno Unito (59.911, 2,5%) e Francia (45.587, 2,1%).  Stesso schema per le ibride: trainano Germania e Francia, con 98.816 e 91.815 veicoli venduti, pari al 4,8% e 4,6% del mercato. Italia al terzo posto (81.892, 3,2%). Dall’analisi di Acea emerge come sia necessario da parte degli stati membri adottare un’idonea politica di incentivazione all’acquisto di mezzi green, i quali, almeno per il momento, rappresentano quasi esclusivo appannaggio dei paesi europei più ricchi (tra i Paesi dell’UE solo 12 hanno attivato incentivi all’acquisto di auto elettriche, come avviene in Italia).

AUTO ELETTRICHE E IBRIDE: MERCATO IN GRANDE ESPANSIONE

Il mercato europeo delle auto elettriche e ibride continua ad espandersi, raggiungendo ad aprile 2019 vendite per 37.111 nuove auto (in crescita del 30% su base annua) con una quota di mercato pari al 2,8%. Dopo i primi quattro mesi del 2019 le vendite di auto elettriche in Europa ammontano a oltre 163.000 e una quota di mercato media del 3,0%. Attualmente la Germania è il più grande mercato automobilistico per le auto plug-in in Europa. In Italia, dove la motorizzazione ha immatricolato – nel mese di maggio 2019 – 197.307 autovetture, con una variazione di -1,19% rispetto a maggio 2018, durante il quale ne furono immatricolate 199.692, le auto ibride (incluse le plug-in) riportano invece una crescita del 36% a maggio (con una quota del 5,4%, un punto e mezzo in più rispetto a maggio dello scorso anno) e del 33% nei primi 5 mesi. Tra le ibride, registrano la crescita maggiore, nel mese, le ricaricabili (+53% e 480 unità, contro il +35% e 10.000 unità delle ibride tradizionali, che pure, nel primo trimestre del 2019, hanno collocato l’Italia al secondo posto in questo segmento di mercato in Europa. “La misura dell’Ecobonus – spiega l’Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) – sta spingendo un comparto (vetture elettriche e ibride ricaricabili) che, a fine anno, potrebbe rappresentare tra l’1% e il 2% del mercato totale, in un contesto di infrastrutture ancora fortemente carenti”. (Fonte: Askanews)

AUTO ELETTRICHE: PARTE INTEGRANTE DELL’ECONOMIA CIRCOLARE

Nell’ultimo anno, la diffusione di auto elettriche in Italia è raddoppiata. Le vendite di veicoli elettrici, infatti, sono passate dalle circa 5.000 unità del 2017 alle circa 10.000 del 2018. Questi i dati diffusi durante la presentazione dello studio Enel X e Symbola ‘100 Italian e-mobility stories’. Attualmente nel mondo ci sono 5,3 milioni di veicoli elettrici per passeggeri o merci (erano 1,5 nel 2016), di cui 2 milioni in Cina (+150% nel 2018 rispetto al 2017), 1 milione negli Stati Uniti (+100% nell’ultimo anno). In Europa svetta il primato della Norvegia: qui circolano 250.000 auto elettriche a fronte di soli 5 milioni di abitanti. La crescita del mercato ha interessato anche il settore della mobilità elettrica pubblica: oggi circa il 20% delle flotte di bus a livello globale sono elettriche. “Le nostre imprese sono molto più avanti di quanto si pensi, sulla mobilità elettrica si scopre un’Italia molto più forte“, ha detto il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, aggiungendo che “è vero che siamo molto indietro rispetto ad altri paesi, ma siamo di fronte a una sfida enorme dal punto di vista ambientale e tecnologico, perciò bisogna attrezzarsi“. In Italia, infatti nell’ultimo anno le vendite di veicoli elettrici sono praticamente raddoppiate, passando dalle circa 5.000 unità del 2017 alle circa 10.000 del 2018. Francesco Starace, Amministratore Delegato e Direttore generale di Enel, ha quindi spiegato: “La tecnologia dell’auto elettrica ha fatto numerosi progressi in questi anni: l’auto diventa più performante, meno cara e la durata del viaggio si allunga. Stiamo anche facendo numerosi progressi per la diffusione dell’infrastruttura delle ricariche, aspetto essenziale se noi vogliamo che l’auto elettrica diventi una cosa normale. Riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo di rendere questa colonnina, questo punto di ricarica, una normalità“. In Italia si stima che attualmente siano presenti oltre 8.300 punti di ricarica pubblici, con l’obiettivo di installarne circa 28.000 entro il 2022 con un investimento complessivo fino a 300 milioni di euro. Secondo una ricerca di Reuters, gli investimenti a livello globale annunciati dalle case automobilistiche sui veicoli elettrici nei prossimi 5-10 anni ammonteranno a circa 300 miliardi di dollari. Da un punto di vista di tutela ambientale occorre tener presente che Considerando l’intero ciclo dal pozzo alla ruota, l’auto elettrica ha emissioni inferiori del 50% rispetto ad un veicolo a combustione interna, inoltre le batterie, finito il loro utilizzo per alimentare veicoli elettrici, saranno sempre più utilizzate sia come accumulatori di energia (ad esempio per pannelli fotovoltaici), sia per il recupero di elementi preziosi (come litio, nichel e cobalto) che saranno così riutilizzati in un’ottica di economia circolare.