LEGAMBIENTE E KYOTO CLUB: APPELLO PER NORMA SULL’END OF WASTE

Partiamo da una breve spiegazione: con il termine End of Waste, si indica il processo di recupero eseguito su un rifiuto, al termine del quale esso perde tale qualifica per tornare a svolgere un ruolo utile come prodotto. Un rifiuto quindi cessa di essere tale quando è stato sottoposto a un’operazione di recupero e soddisfa le precise condizioni, come precisa la Corte di Giustizia Europea: “se il materiale risulta avere un’utilità, cesserà di essere considerato rifiuto non appena sarà pronto ad essere riutilizzato come prodotto recuperato”.  Da diversi anni però l’Italia non riesce a semplificare le operazioni di riciclaggio dei rifiuti come richiesto dall’Europa e la mancata emanazione di decreti sul fine vita dei rifiuti sta creando un corto circuito che rischia di aumentare i flussi di rifiuti che vanno in discarica o negli inceneritori. Da qui l’appello lanciato dal Presidente di Legambiente Stefano Ciafani e dal Vicepresidente di Kyoto Club, Francesco Ferrante per tradurre finalmente in realtà la norma sull’end of waste sulle materie prime seconde, molte volte annunciata in questi mesi dal Ministro dell’ambiente Sergio Costa. “La semplificazione del riciclo dei rifiuti urbani e speciali, la normativa sul cosiddetto end of waste, deve essere reale ed efficace, al contrario di quanto si stava facendo con la legge di bilancio approvata definitivamente nei giorni scorsi con l’intervento maldestro del Parlamento. Bene ha fatto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa a stralciare quell’articolo dalla manovra economica per farlo tornare dove era stato inizialmente previsto, cioè nel Decreto Semplificazioni  –scrivono Ciafani e Ferrante – Il nostro augurio è che ora non si facciano ulteriori pasticci nel passaggio parlamentare complicando il testo governativo sulle materie prime seconde che va, invece, nella direzione giusta. Ci auguriamo che questa sia la volta buona per l’approvazione di una norma che faccia decollare definitivamente il riciclaggio dei rifiuti di provenienza domestica o produttiva come ci chiede il nuovo pacchetto di direttive europee sull’economia circolare, grazie alla semplificazione dell’iter autorizzativo. Non c’è più tempo da perdere se vogliamo evitare la realizzazione di altri termovalorizzatori come paventato dal vicepremier Matteo Salvini. Una sciagura per l’economia circolare italiana che dobbiamo evitare rendendo più economiche le politiche di prevenzione, più semplici le operazioni di riciclo, costruendo tanti nuovi impianti industriali per il recupero di materia, a partire da quelli per la frazione organica dei rifiuti nei moderni digestori anaerobici per la produzione di biometano, e favorendo veramente, come previsto dall’obbligatorietà per legge dei criteri ambientali minimi nelle gare pubbliche d’appalto, i prodotti realizzati con materiali da riciclo“.

DOPO IL ROGO ALL’IMPIANTO STIR IL MINISTRO COSTA DICHIARA: “SIAMO SOTTO ATTACCO”

Un altro rogo, l’ennesimo, in un impianto di rifiuti. Questa volta tocca a quello della STIR di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) e già si parla di incendio doloso. Durissima la dichiarazione del Ministro Sergio Costa: “Al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si terrà in prefettura a Caserta richiederò a nome del Governo una task force di carabinieri esperti in materia ambientale; ne ho già parlato con il Comandante Generale dell’Arma. E’ inoltre necessario che l’Esercito presidi i siti a particolare rischio, che le prefetture ben conoscono”.  E’ infatti evidente come sia impellente prendere provvedimenti per porre fine a questa serie di incendi che nel giro di pochi mesi sono scoppiati in vari impianti tutti molto vicini tra loro creando un vero e proprio disastro ambientale. In particolare ricordiamo l’incendio che ha coinvolto l’impianto dell’Ecologia Bruscino di San Vitaliano (1 luglio), quello dell’impianto della Di Gennaro di Caivano (25 luglio), l’incendio che ha distrutto l’impianto Stir di Casalduni (23 agosto) e pochi giorni fa l’incendio che è scoppiato alla Lea di Marcianise (26 ottobre) con le centraline dell’ARPAC che nella zona hanno registrato un livello di diossina di 160 volte superiore al limite di legge. Sulla sua pagina Facebook il Ministro Costa ha scritto: “Siamo sotto attacco. Il territorio lo è. Tutti noi cittadini lo siamo, un altro incendio, sempre più grande, sempre nello stesso territorio.  E sempre in un impianto di stoccaggio di rifiuti. Quello che abbiamo ipotizzato e che abbiamo cercato di fermare mettendo i siti in una lista ad hoc, di siti sensibili, presso le prefetture, come sorvegliati speciali, ecco non basta.  C’è una precisa strategia criminale in atto ed è arrivato il momento che non solo il Ministero dell’Ambiente scenda in campo, come ha fatto dal primo giorno e continuerà a fare ogni giorno, ma tutto il governo sia presente con tutti gli strumenti a disposizione. Questi criminali  incendiano per costringerci a una nuova emergenza … vogliono inginocchiare lo Stato. Ma noi non torniamo indietro e li vogliamo vedere marcire in carcere.  Lo Stato siamo noi … loro sono solo lo scarto della criminalità. Avvelenano il territorio, e i concittadini, per i loro sporchi affari.  Faremo sentire tutta la nostra forza. Carabinieri, indagini serrate, anche l’esercito se necessario: bisogna presidiare il territorio, far sentire alla criminalità organizzata i muscoli dello Stato, non lasciare soli i cittadini, mai. Tutto il governo deve essere presente in Terra dei Fuochi, e tutto il governo sarà presente. Non siete soli. Non lo sarete mai”. E facendo seguito a quanto scritto da Costa, il Vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ha annunciato un Consiglio dei Ministri dedicato alla Terra dei Fuochi.

IL MINISTRO COSTA AL CONSIGLIO EUROPEO SULL’AMBIENTE

Prima uscita europea per il nostro Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa (@SergioCosta_min) che direttamente dal suo profilo twitter – sul quale ricorda sempre l’hashtag #iosonoambiente – ha reso noto il tenore del suo intervento: “L’Europa deve occuparsi dell’acqua con una Direttiva specifica e garantire a tutti il diritto ai servizi idrici e igienico sanitari. La fornitura di acqua potabile e la gestione delle risorse idriche non siano soggetti alle logiche del mercato unico e i servizi idrici siano esclusi da qualsiasi liberalizzazione perché l’acqua è bene comune e un diritto umano essenziale”.

5 GIUGNO: GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE
La Giornata Mondiale dell’Ambiente è nata nel 1972 e fu proclamata dall’Assemblea Generale della Nazioni Unite in occasione dell’istituzione del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente. Quest’anno è dedicata alla lotta alla plastica che sta distruggendo i nostri mari, una battaglia che coinvolge governi multinazionali, aziende e consumatori. Il Segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres chiede a tutti di “Rifiutare quello che non si può riutilizzare”. In Italia, secondo la Coldiretti, il 27% dei cittadini ha anche evitato di acquistare oggetti di plastica monouso come piatti, bicchieri e posate, ma ancora sono troppi i rifiuti di plastica abbandonati sulle nostre spiagge o buttati in mare. Per questo motivo Greenpeace ha da poco attivato Plastic Radar, un servizio ad hoc per coinvolgere i cittadini che vogliano segnalare i rifiuti in cui si imbattono. Qualsiasi oggetto in plastica trovato in spiaggia o nel mare potrà essere fotografato e inviato su Whatsapp  al numero +393423711269 affinché venga catalogato.
SERGIO COSTA: IL NUOVO MINISTRO DELL’AMBIENTE

Ha esordito con un tweet nel quale scrive: “Tante sfide ci aspettano: clima, economia circolare, beni comuni, lotta alle ecomafie. Siamo pronti!” Sergio Costa Generale di brigata dell’Arma dei Carabinieri e comandante della Regione Campania dei Carabinieri Forestali, è stato comandante regionale del Corpo forestale dello Stato, fino al 2016 quando venne accorpato all’Arma dei Carabinieri, provvedimento che all’epoca fu molto criticato dallo stesso Costa che denunciò il rischio di perdere la professionalità e l’esperienza degli uomini della Forestale.

Ovviamente da noi di Gea non può che arrivare un grande augurio di buon lavoro al neo ministro.

NUOVA STRATEGIA EUROPEA CONTRO LA PLASTICA

Il 28 maggio la Commissione europea ha rivolto la propria attenzione verso una serie di prodotti in plastica che rappresentano complessivamente circa il 70% dei rifiuti marini e in particolare contro cotton fioc, posate, piatti, bicchieri e cannucce che dovranno  essere realizzati esclusivamente con materiali sostenibili e alcuni prodotti, come ad esempio i pannolini per bambini o gli assorbenti igienici, dovranno avere sull’etichetta l’indicazione su come possano essere smaltiti. Gli Stati membri inoltre saranno obbligati araccogliere il 90% delle bottiglie di plastica per bevande monouso entro il 2025. Sarà ora il Parlamento europeo a stabilire se adottare in toto quanto proposto dalla Commissione.

24 MAGGIO: GIORNATA DEI PARCHI EUROPEI

Il 24 maggio si festeggia la Giornata dei Parchi europei, data scelta per ricordare Sarek, il primo parco nazionale svedese e d’Europa, che fu istituito il 24 maggio del 1909.L’ital ia partecipa all’evento con i suoi 24 parchi nazionali, 134 parchi regionali, 147 riserve naturali statali, 27 aree marine protette. La Giornata ovviamente non è solo un’occasione per visitare le bellezze naturali del territorio, ma anche un momento per riflettere sul ruolo fondamentale che hanno le risorse naturali nella nostra vita. Un ruolo che viene descritto in maniera molto precisa e dettagliata nel  Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia , da poco pubblicato a cura  del Ministero dell’Ambiente.