IN ITALIA FORTE INCREMENTO NELLA VENDITA DI AUTO IBRIDE, MA NON IN TUTTA EUROPA E’ COSI’

Le auto ibride e alimentate a gas naturale sono le due tipologie di ‘veicoli alternativi’ più vendute in Italia e rappresentano rispettivamente il 3,2% e il 2% dell’intero mercato europeo. Emerge dagli ultimi dati di Acea, l’associazione delle case automobilistiche europee, sulla transizione verso la mobilità a emissioni zero che mette in evidenza come la diffusione delle auto elettriche ricaricabili sia fortemente correlata al tenore di vita; nella metà degli stati membri dell’UE la quota di mercato di questi mezzi è inferiore all’1% e solo in quattro paesi le auto “ad emissione zero” rappresentano oltre il 2,5% del mercato: ad esempio in un paese come la Lettonia lo scorso anno il numero di auto elettriche a batteria e ibride plug-in vendute ammontava a 93 (pari a una quota di mercato dello 0,6%), contro le 67.504 unità registrate in Germania (quota di mercato del 2%) che è al primo posto della classifica, seguita da Regno Unito (59.911, 2,5%) e Francia (45.587, 2,1%).  Stesso schema per le ibride: trainano Germania e Francia, con 98.816 e 91.815 veicoli venduti, pari al 4,8% e 4,6% del mercato. Italia al terzo posto (81.892, 3,2%). Dall’analisi di Acea emerge come sia necessario da parte degli stati membri adottare un’idonea politica di incentivazione all’acquisto di mezzi green, i quali, almeno per il momento, rappresentano quasi esclusivo appannaggio dei paesi europei più ricchi (tra i Paesi dell’UE solo 12 hanno attivato incentivi all’acquisto di auto elettriche, come avviene in Italia).

ECONOMIA CIRCOLARE: ACCORDO TRA ENEA E ACEA

L’Amministratore Delegato di Acea Stefano Donnarumma e il Presidente dell’Enea – Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile, Federico Testa, hanno firmato un Protocollo d’intesa per avviare una collaborazione per lo sviluppo di progetti nell’ambito dell’economia circolare, con particolare riguardo alla gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti e della risorsa idrica. Nel dettaglio, Enea metterà a disposizione di Acea le competenze scientifiche, le piattaforme e le infrastrutture dei suoi 14 centri di ricerca allo scopo di fornire tecnologie e soluzioni innovative da applicare ai progetti relativi soprattutto al trattamento dei rifiuti. Saranno sviluppate, ad esempio, soluzioni tecnologiche innovative per ridurre gli impatti ambientali. L’Amministratore delegato di Acea Stefano Donnarumma ha commentato: “Siamo molto soddisfatti dell’avvio di questo percorso con Enea, il più importante ente pubblico italiano nel settore della ricerca e innovazione tecnologica con rilevanza internazionale. Sono certo che i nostri processi industriali beneficeranno dell’importante valore portato da Enea, in termini di maggiore efficienza operativa, resilienza e minore impatto sui territori in cui operiamo”. Grande soddisfazione anche da parte dell’altro partner, il Presidente di Enea, Federico Testa ha infatti dichiarato: “Quest’intesa con la maggiore multiutility del centro sud Italia per lo sviluppo di progetti nel settore dell’economia circolare apre prospettive di grande interesse a livello strategico e operativo con ricadute di rilievo per il territorio. Ad Acea daremo tutto il supporto scientifico e tecnologico necessario e favoriremo l’inserimento nei network europei e nella piattaforma nazionale ICESP- Italian Circular Economy Stakeholder Platform, coordinata da Enea”.  Il protocollo ha una durata di quattro anni e prevede che lo svolgimento delle singole attività sia regolato da specifici accordi tra le parti che ne determineranno i dettagli attuativi e operativi.

VENDITA ENERGIA ELETTRICA: MULTATE ENEL E ACEA

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per oltre 93 milioni di euro il gruppo Enel e per oltre 16 milioni di euro il gruppo Acea per aver abusato della propria posizione dominante nei mercati della vendita di energia elettrica in cui offrono il servizio pubblico di maggior tutela, servizio destinato a essere eliminato entro il 1° luglio 2020 con la piena affermazione di un unico mercato nazionale della vendita di energia elettrica completamente liberalizzato. In particolare, l’istruttoria ha accertato che sia Enel -almeno a partire dal gennaio 2012 e almeno fino al maggio 2017-, sia Acea -almeno dal 2014 e fino a tutto il 2017- hanno raccolto i consensi privacy dei clienti serviti in maggior tutela ad essere contattati a scopo commerciale e hanno poi utilizzato tali liste per formulare agli stessi clienti tutelati offerte mirate, volte a far stipulare loro un contratto sul mercato libero. Poiché nessuno dei concorrenti è in grado di replicare -nelle aree in cui i due gruppi svolgono in esclusiva il servizio di maggior tutela – la descritta operazione, essa risulta illegittima e idonea ad amplificare artificialmente il vantaggio concorrenziale di cui tali gruppi già godono per motivi storico/regolamentari e legati alle caratteristiche della domanda. Inoltre, in merito al gruppo Acea, il procedimento ha anche evidenziato come, nella definizione delle proprie strategie commerciali, ACEA Energia si sia avvalsa di una serie di informazioni privilegiate e dettagliate sull’andamento delle quote e sul posizionamento dei concorrenti nelle aree geografiche in cui il gruppo svolge il servizio di distribuzione, fornite dalla società di distribuzione ARETI. Tali condotte risultano idonee ad alterare le dinamiche competitive nei confronti dei venditori non integrati, che non posseggono le stesse prerogative ma che necessitano anch’essi, per competere, di rivolgersi al bacino della clientela tutelata. Nel corso dei procedimenti, l’Autorità si è avvalsa della collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust  della Guardia di Finanza. (Fonte: AGCM)