SUMMIT ONU SUL CLIMA: UNA SFIDA CHE NON POSSIAMO PERDERE (di Mario Gugliotta)

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E’ iniziato ieri il summit ONU sul clima, l’ennesima riunione mondiale dove i leader si stracceranno le vesti nel denunciare il cambiamento climatico incombente e proclamare piani di decarbonizzazione scritti a matita (tipica espressione romana per indicare promesse che potranno essere cancellate in ogni momento).

Il nostro premier Conte, nel corso del suo intervento, ha confermato che l’Italia vuole recitare un ruolo di primo piano nella lotta globale ai cambiamenti climatici, ricordando come nel nostro Paese si stia già attuando “uno dei programmi di decarbonizzazione più ambiziosi al mondo”.

Conte rivendica quindi un ruolo di leadership mondiale per la nostra bella Italia nella transizione energetica che dovrebbe portare nei prossimi 30 anni alla completa decarbonizzazione del mondo dell’energia.

Ma cosa intende il Primo Ministro per leadership mondiale? Come intende finanziare questo sforzo economico e tecnologico? Quanto è disposto a mettere in gioco della stabilità economica del nostro Paese? Come si articolerà questa transizione? Quale ruolo avrà il metano e, di conseguenza, quali le nuove infrastrutture legate a questo vettore energetico di transizione? Quali provvedimenti straordinari riguarderanno il revamping del parco rinnovabili esistenti? Si riuscirà ad armonizzare la tutela paesaggistica e ambientale con le richieste di nuove installazioni eoliche, idroelettriche e fotovoltaiche? Esiste, insomma, un piano di attuazione reale o ci si affiderà, come spesso accade, all’estro italico e alla buona sorte?

In questi ultimi 25 anni abbiamo assistito al passaggio di numerosi treni carichi di opportunità che, molto spesso, sono sfrecciati via a causa della mancanza di programmazione a medio e lungo termine o semplicemente per mancanza di senso di responsabilità.

I giovani, riuniti intorno alla ragazza simbolo della lotta ai cambiamenti climatici Greta Thunberg, stanno chiedendo una presa di responsabilità da parte di tutti i governi, stanno chiedendo azioni e non più parole. Loro possono solo chiedere, le Istituzioni hanno il dovere di rispondere con i fatti. Dalla lotta ai cambiamenti climatici non potremo uscire perdenti, non potrà esistere una rivincita.