SEN E DINTORNI

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Il Governo italiano il 10/11/2017 ha adottato la nuova SEN, ovvero il programma di indirizzo strategico per il futuro energetico nazionale a medio termine.
Un breve inciso: la SEN non è una Legge operativa ma solo un Atto di indirizzo che si dovrà sviluppare a cominciare dalle prossime due legislature (l’uscita dal carbone ad esempio è prevista per il 2025) coinvolgendo un arco temporale durante il quale gli scenari tecnici, economici, climatici e sociali potrebbero prendere pieghe oggi non prevedibili o preventivabili.
Due aspetti ci appassionano molto: la decarbonizzazione e lo sviluppo delle Fonti Rinnovabili. Il programma è ambizioso, la chiusura delle centrali a carbone nel 2025, il raggiungimento della quota del 28% del totale dell’energia da fonti rinnovabili per il 2030 (VALE A DIRE IL 55% DEI CONSUMI ELETTRICI, IL 30% DI QUELLI TERMICI E IL 21% DEI TRASPORTI) e i 175 miliardi di euro di investimenti entro il 2030.
In attesa dell’emanazione delle leggi e dei decreti che attueranno questo programma, tra cui gli imminenti decreti per gli incentivi su biometano e fonti elettriche rinnovabili (FER) per il periodo 2018/2020, ci chiediamo quale sarà l’atteggiamento delle Istituzioni locali e il contributo del mondo ambientalista al perseguimento di questi obiettivi che non possono prescindere da una serie di compromessi per le nuove e indispensabili infrastrutture e per la gestione del periodo di transizione.
A nostro avviso il sistema più rapido e indolore per il raggiungimento degli obiettivi non può prescindere dall’efficientamento del parco esistente di produzione di energia, rinnovabile e non, che si può esplicitare, ad esempio, nel miglior sfruttamento delle aree ventose con la sostituzione delle turbine esistenti con turbine più performanti – in termini di potenza e di efficienza – che avranno però un maggiore impatto visivo, oppure nella realizzazione dei parchi eolici off shore. A tal proposito però, di recente il TAR della Sicilia ha definitivamente bocciato un impianto eolico off shore il cui progetto è iniziato nel 2003; non vogliamo entrare nel merito della sentenza, che comunque rispettiamo, ma non si possono disconoscere i diritti di una Azienda a poter ottenere l’autorizzazione o il diniego a un’opera in un tempo accettabile.
Un altro settore cardine sarà quello della ulteriore metanizzazione del territorio. Quale sarà in questo caso l’atteggiamento che verrà preso riguardo la gestione delle nuove linee internazionali di approvvigionamento di metano, gas indispensabile all’avvio del processo di decarbonizzazione nel medio periodo? Con l’aumento dei consumi, e in particolare del gas liquefatto per i trasporti, la TAP e i rigassificatori saranno una priorità anche nel mondo ambientalista?
Sarà duro, e spesso arduo, arrivare ad un livello di compromesso ritenuto accettabile tra le parti, spesso schierate su dogmi irremovibili. Ma con il cambio di scenario generale quanti saranno i livelli di opposizione e chi saranno i nuovi interlocutori? Nell’ipotesi di vittoria del M5S alle prossime elezioni, avremo la riscrittura di una nuova SEN sulla base del programma elettorale del movimento?
Di sicuro gli obiettivi posti sono ambiziosi e sfidanti, anche se forse – come da molte parti scritto – sarebbe stato meglio che un simile programma venisse scritto da un Governo a inizio legislatura che potesse affrontare anche la stesura dei primi necessari Atti legislativi di attuazione. In ogni caso un grande “in bocca al lupo” alla SEN e a tutti noi operatori del settore che da anni ci battiamo per avere una prospettiva temporale, nel nostro lavoro, più lunga di “un mandato parlamentare” (Mario Gugliotta)

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