CLIMA: SECONDO IL RAPPORTO GERMANWATCH L’ITALIA PERDE POSIZIONI

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Secondo il Rapporto di Germanwatch 2019 – realizzato in collaborazione con Legambiente e presentato a Cop24 –  l’Italia scende al 23esimo posto, rispetto al 16esimo dello scorso anno, nella classifica sulle performance climatiche dei principali paesi del mondo contro il riscaldamento globale. Risultato raggiunto, nonostante una buona performance nell’uso di energia, per il rallentamento dello sviluppo delle rinnovabili e soprattutto per l’assenza di una politica climatica nazionale. Il rapporto di Germanwatch infatti analizza le performance dei diversi paesi rispetto agli obiettivi di Parigi e agli impegni assunti al 2030, attraverso il Climate Change Performance Index (CCPI), che si basa per il 40% sul trend delle emissioni, per il 20% sullo sviluppo sia delle rinnovabili che dell’efficienza energetica e per il restante 20% sulla politica climatica. Per quanto riguarda la classifica generale, anche quest’anno le prime tre posizioni non sono state attribuite, perché nessuno dei paesi ha raggiunto i risultati necessari a contrastare in maniera efficace i cambiamenti climatici e a non superare quindi la soglia critica di 1.5°C. Al quarto posto, che comunque è la posizione migliore, c’è la Svezia, seguita dal Marocco, sale India e anche la Cina abbandona le ultime posizioni e fa qualche passo avanti. In fondo alla classifica si posizionano invece l’Arabia Saudita al 60° posto e gli Stati Uniti al 59simo, con gli USA che, a seguito della politica di Trump, sono indietreggiati in quasi tutti gli indicatori. “Tutti i governi europei sono chiamati a fare la loro parte, a partire dall’Italia – dichiara Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente–. Una prima importante risposta deve arriva dal Piano Nazionale Clima-Energia, che dovrà essere trasmesso alla Commissione europea entro la fine di dicembre, nel quale vanno introdotti obiettivi più ambiziosi di quelli attualmente previsti in Europa per il 2030. Un impegno indispensabile non solo per tradurre in azione l’Accordo di Parigi, ma soprattutto per accelerare la decarbonizzazione dell’economia europea. Solo così sarà possibile vincere la triplice sfida climatica, economica e sociale, creando nuove opportunità per l’occupazione e la competitività delle imprese europee, attraverso una giusta transizione che non penalizzi i meno abbienti e le aree periferiche. Una sfida che l’Europa e l’Italia non possono fallire” (Fonte: Legambiente)

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