Per un’Italia green serve una pubblica amministrazione più sostenibile

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L’Italia è indietro su molti dei 17 Sustainable Development Goals (SDGs) promossi dall’ ONU , e il nostro paese ha molto da fare per poter aspirare a uno sviluppo sostenibile. Certo che se la pubblica amministrazione – un colosso economico – si trasformasse in senso verde, le cose cambierebbero: se ciascuno degli oltre 3 milioni di dipendenti pubblici evitasse di sprecare 500 fogli, si ridurrebbe il consumo di 8.142 tonnellate di carta, evitando di abbattere 122 mila alberi, risparmiando oltre 3,5 miliardi di litri di acqua, abbassando il consumo energetico nazionale di 62 milioni di Kwh. Incentivando il carpooling con almeno un collega, diventerebbero 750 mila le auto circolanti ogni giorno (ora sono 1,3 milioni), eliminando 376 tonnellate di CO2 e risparmiando 230 milioni di euro solo per il carburante.

Insomma, se la rivoluzione dei consumi e delle modalità di produzione sostenibili partisse dalla Pubblica Amministrazione, si avvierebbe una vera rivoluzione “green” in Italia, perché le PA potrebbero fare da apripista su mobilità soft, risparmio energetico, raccolta differenziata dei rifiuti, lotta agli sprechi, acquisto di alimenti biologici con un impatto formidabile sull’intero Paese. Con una spesa pubblica pari a quasi il 17% del PIL nazionale, infatti, la PA è il più rilevante dei consumatori e i suoi dipendenti possono aiutare il paese a operare un profondo salto culturale. E se la sostenibilità degli uffici pubblici è ancora insufficiente – nel giudizio degli stessi dipendenti – cresce la consapevolezza dell’importanza di pratiche di consumo sostenibile. Questo afferma la ricerca “Pratiche di consumo sostenibile e lavoro” presentata da FPA

 

SOSTENIBILITA’ DA 5 MENO

Il voto assegnato alle amministrazioni pubbliche dai suoi dipendenti, in materia di strategie per la sostenibilità, è uno striminzito « 5 meno ». Se è vero infatti che la PA sta muovendo i primi passi verso la definizione di politiche di Green Public Procurement (GPP), solo il 14,1% degli intervistati dichiara che la propria amministrazione ha già introdotto i CAM (criteri ambientali minimi per tipologie di prodotto o servizio) nelle proprie procedure d’acquisto e solo per il 12,5% si è provveduto all’individuazione dei prodotti e servizi ai quali applicarli.

 

Eppure, rispetto agli acquisti verdi l’Italia vanta un primato in Europa: è il primo Paese ad aver reso obbligatorio il Green Public Procurement, attraverso l’inserimento nel nuovo Codice degli Appalti (Dlgs. 50/2016).

UFFICI PUBBLICI POCO ATTENTI ALL’AMBIENTE 

A proposito di impatto sull’ambiente, i dati ci dicono che solo il 45,6% degli uffici è dotato di finestre a doppi vetri, mentre nel 48,5% degli uffici non si fa attenzione a mantenere la temperatura entro i 19-20 gradi, e la sostituzione delle lampadine ad incandescenza con quelle a basso consumo è avvenuta solo nel 36,3% dei casi.

 

Considerando che la PA è uno dei maggiori consumatori di energia del paese, con una percentuale di circa 1,5% del totale, il suo eventuale comportamento virtuoso sarebbe tutt’altro che irrilevante.

 

META’ DEI DIPENDENTI SI AUTOPROMUOVE. MA NON BASTA

I giudizi che i dipendenti pubblici esprimono su se stessi appaiono invece meno severi. Quasi la metà si dà un bel 6 e 3 su 10 si assegna un voto sopra la sufficienza: quasi il 94% di loro spegne le luci quando va via la sera, l’82% non lascia i propri caricabatterie nelle prese e il 75% è attento alla dispersione di calore nei locali climatizzati.

 

Tuttavia il 62,5% non ha ancora mai disattivato la funzione stand-by del proprio Pc, un accorgimento che abbatterebbe il consumo energetico del 37%, che, tradotto in bolletta, significherebbe un risparmio di circa 103 milioni di euro.

PA “ PAPERLESS ”. SULLA BUONA STRADA, MA ATTENTI AGLI “IRRIDUCIBILI” DELLA CARTA

I dipendenti pubblici rivelano anche di aver ormai preso l’abitudine di stampare fronte-retro (lo fa il 90% degli intervistati) e di riutilizzare la carta (lo fa l’87%) le buste e le scatole (oltre il 60%). Negli ultimi anni la spesa della PA per “Carta, cancelleria e stampati” si è infatti ridotta. I Comuni, ad esempio, sono passati dal miliardo del 2010 agli 88,14 milioni del 2015. Ma si potrebbe fare ancora di più, passando all’uso e allo scambio di documenti solo in formato elettronico.In questo modo si ridurrebbe il consumo complessivo di 8.142 tonnellate di carta. Questo vorrebbe dire non abbattere 122 mila alberi, risparmiare oltre 3 miliardi e mezzo di litri di acqua, ridurre il consumo energetico nazionale di 62 milioni di KWh e non emettere in atmosfera 19.491 tonnellate di CO2.

 

MOBILITA, FIORE ALL’OCCHIELLO.

Secondo l’Istat, in Italia il mezzo di spostamento prediletto per recarsi al lavoro è l’automobile, usata da oltre il 60% degli italiani. Ma tra i dipendenti pubblici la percentuale scende al 45%. 

Incentivando poi il carpooling, ovvero la condivisione dell’auto con almeno un collega, si ridurrebbero a 750.000 le auto circolanti ogni giorno (ora sono 1,3 milioni) con un alleggerimento per l’ambiente di 376 tonnellate di CO2 e un risparmio di oltre 230 milioni di euro solo per il carburante.

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