Nuovo disastro petrolifero sulle coste californiane

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(Fonte: lifegate, 04/10/2021, Valentina Neri)
“È una delle situazioni più devastanti che la nostra comunità ha dovuto affrontare negli ultimi decenni”. Così Kim Carr, sindaco della città di Huntington Beach, in California, commenta il disastro ambientale scatenatosi sabato 2 ottobre, quando la rottura di un oleodotto nell’oceano Pacifico ha riversato in mare 470mila litri di petrolio.

Cosa sappiamo del disastro petrolifero in California

Per motivi ancora non chiari, nella giornata del 2 ottobre si è danneggiato un oleodotto lungo circa 28 chilometri, connesso a una piattaforma petrolifera in mare – chiamata Elly – gestita dalla società Beta offshore. Si è così creata una gigantesca chiazza nera estesa su 33 chilometri quadrati che nelle ore successive ha raggiunto le coste della contea di Orange, in California. Sono già stati rinvenuti pesci e volatili morti. Non c’è ancora certezza sull’entità dello sversamento di petrolio, ma l’amministratore delegato di Amplify energy (la capogruppo di Beta offshore) fa sapere che l’intero oleodotto ha una capacità di circa 470mila litri.

In corso l’intervento della guardia costiera

La guardia costiera americana ha immediatamente dato il via a un’operazione congiunta per ripulire le acque dal petrolio. Stando all’ultimo bollettino ufficiale diffuso domenica 3 ottobre, nella zona sono entrate in azione 14 imbarcazioni diverse, oltre a quattro velivoli di ricognizione. Finora sono stati recuperati circa 12mila litri di greggio.

Le autorità hanno disposto la chiusura delle spiagge di Huntington Beach, dove fino al giorno prima 1,5 milioni di persone si erano ritrovate per il Pacific Airshow, poi cancellato. Sembra che il petrolio abbia intaccato anche la riserva ecologica di Talbert marsh, un ecosistema paludoso che è stato ripristinato negli anni Ottanta e che ora è abitato da un’ottantina di specie di uccelli.