L’europa accelera la transazione energetica con ambiziosi piani di investimento

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La Cina ha stanziato qualcosa come 42 miliardi di dollari in sussidi per le rinnovabili, ma rispetto all’enorme quantità di denaro che l’Europa sta investendo in ambiziosi piani di transizione per le energie rinnovabili, si tratta di spiccioli, malgrado il Vecchio Continente sia ‘devastato’ dalla pandemia globale.

COSA FA LA GERMANIA

La Germania ha recentemente presentato un piano di ripresa da 130 miliardi di euro. Di questi, Bloomberg ha calcolato che circa 41 miliardi di euro sono stati stanziati per le rinnovabili e i veicoli elettrici. Il governo è stato particolarmente generoso con le auto elettriche: ha aumentato i sussidi per questi ultimi rendendo, di fatto, alcuni modelli più economici da acquistare rispetto alle auto con motori a combustione interna. Alcuni veicoli elettrici, ha riferito Automotive Newsall’inizio di questo mese, sono addirittura gratuiti grazie ai maggiori sussidi.

 

COSA FANNO GLI ALTRI PAESI UE

Anche altri paesi europei sono generosi con i sussidi per i veicoli elettrici, anche se non così tanto come emerge dalla panoramica di Argus Media. La Germania è di gran lunga la più generosa, offrendo agli acquirenti di veicoli elettrici fino a 9.000 euro per veicoli elettrici più economici. In Francia, Spagna e Italia, i sussidi sono compresi, invece, tra i 4.000 e i 7.000 euro.

I VEICOLI ELETTRICI E GLI INCENTIVI

La maggior parte di questo sostegno, tuttavia, si concentra sui veicoli elettrici di fascia bassa – non le Tesla tanto per chiarire – anche se alcuni incentivi, come le esenzioni fiscali, sono in vigore per tutti i veicoli elettrici.

I veicoli elettrici hanno rappresentato il 6,8% delle vendite complessive di veicoli in Europa nel primo trimestre 2020, in aumento rispetto a una quota del 2,5% dell’anno precedente, in parte a causa di un calo complessivo delle vendite dovuto a Covid-19, ma che indica anche una forte domanda in questo settore. Nel complesso, la quota di mercato dei veicoli elettrici è salita al 3% nel 2019 dal 2% nel 2018, secondo Acea. Il numero di modelli elettrici disponibili sul mercato europeo dovrebbe raggiungere, invece, i 214 entro il 2021, rispetto ai 98 di fine 2019, secondo l’European Battery Alliance.

Ma si tratta solo di veicoli elettrici. Per quanto cruciali per la decarbonizzazione delle economie, i veicoli elettrici non sono l’unico strumento a disposizione dei governi.

LA MARCIA INDIETRO PER I SUSSIDI ALLE RINNOVABILI IN CINA

La Cina è stata di gran lunga l’investitore più attivo nell’energia solare ed eolica, in cima alle classifiche mondiali per anni. L’anno scorso Pechino ha dichiarato che quest’anno taglierà i sussidi per le energie rinnovabili a 807 milioni di dollari.

Ma poi quest’anno è successo qualcosa di interessante. Il Ministero delle Finanze cinese ha fatto marcia indietro rispetto alla decisione del 2019, annunciando che quest’anno i sussidi per l’energia solare ed eolica saranno di 13,2 miliardi di dollari (92,39 miliardi di yuan), il 7,5 per cento in più rispetto all’anno scorso. Questo, secondo l’analista di CMB International Securities Robin Xiao, costerebbe al governo circa 28,6 miliardi di dollari quest’anno (200 miliardi di yuan), secondo quanto ha riferito a Bloomberg. Il grande beneficiario di questo aumento dei sussidi sarebbe l’energia solare, nonostante la rapida diminuzione dei costi di costruzione e gestione delle farm. Il requisito che viene richiesto dalle autorità per accedere ai sussidi è quello di dimostrare che i progetti di energia rinnovabile siano economici come l’equivalente impianto a carbone.

COSA FA LA GERMANIA SUL SOLARE

Anche la Germania sta spendendo attivamente per il solare. Infatti, lo scorso anno il governo Merkel ha rimosso il tetto alle sovvenzioni per l’energia solare per aumentare la capacità produttiva più velocemente. I piani precedenti prevedevano la sospensione dei sussidi per i progetti solari una volta che la capacità installata della Germania avesse raggiunto i 52 GW. Tuttavia, il governo ha deciso di rimuovere questa clausola quando si è trovato di fronte alle proteste per il clima e alla realtà di dover soddisfare la domanda di energia del paese anche dopo la chiusura delle centrali a carbone.

BUONE NOTIZIE PER L’EOLICO OFFSHORE

All’inizio di questo mese sono arrivate notizie piuttosto buone dal Regno Unito anche per l’eolico. Uno studio dell’Imperial College di Londra ha suggerito che, in breve tempo, i parchi eolici offshore potrebbero generare elettricità così a buon mercato da non aver bisogno di sussidi. Questo perché la tecnologia sta migliorando e la produzione sta diventando molto più efficiente. Pertanto, entro il 2050, i parchi eolici offshore potrebbero cominciare a pagare i dividendi, il che renderebbe l’elettricità più economica in tutti i settori.

Sotto questo punto di vista, il forte calo dei costi delle rinnovabili rappresenta una buona notizia, soprattutto per i cittadini visto che i sussidi tendono a ‘gonfiare’ le bollette del contribuente.

LA SCOMMESSA DELL’IDROGENO UE

L’Europa scommette molto anche sull’idrogeno. Idrogeno pulito, per la precisione. L’Ue prevede di costruire circa 6 GW di capacità di elettrolisi pulita in soli quattro anni, il che significa una produzione di 1 milione di tonnellate di idrogeno. La cifra dovrebbe crescere fino a 40 GW entro il 2040, in grado di generare 10 milioni di tonnellate di idrogeno. Poiché la produzione di idrogeno pulito comporta l’uso di elettricità prodotta da fonti rinnovabili, l’Ue dovrà essere rigorosa nel centrare i suoi obiettivi di capacità di energia ‘verde’.

Insomma, in questo momento, tutto indica che i governi manterranno i sussidi alle rinnovabili e alle auto elettriche nel futuro prossimo. A ciò si aggiungeranno, probabilmente, incentivi alle auto a idrogeno. Quanto questo costerà ai contribuenti è invece una domanda complessa la cui risposta dipende dalle politiche dei vari governi. Una cosa è certa, però: non sarà di poco conto, soprattutto se Germania e Francia saranno disposte a rendere i veicoli elettrici praticamente gratuiti per stimolare la domanda dei consumatori. (Fonte: energiaoltre)