L’aumento del prezzo delle materie prime frena la crescita del fotovoltaico nel 2021

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Dall’inizio del 2021 il costo dei moduli solari è cresciuto del 18 per cento, dopo aver conosciuto un calo del 90 per cento nel decennio precedente. Come spiega Bloomberg, l’inversione è dovuta principalmente al forte aumento dei prezzi del polisilicio, un materiale necessario alla produzione delle celle fotovoltaiche, e rischia di far rallentare le installazioni di capacità solare nel mondo.

COME ANDRANNO LE INSTALLAZIONI NEL 2021

Jenny Chase, analista di BloombergNEF, ha parlato della più grave perturbazione subìta dall’energia solare in più di un decennio: “gli sviluppatori e i governi”, ha spiegato, “devono smetterla di aspettarsi che il solare diventi molto più economico in breve tempo”. Il centro di ricerca ha rivisto al ribasso le sue previsioni sulle installazioni solari nel 2021 in un rapporto pubblicato la settimana scorsa, citando la crescita dei prezzi dei componenti di base come il polisilicio tra i motivi principali.

I PAESI PIÙ A RISCHIO

L’azienda canadese Canadian Solar ha detto che i prezzi più alti dei materiali stanno influenzando la domanda di energia solare e potrebbero causare il rinvio di alcuni progetti su larga scala. Secondo la società di consulenza Mint, in India sono a rischio posticipo una serie di progetti per 10 gigawatt, pari a più di un quarto della capacità attuale del paese. Anche in Cina e negli Stati Uniti potrebbe accadere lo stesso.

LA PRIMA DECRESCITA IN DICIASSETTE ANNI?

Bloomberg scrive che tutti questi rimandi potrebbero far sì che nel 2021, per la prima volta in diciassette anni, le installazioni solari nel mondo conoscano una crescita negativa.

Xiaojing Sun, analista a Wood Mackenzie, sostiene che gli impianti fotovoltaici che non hanno ancora firmato degli accordi di prezzo con le società di distribuzione dell’energia potrebbero venire posticipati, a meno che i clienti non siano disposti a pagare di più per l’elettricità.

A livello generale, il tempismo “non potrebbe essere peggiore” per l’energia solare, scrive Bloomberg. L’energia rinnovabile, infatti, “ha finalmente un campione alla Casa Bianca e sono stati annunciati ambiziosi obiettivi climatici in Europa e in Asia”.

IL NODO DEL POLISILICIO

La crisi ruota attorno al polisilicio, una forma raffinata di silicio: i produttori non stanno riuscendo a soddisfare l’aumento della domanda da parte dell’industria dei pannelli solari, e la ridotta disponibilità del materiale ne ha quindi fatto crescere i prezzi fino a 25,8 dollari al chilo. Neanche un anno fa la stessa quantità di polisilicio aveva un valore di 6,1 dollari, stando ai dati di PVInsights. Le previsioni dicono che i prezzi del polisilicio resteranno su livelli alti fino alla fine del 2022.

Più dell’80 per cento dell’offerta mondiale di polisilicio si concentra in Cina; la regione dello Xinjiang – dove le autorità portano avanti una campagna di violazioni dei diritti umani della minoranza uigura – vale da sola il 50 per cento.

I COSTI DELLE MATERIE PRIME

L’aumento dei prezzi non si limita in realtà al polisilicio ma riguarda molti altri materiali utilizzati per la fabbricazione dei moduli solari – l’acciaio, l’alluminio, il rame –, oltre che le spese di trasporto. C’è poi una crisi globale legata alla carenza di semiconduttori che sta danneggiando anche le aziende che realizzano gli inverter per gli impianti fotovoltaici. (Fonte: startmag)