L’aumento dei consumi elettrici certifica la ripresa industriale

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Ad aprile i consumi elettricinazionali hanno toccato i 24,3 miliardi di kWh, in aumento del 21,7% rispetto allo stesso mese del 2020, e dello 0,4% rispetto al 2019. Questo il rapporto mensile di Terna da cui si evince anche un deciso recupero della domanda energetica industriale, sia tendenziale che congiunturale. L’indice Imceiè in crescita del 6% rispetto al 2019 e del 60% rispetto al 2020: positivi i settori di siderurgia, chimica, meccanica, materiali da costruzioni e metalli non ferrosi. In questo scenario, le rinnovabili hanno coperto il 37% della domanda elettrica. Con l’indice Imcei – che prende in esame e monitora in maniera diretta i consumi industriali di circa 530 clienti ‘energivori’ connessi alla rete di trasmissione elettrica nazionale – in crescita del 6% rispetto al 2019 e del 60% rispetto al 2020: positivi i settori di siderurgia, chimica, meccanica, materiali da costruzioni e metalli non ferrosi.

Secondo Terna prosegue “il recupero dei consumi elettrici e industriali”. Nel mese di aprile, la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale rileva una domanda di energia elettrica in Italia in notevole aumento rispetto ad aprile del 2020, fortemente influenzato dal calo del fabbisogno dovuto alle iniziative messe in atto per contenere la pandemia da Covid-19, e in crescita anche rispetto ad aprile del 2019. Le fonti rinnovabili hanno coperto il 37% dei consumi.

L’indice Imcei conferma il ritorno sostanziale dei consumi industriali ai livelli pre-Covid: l’indice risulta in crescita del 60% rispetto ad aprile 2020 e, soprattutto, del 6% rispetto ad aprile 2019. Inoltre si rileva una variazione congiunturale del più 1% rispetto a marzo. In crescita – come detto – i settori della siderurgia, chimica, meccanica, materiali da costruzioni e metalli non ferrosi. In flessione invece i comparti della carta, dell’alimentari, e dei mezzi di trasporto.

Nel primo quadrimestre del 2021 – spiega Terna nell’approfondimento della sua analisi sui consumi – la domanda elettrica in Italia risulta in crescita del 6,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+7,2% in termini rettificati) e in flessione dell’1,5% rispetto al 2019. Analizzando nel dettaglio i dati di aprile, quest’anno il mese ha avuto lo stesso numero di giorni lavorativi (21) e una temperatura media mensile inferiore di circa 1,5 gradi centigradi rispetto a aprile 2020. Tenendo in considerazione questi elementi, il dato destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura diventa pertanto +20,3%. A livello territoriale la variazione tendenziale di aprile è stata ovunque positiva: +25,8% al Nord, +20,2% al Centro, e +14,6% al Sud. In termini congiunturali, il valore rivisto in base a calendario e temperature ha fatto registrare una sostanziale stabilità rispetto a marzo.

Ad aprile la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per circa l’88% con produzione nazionale e per la quota restante (12%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In particolare, la produzione nazionale netta (21,7 miliardi di kWh) ha registrato un incremento dell’11,5% rispetto aprile 2020. In aumento le fonti termoelettrica (+23,6%) e eolica (+25,6%). In flessione le fonti idrica (-12,5%), fotovoltaica (-11%), e geotermica (-3,8%). Per quanto riguarda il saldo import-export, la variazione è pari a +253,6% per un effetto combinato dell’aumento dell’import (+77,3%) e di una riduzione dell’export (-68,5%). (Fonte: rinnovabili.it)