La prospettiva internazionale per l’idrogeno verde

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“Qualsiasi strategia per l’idrogeno è un’agenda di investimento. A livello dell’UE, prevediamo somme nella gamma dei 320-460 miliardi di euro entro il 2030″. Lo ha ricordato la commissaria europea all’energia, Kadri Simson, intervenuta alla conferenza d’alto livello “Hydrogen in Society – Bridging the gap”. L’evento, organizzato nell’ambito della presidenza portoghese del Consiglio dell’Unione europea, aveva l’obiettivo di esaminare da vicino le nuove opportunità economiche, industriali, scientifiche e tecnologiche legate al vettore.

Come ha ricordato il “padrone di casa” João Pedro Matos Fernandes, ministro portoghese per l’ambiente, lo sviluppo dell’economia dell’idrogeno a livello europeo sta creando nuove chance da “abbracciare con fermezza”. Questo vettore rappresenta “una sfida e sta sconvolgendo gli attuali modelli di business lungo le catene del valore, su scale diverse, dalla produzione all’uso finale, compresi i mercati dei trasporti e dello stoccaggio e del commercio dell’energia. L’idrogeno sarà davvero un punto di svolta”.

Un punto di vista sposato in pieno da Simson che nel suo intervento ha ricordato gli aspetti fondamentali su cui il Blocco dovrà puntare: una visione strategica, gli strumenti per attuarla, i finanziamenti per sostenerla e un approccio internazionale con cui farla crescere.

In tema risorse economiche, la commissaria UE ricorda che, rispetto alla strategia per l’idrogeno europeo, serviranno nei prossimi anni fino a 42 miliardi di euro di investimenti in elettrolizzatori; a cui si aggiungeranno altri 340 miliardi in impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabilie fino a 65 miliardi per trasporto, distribuzione, stoccaggio e rifornimento.

“Allo stesso tempo, abbiamo bisogno di investimenti sostenuti nella nostra ricerca e sviluppo. Abbiamo già due grandi richieste di ricerca e innovazione per potenziare gli elettrolizzatori e portare sul mercato progetti dimostrativi su larga scala”.

Le azioni già preannunciate per realizzare un ecosistema dell’idrogeno europeo e indirizzare il giusto investimento sono fondamentali. Ma, Simson punta l’accento anche sul panorama in sui si muoverà la strategia comunitaria e quelle nazionali. “Qualsiasi spinta verso l’idrogeno deve considerare la dimensione internazionale […] La nostra strategia tocca opportunità di collaborazione all’interno della regione, a partire dal nostro vicinato e in particolare con il Marocco e l’Ucraina, per lo sviluppo di progetti transfrontalieri. Allo stesso tempo, c’è un grande spazio per la cooperazione globale”.
(Fonte: rinnovabili.it)