La neutralità climatica europea passa obbligatoriamente dalla riqualificazione edilizia

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Delle 8 strategie nazionali per la riqualificazione edilizia di lungo termine presentate alla Commissione finora, nessuna è in linea con gli obiettivi di neutralità climatica entro il 2050. E’ quanto emerge da un’analisi fatta dal think tank Buildings Performance Institute Europe (BPIE), riporta il portale Euractiv che ha potuto vedere in anteprima il rapporto.

Attualmente, gli edifici europei sono responsabili di circa il 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di CO2 nell’UE. E il tasso di riqualificazione edilizia è soltanto dell’1% annuo. Per questa ragione lo scorso ottobre la Commissione europea era scesa in campo con la Renovation Wave, una strategia che ha come obiettivo raddoppiare i tassi di riqualificazione edilizia nei prossimi 10 anni, per ridurre consumi e aumentare la qualità della vita.

La Renovation Wave dà una cornice nuova agli sforzi dei paesi europei per ammodernare lo stock edilizio, inserendosi appieno nel Green Deal presentato a dicembre 2019. Ma soltanto metà degli Stati ha presentato la sua strategia di lungo periodo sulla riqualificazione energetica entro i termini (scadevano a marzo 2020). E non guardano al Green Deal e ai suoi obiettivi. Così come mancano anche altri target, ad esempio la soglia del 3% per anno di riqualificazione degli edifici governativi.

L’uso dei fondi del Recovery Fund sarà essenziale, sostiene il rapporto di BPIE. Anche per aspetti di solito lasciati ai margini, ma che sono centrali. Il dossier sottolinea infatti che una delle barriere alla riqualificazione edilizia è la mancanza di informazioni su come ottenere finanziamenti. Parte del  Recovery, suggerisce il BPIE, dovrebbe essere usato dagli Stati per supportare le persone nei loro progetti di riqualificazione. Anche per gli aspetti finanziari.

Nella Renovation Wave, la Commissione ha affermato di voler raddoppiare la ristrutturazione degli edifici legata all’energia entro il 2030 dall’attuale livello dell’1%. Tuttavia, il BPIE calcola che questo tasso deve raggiungere almeno il 3% all’annoper evitare di creare problemi nel 2030-2040. Nel 2021 la Commissione ha in programma la revisione di una serie di leggi, tra cui la direttiva sull’efficienza energetica e la direttiva sul rendimento energetico degli edifici. (Fonte: rinnovabili.it)