La Germania vara, con 6 mesi di ritardo, un ambizioso Piano Energia Clima (PNIEC) che, con un taglio del 55% delle emissioni climalteranti al 2030, anticipa il Green Deal in discussione all’UE

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Con un ritardo di ben sei mesi rispetto alla scadenza UE, il 10 giugno il Consiglio federale ha adottato il Piano Energia Clima (PNIEC) della Germania. Il documento era fortemente atteso e non solo perché rappresenta lo strumento di pianificazione e monitoraggio degli sforzi nazionali verso gli obiettivi comunitari di decarbonizzazione. La Germania è oggi il più grande emettitore di gas serra in Europa e il suo PNIEC può davvero fare la differenza rispetto all’ambizione chiesta agli Stati Membri da Bruxelles.

Il governo tedesco ha cercato in parte di ripagare l’attesa. Il documento ufficiale conferma un obiettivo nazionale 2030 di riduzione delle emissioni di almeno il 55% rispetto al 1990. Il valore anticipa, in qualche modo, la revisione del target climatico 2030 da parte della Commissione europea.

In generale, i PNIEC consegnati degli altri Stati Membri hanno tarato i rispettivi tagli della CO2 in base all’obiettivo contenuto nelle direttive comunitarie. Parliamo di un target UE vincolante del meno 40% di gas serra emessi al 2030, a livello di Blocco. Una volta approvata però, la misura è apparsa troppo debole rispetto a quanto richiesto dall’Accordo sul clima di Parigi. L’esecutivo europeo è tornato così a ragionare sull’obiettivo nell’ambito del nuovo Green Deal e oggi sta valutando due nuove opzioni: un 50% o un 55%.

Accanto al -55% di CO2, il Piano energia clima tedesco riporta altri due importanti obiettivi 2030. Un aumento dell’efficienza energeticariducendo il consumo di energia primaria del 30% rispetto al 2008; un ampliamento della quota di energie rinnovabili al 30% del consumo finale lordo di energia. Inoltre, conferma l’impegno del governo federale di perseguire la neutralità climatica entro il 2050 come obiettivo a lungo termine.

Le principali novità rispetto alla bozza del 2018 riguardano le specifiche del piano per l’abbandono del carbone e la legge sulla protezione del clima. Inoltre, è stato inserito un bilancio del carbonio giuridicamente vincolante per ciascun settore non ETS, nonché da un prezzo per la CO2 da applicare a trasporti ed edilizia dal 2021. Nelle prossime settimane Bruxelles esaminerà se il piano energia clima tedesco sia sufficientemente ambizioso rispetto agli obiettivi climatici di Parigi.