INDAGINE IPSOS: SOLO IL 17% DEI GIOVANI CONOSCE GLI OBIETTIVI ONU PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

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Secondo una ricerca IPSOS per Fondazione Barilla in Italia solo il 17% dei giovani under 27 sa cosa siano i SDGs (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile Onu del 2030), il 55% non li conosce affatto e il 18% superficialmente, per 6 su 10 a raggiungerli ci dovranno pensare le generazioni future. Tra i ragazzi c’è attenzione ai cambiamenti climatici, ma meno di 1 su 5 sa cosa siano davvero i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, approvata il 25 settembre del 2015 dalle Nazioni Unite. Se si parla di ‘sostenibilità’ si scopre poi che è un concetto conosciuto dal 40% degli intervistati, ma pochi poi comprendono il nesso che la collega alla produzione di cibo. Solo 1 su 3, tra chi conosce la sostenibilità, pensa che il benessere del Pianeta dipenda anche da cosa mettiamo nel piatto, quando invece proprio la produzione agricola è responsabile del 24% delle emissioni di gas serra. Oggi, insomma, parlare di Agenda 2030 significa rivolgersi a una nicchia di giovani. Spiega Andrea Alemanno responsabile ricerche sulla sostenibilità Ipsos: “C’e’ un diffuso interesse al tema trainato dalle preoccupazioni ambientali, se però non si tramuta in una vera consapevolezza rischia di rimanere una paura e non determinare un cambiamento di comportamenti concreto”. L’obiettivo dello studio condotto da IPSOS per Fondazione Barilla, come spiegano i responsabili della Fondazione Barilla, era misurare la consapevolezza degli SDGs tra i giovani e indagare il grado di profondità con cui questi obiettivi sono compresi e fatti propri. In più, l’indagine ha voluto valutare se e in che misura la conoscenza degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile si traduce in comportamenti concreti e in una reale presa di coscienza. I giovani intervistati (per il 52% maschi) hanno tra i 14 e i 27 anni e provengono per la maggior parte dal Sud e dalle Isole (38%). Vista la giovane età (il 41% è under 20), la maggior parte di loro frequenta ancora la scuola (il 60% si dichiara studente e, in totale, il 39% ha conseguito il titolo di scuola media e il 24% è diplomato presso una scuola superiore), mentre 7 su 10 vivono con i genitori. Secondo i dati raccolti, il 44% dei giovani risulta disinformato su temi di politica, attualità ed economia, e solo il 15% risulta attento e costantemente informato. E infatti, come spesso accade anche fra i più grandi, i ragazzi sono portati a mettere in relazione la sostenibilità solo con gli aspetti ambientali, mentre restano sullo sfondo i temi, altrettanto importanti, della sostenibilità associata all’economia (13%), alla società (9%), al cibo e all’alimentazione (9%). Di fatto, avere familiarità con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile non è condizione sufficiente perché i giovani sentano un dovere impellente ad agire subito. Ciò che fa la differenza, invece, è il senso di coinvolgimento nella presa in carico del problema, a prescindere dalla conoscenza qualificata della tematica. Infatti i più giovani, che frequentano la scuola secondaria, sollecitati sulle implicazioni dei cambiamenti climatici tendono a riconoscerne la rilevanza, mentre sono più critici gli studenti universitari. A conclusione dell’analisi, gli esperti di IPSOS ricordano che, sulla base di quanto emerso dall’indagine, la lotta al cambiamento climatico potrebbe proprio essere il punto di partenza per veicolare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile tra i giovani. Bisogna insistere soprattutto sulle implicazioni a livello personale e sociale, con l’aiuto delle istituzioni scolastiche e delle famiglie. (Fonte: Fondazione Barilla)