IN CORSO IL TERZO GLOBAL STRIKE FOR FUTURE

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Parole tante. Buoni propositi molti. Ma purtroppo serve molto di più. Nel corso del Climate Action Summit 2019 i dati emersi sul clima sono risultati sempre più allarmanti: uno su tutti quello che è emerso dal Rapporto Oxfarm secondo cui la sopravvivenza di decine di milioni di persone in tutto il mondo – soprattutto in Africa – dipende e dipenderà sempre di più dalla capacità di adattarsi e resistere all’impatto del cambiamento climatico e di eventi sempre più estremi, come siccità prolungate e durissime, alluvioni, cicloni e uragani. Tuttavia nei paesi più poveri del pianeta ogni persona, esposta ad un rischio continuo, riceve in media circa 3 dollari l’anno in aiuti utili a mettere in sicurezza sé stessi e le proprie famiglie dalla perdita di raccolti, allevamenti e tutte quelle risorse essenziali da cui ne dipende la sopravvivenza.

Contro lo scarso impegno dei potenti del mondo si è scagliata Greta  Thunberg nel suo intervento all’assemblea dell’Onu e contro l’indifferenza dei “grandi” stanno sfilando migliaia di ragazzi in tutto il mondo per quello che stando alle prime cifre potrebbe essere il più partecipato Global Strike di sempre.

In Italia gli studenti che stanno intervenendo alla manifestazione dovrebbero essere giustificati dall’assenza, secondo quanto richiesto dal ministro Fioramonti attraverso una circolare inviata ai dirigenti scolastici e ai direttori degli uffici scolastici regionali nella quale il Ministro scrive: “si invitano i Collegi dei docenti a valutare la possibilità che tale giornata non incida sul numero massimo delle assenze consentite dal monte ore personalizzato degli studenti“.

In questa settimana, dal 20 al 27 settembre – ha spiegato Fioramonti sul suo profilo Facebook  – ragazzi e ragazze di ogni Paese stanno scendendo in piazza per rivendicare un’attenzione imprescindibile al loro futuro, che è minacciato dalla devastazione ambientale e da una concezione economica dello sviluppo ormai insostenibile. L’importanza di questa mobilitazione – conclude il ministro Fioramonti – è quindi fondamentale per numerosi aspetti, a partire dalla necessità improrogabile di un cambiamento rapido dei modelli socio-economici imperanti. È in gioco il bene più essenziale, cioè imparare a prenderci cura del nostro mondo“.