Il settore energetico nel DL rilancio

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Ci sono volute intere settimane di riunioni e conti fino a tarda notte, ma alla fine il Decreto Aprile ha visto la luce. Nel frattempo, per ovvi motivi temporali, ha cambiato nome divenendo prima Decreto Maggio e oggi Decreto Rilancio. Quello che non è mutato è la complessità di norme e articoli interni. Il provvedimento, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, contiene un ricco pacchetto di misure urgenti su salute, politiche sociali, sostegno al lavoro e all’economia, in risposta all’emergenza Covid-19.

“Abbiamo lavorato a questo decreto nella consapevolezza che c’è un Paese in grande difficoltà”, ha spiegato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa, a chiusura del CdM. “Si tratta di un testo complesso” con “oltre 250 articoli ma tenete conto che parliamo di 55 miliardi pari a due manovre, due leggi di bilancio”

La versione approvata dal CdM del Decreto Rilancio conferma una delle principali novità in materia di riqualificazione energetica. Parliamo del superbonus del 110% per gli interventi di efficientamento e messa in sicurezza antisismica degli edifici. Nel dettaglio la detrazione IRPEF si applicherà alle spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021. Ma il campo di applicazione supera quello dei tradizionali ecobonus e sismabonus aggiungendo anche i lavori di installazione di impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica per auto elettriche. Per tali interventi il contribuente potrà scegliere se usufruire della detrazione o cederla all’impresa ottenendo uno sconto in fattura. Tale sconto potrà, quindi, essere recuperato dal fornitore sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari.

Il testo prevede anche la cancellazione a partire da gennaio 2021 delle cosiddette “clausole di salvaguardia” Iva e accise su alcuni prodotti carburanti. Si tratta di un meccanismo che prevede un aumento automatico di specifiche voci di tasse e imposte qualora non vengano trovate le coperture per tenere i conti pubblici in ordine.

E ancora, il Decreto Rilancio introduce la riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici da maggio a luglio 2020. Per la precisione il taglio inciderà sulle voci “trasporto e gestione del contatore” e “oneri generali di sistema” della bolletta. L’ARERA avrà il compito di rideterminare le tariffe “senza aggravi tariffari per le utenze interessate e in via transitoria e nel rispetto del tetto di spesa”.