Il Giappone progetta la riconversione delle centrali a carbone

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La società elettrica giapponese Okinawa Electric Power ha iniziato ad utilizzare biomasse nella sua centrale a carbone di Kin, dalla capacità di circa 440 megawatt. Si trova ad Okinawa, all’estremo sud del Giappone.

GLI OBIETTIVI DEL GIAPPONE PER LA DECARBONIZZAZIONE

La Okinawa Electric Power ha intenzione di diminuire le proprie emissioni di gas serra e di arrivare alla neutralità carbonica entro il 2050, in linea con l’obiettivo annunciato dal governo giapponese lo scorso ottobre.

I piani di Tokyo per la decarbonizzazione prevedono di alimentare le centrali a carbone soprattutto con l’ammoniaca. Inizialmente gli impianti bruceranno sia il carbone sia il gas in questione, con percentuali crescenti (si parte con il 20 per cento); in seguito si arriverà alla piena riconversione delle centrali.

Il governo giapponese vuole che entro il 2050 l’idrogeno – inclusa l’ammoniaca, più facile da trasportare e stoccare – rappresenti il 10 per cento del mix energetico nazionale.

LA CO-COMBUSTIONE CARBONE-BIOMASSE

Okinawa Electric Power ha dato inizio alla co-combustione del carbone con i pellet di legno nella centrale di Kin lo scorso 26 marzo. L’impianto è in grado di bruciare pellet in entrambe le sue unità, ciascuna da 220 MW di capacità. La quota delle biomasse è di circa il 3 per cento.

La società utilizza biomasse legnose anche nella sua centrale a carbone Gushikawa – situata nella prefettura di Okinawa –, dalla capacità di 312 MW.

L’OBIETTIVO AL 2030

Okinawa Electric Power prevede di arrivare ad utilizzare 30mila tonnellate all’anno di pellet di legno, riducendo le proprie emissioni di CO2 di circa 40mila tonnellate all’anno.

Il carbone è il combustibile fossile più inquinante: rispetto al petrolio e al gas naturale, emette infatti maggiori quantità di CO2 per unità di energia prodotta. (Fonte: energiaoltre)