Il cambiamento climatico è alla base degli incendi che hanno martoriato l’Australia nel 2020

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“Solo combattendo la crisi climatica”, tra i fattori che influenzano l’incidenza degli incendi, e puntando “sull’enorme potenziale per le energie rinnovabili e non sull’esportazione di combustibili fossili, l’Australia potrà rinascere dalle sue ceneri”. A circa un anno dalla stagione degli incendi australiani e dopo un bilancio devastante per la biodiversità, Wwf con il piano Regenerate Australia e il progetto “Australia rinnovabile” fa un appello ai leader delle istituzioni australiane perché il Paese possa diventare uno dei principali esportatori di energia rinnovabile al mondo, entro il 2030.

La Ong spiega che “il cambiamento climatico ha diretta influenza sul grado di aridità e sulla quantità di materiale divenuto potenzialmente combustibile” come dimostrato dal rapporto dell’Ufficio di Meterologia del Commonwealth (Csiro) australiano “State of climate 2020”. L’anno più caldo registrato è stato il 2019 e i 7 anni precedenti (dal 2013 al 2019) sono stati tra i più caldi dell’intero secolo. Il 2019 inoltre, ha visto ben 43 giorni di caldo intenso, più del triplo del numero di qualsiasi anno precedente al 2000. A ciò – prosegue la Ong – si aggiunge l’aumento di CO2 che contribuisce ad alterare la crescita delle piante. “Nei prossimi decenni – rileva il Wwf – l’Australia assisterà a un continuativo aumento delle temperature, con maggior caldo estremo e minori eventi freddi estremi e diminuzione progressiva delle precipitazioni” e “un conseguente aumento del numero di giornate a rischio incendi”. Inoltre, prosegue la ong, “la concentrazione di CO2 nell’atmosfera continua a salire e le emissioni derivanti dall’uso dei combustibili fossili restano il driver principale di questa crescita” con “l’Australia che rimane ancora il più grande esportatore di carbone e il maggiore esportatore di gas liquido a livello mondiale”. La chiamata del Wwf coinvolge così tutti gli Stati e i Governi Federali della regione, perché sviluppino un Renewable Energy Exports Plan, garantiscano che l’attuale boom di rinnovabili abbia seguito e formulino un Climate Action Plan.
(Fonte: Ansa)