I dati ambientali riportati dall’Annuario ISPRA

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Luci e ombre nell’annuario ISPRA 2019 sulla situazione ambientale in Italia. Se da un lato si rivela un calo delle emissioni, dall’altro la temperatura media in Italia nel 2018 è cresciuta quasi del doppio rispetto alla crescita mondiale, 1,71°C contro 0,98°C.

Il Bacino padano è stato classificato una delle aree con maggior inquinamento atmosferico in Europa. I dati del 2019 riportano un eccesso del limite giornaliero del PM10 (particolato costituito principalmente da fumo e polveri contenuti nell’atmosfera) nel 21% delle stazioni di monitoraggio.

Nel periodo di lockdown causato dal Covid-19 i livelli di biossido di azoto NO2, si sono abbassati del 40- 50% nel Nord Italia e nella Pianura padana.

Un’altra importante preoccupazione a livello mondiale sono i pesticidi.
L’Ue è al secondo posto dopo la Cina per produzione di sostanze chimiche.
In Europa invece l’Italia è il terzo produttore, dopo Germania e Francia. I dati ci riportano che nelle acque superficiali il 24% delle aree controllate e monitorate mostra concentrazioni che eccedono il limite di qualità ambientale. Nelle acque sotterranee la percentuale è del 6%.

Fra il 2017 e il 2018 in Italia il consumo del suolo è avanzato di 2 metri quadri al secondo cementificando o asfaltando 23.000 km2. Nel 2018 a causa di una probabile congiuntura economica il consumo del suolo ha ripreso a crescere nonostante i dati mostrassero dei segnali di allentamento. Nello stesso anno è stato sottratto il 2% delle aree protette. Il nostro paese è difatti esposto al dissesto idrogeologico e gli abitanti a rischio frane, che risiedono nelle aree a pericolosità elevata, sono il 2,2% del totale.

https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/stato-dellambiente/annuario-dei-dati-ambientali-edizione-2019