I 25 ANNI DELL’AGENZIA EUROPEA DELL’AMBIENTE

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Cade quest’anno il 25esimo compleanno dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), istituita nel 1994 per fornire informazioni indipendenti e affidabili sull’ambiente in Europa a sostegno dell’elaborazione delle politiche europee. A partire dagli anni Settanta – come si legge sul sito dell’Agenzia – gli Stati membri dell’Unione europea hanno iniziato a coordinare i propri sforzi, allineando sempre di più le rispettive politiche, in conseguenza della crescente consapevolezza che i problemi ambientali transfrontalieri, come l’inquinamento atmosferico o idrico, richiedono un’azione congiunta. Con l’aumentata comprensione dei problemi ambientali, è divenuto evidente che le preoccupazioni ambientali dovevano entrare a far parte integrante dei quadri politici generali, sia in Europa che a livello globale. Nei dibattiti politici, a qualsiasi livello, negli anni è diventato sempre più chiaro che disporre di informazioni affidabili sull’ambiente è fondamentale per l’elaborazione e l’attuazione di politiche efficaci e proprio da questa consapevolezza nasce la decisione di dar vita all’Agenzia Europea dell’Ambiente. Nei primi tempi, la comunicazione dei dati ambientali consisteva in materiale a stampa inviato per posta o, successivamente, via fax all’Agenzia, oggi invece gli Stati membri possono trasmettere i dati su Reportnet, la piattaforma elettronica dell’Agenzia. Questi dati, una volta controllati in termini di qualità, sono messi a disposizione di qualsiasi utente. Alcuni dati sono addirittura trasmessi e resi disponibili in tempo reale grazie alle migliaia di stazioni di monitoraggio in tutta Europa, che misurano le concentrazioni dei principali inquinanti atmosferici. Oggi, oltre al suo ruolo fondamentale in materia di dati, l’AEA funge anche da rete di conoscenze, raccogliendo e condividendo le esperienze e le competenze degli organismi che ne fanno parte. “Nel celebrare quest’anno il 25o anniversario dell’AEA – ha scritto in un editoriale Hans Bruyninckx Direttore esecutivo dell’AEA – è con questi partner che intendiamo riflettere sui nostri contributi passati e futuri e su come, insieme, potremo accogliere al meglio i cambiamenti e contribuire a raggiungere la sostenibilità a lungo termine dell’Europa. Ciò che lasceremo al continente non deve necessariamente essere il degrado ambientale che non siamo riusciti a fermare, ma un punto di svolta in cui avremo invertito tale tendenza al degrado adottando iniziative decisive. Quando migliaia di studenti si riversano sulle strade invitando all’azione e la maggioranza degli europei esprime la propria preoccupazione per l’ambiente e i cambiamenti climatici, è tempo di adottare misure più coraggiose“.