Geopolitica energetica

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(Fonte: startmag, Marco dell’Aguzzo, 18/10/2021)
L’Egitto e Cipro hanno firmato un accordo per collegare le loro reti elettriche attraverso un cavo sottomarino.

LE DICHIARAZIONI

La ministra dell’Energia cipriota, Natasa Pilides, ha detto che il memorandum d’intesa firmato con il suo omologo egiziano Mohamed Shaker El-Markabi può essere d’aiuto ai due paesi nel loro percorso di transizione energetica e di riduzione dell’impatto climatico.

Tra i “benefici tangibili” portati dall’interconnessione, Pilides ha elencato l’irrobustimento delle reti elettriche, l’integrazione delle fonti rinnovabili nei due mix, la maggiore sicurezza degli approvvigionamenti energetici e la possibilità di “diventare esportatori di energia”.

COSA PREVEDE L’ACCORDO

L’accordo punta a velocizzare le tempistiche autorizzative, gli studi di fattibilità e la fase di costruzione, oltre a promuovere un maggiore coordinamento tra le autorità di regolazione dell’energia e gli operatori del sistema elettrico dei due paesi.

I LEGAMI TRA EGITTO E CIPRO

Negli ultimi anni, dopo la scoperta di importanti giacimenti di gas naturale nel mar Mediterraneo orientale, Egitto e Cipro hanno iniziato a rafforzare i loro rapporti economici e politici. Oltre al memorandum sull’interconnessione delle reti elettriche, Il Cairo e Nicosia stanno lavorando a un progetto per inviare il gas estratto nelle acque cipriote e israeliane in Egitto, dove verrà liquefatto, caricato sulle metaniere ed esportato in Europa e Asia.

Nei mesi scorsi Cipro aveva già firmato un accordo per velocizzare i lavori di collegamento tra la propria rete elettrica e quelle di Israele e Grecia attraverso un cavo sottomarino da 2000 megawatt di capacità. La prima parte del progetto dovrebbe entrare in funzione nel 2025.

PERCHÉ LA TURCHIA NON È CONTENTA

La Turchia del presidente Recep Tayyip Erdogan non guarda con favore a tutti questi accordi energetici-marittimi nel Mediterraneo orientale. Ankara ha l’ambizione di diventare un hub energetico regionale, ovvero un “intermediario” nei flussi del gas tra il Medio Oriente e l’Europa. Per raggiungere lo scopo, ha firmato un accordo sulla ridefinizione delle zone economiche esclusive con la Libia, in modo da poter affermare la propria sovranità su tratti di mare strategici. La Turchia, inoltre, non vuole venire esclusa dallo sfruttamento degli idrocarburi nelle acque del Mediterraneo: una questione che si collega alle dispute territoriali con Cipro, la Grecia e l’Egitto.

I rapporti politici tra la Turchia e Cipro sono complicati dal sostegno offerto da Ankara al governo di Cipro del nord, ovvero la porzione settentrionale dell’isola di Cipro abitata soprattutto da turco-ciprioti e proclamatasi indipendente. Le relazioni tra la Turchia e l’Egitto, invece, sono stati danneggiati dal colpo di stato che ha rimosso il presidente egiziano Mohamed Morsi (esponente dei Fratelli musulmani, organizzazione politica sostenuta dal governo turco) e portato al potere il generale al-Sisi.