FOCUS CENSIS: DALLA GREEN ECONOMY MEZZO MILIONE DI POSTI DI LAVORO ENTRO IL 2023

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L’economia ‘verde’ è il “futuro”dell’occupazione italiana, da oggi al 2023 ogni 5 nuovi posti di lavoro creati dalle imprese attive in Italia 1 sarà generato da aziende ecosostenibili: oltre il 50% in più di quelli generati dal digitale, che non riuscirà ad andare oltre 214mila nuovi occupati, e il 30% in più di quelli prodotti dalla tutte le imprese della filiera salute e benessere, che si attesterà a quota 324 mila assunzioni. A dirlo il focus di Censis e Confcooperative ‘Smart & green, l’economia che genera futuro’, presentato ieri mattina a Roma, in cui “il green” viene definito “il nuovo eldorado dell’occupazione italiana”. Sempre dal Focus emergono altri dati estremamente interessanti: gli investimenti delle imprese industriali italiane per la protezione dell’ambiente hanno superato, nel 2016, la soglia 1,4 miliardi, con un incremento sull’anno precedente del 2,3% (Fonte Istat). La performance di crescita ha riguardato in particolare le tipologie di investimenti in attrezzature e impianti collegati alle tecnologie pulite (a tecnologia integrata), che costituiscono un terzo del totale degli investimenti e sono cresciute in un anno del 12,9%. A essere virtuose sono soprattutto le grandi imprese, con 250 addetti e più, che coprono il 78% del totale. La spesa corrente per la tutela ambientale da parte delle imprese ha toccato nel 2016 i 3 miliardi e 261 milioni di euro, di cui: gestione dei rifiuti (un miliardo e 297 milioni), gestione delle acque reflue (811 milioni). Il 55,9% delle imprese si è concentrato sulla riduzione dell’impatto ambientale della propria attività; il valore relativo cresce al crescere della dimensione d’azienda, arrivando al 70,3% fra le più grandi. Gli investimenti in processi di economia circolare interessano il 13,4% delle imprese e anche per questa tipologia di iniziative la diffusione fra le imprese maggiori appare più estesa (26,5%). Premio di produttività per le imprese più impegnate nella sostenibilità: + 10,2% rispetto a chi non ha attivato iniziative di sostenibilità. “Nel 2017 – sottolinea Maurizio Gardini, presidente di Confrcooperative – la stima economica degli effetti disastrosi di eventi collegati al cambiamento climatico ha raggiunto i 290 miliardi di euro. In uno scenario di ulteriore riscaldamento, le stime convergono su una media annua compresa fra i 120 e i 190 miliardi di euro. Evitare tali costi, potrebbe incrementare, entro il 2050% il Pil dei paesi G20 del 4,7% netto