COP26 rinviato: l’Europa ribadisce il suo impegno verso la questione climatica

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Nonostante l’ONU abbia rinviato al 2021 il Vertice sul Clima, previsto per novembre 2020 a Glasgow, la Commissione Europea ha evidenziato che non farà nessun passo indietro per il suo impegno preso con la questione climatica globale. Secondo il vicepresidente della Commissione Europea e responsabile del Green Deal, Timmermans, bisogna riconoscere che l’attività diplomatica dell’intero mondo è rallentata, a causa della crisi del Coronavirus e che quindi la decisione di rinviare il COP26 è stata presa per garantire la riuscita delle aspettative e di evitare una partecipazione insufficiente. Tuttavia, il commissario olandese che indirizza il blocco verso le zero emissioni entro il 2050, ha riaffermato l’impegno della Commissione nei confronti dell’agenda globale sul clima. Difatti l’esecutivo ha già iniziato a mettere insieme un’analisi costi-benefici per aumentare le ambizioni dell’UE per il 2030 e ridurre le emissioni del 50-55% rispetto al 1990. Anche l’E3G(Third generation environmentalism) ha reagito positivamente, affermando che il rinvio della COP26 è stata una “decisione responsabile” che però non deve distogliere l’attenzione dei governi dall’emergenza climatica. Si stempera quindi momentaneamente il timore, espresso dalle associazioni ambientaliste, che l’emergenza Covid potesse essere usata come pretesto per una riduzione di impegno, per molte nazioni, nel contrasto ai cambiamenti climatici. La speranza è che lo sforzo finanziario che verrà messo in campo per affrontare la crisi economica che seguirà la fine del lockdown, possa essere utilizzato non solo nella sanità e nell’economia tradizionale, ma anche per agevolare l’accelerazione degli investimenti in settori strategici per la riduzione delle emissioni climalteranti e, più in generale, nella green economy. (Fonte: rinnovabili.it)