Cop26, le difficoltà a trovare una strada condivisa

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(Fonte: rainews.it, 01/11/2021)

“Abbiamo un minuto prima di mezzanotte. Dobbiamo agire, più aspettiamo più sarà costoso”. Così il premier britannico Boris Johnson aprendo la due giorni di lavoro della Cop26 di Glasgow che vede presenti oltre 120 leader mondiali. E aggiunge: “Dobbiamo disattivare questo dispositivo del giorno del giudizio”. Poi cita Greta Thunberg: “C’è il rischio che gli impegni diventino un bla-bla-bla”. Il premier britannico invoca l’immagine di James Bond, “il figlio più famoso di Glasgow” nella fiction, come fonte d’ispirazione per salvare la terra: stavolta dal pericolo dei cambiamenti climatici.  Ma questo avverte Johnson “non è un film”, la minaccia “è reale”, “l’orologio corre in modo furioso” e le emissioni di carbonio continuano ad aumentare: di qui l’appello “ad agire ora”.  “Se falliamo” avverte i presenti “i giovani ci giudicheranno male, a ragione. Abbiamo tecnologia e soldi, serve la volontà”. “Un flop della Cop26 – conclude il premier britannico – scatenerebbe ondate di collera nel mondo”.  La tavola rotonda “Action and solidarity: the critical decade” Nel pomeriggio Draghi è intervenuto anche a una tavola rotonda che ha offerto interessanti spunti sugli interventi e le linee da seguire, a partire dalle energie rinnovabili. Energie rinnovabili, limiti nel lungo periodo “Nel lungo periodo dobbiamo essere consapevoli che le energie rinnovabili possono avere dei limiti. La Commissione europea ci dice che potrebbero non essere sufficienti per raggiungere gli ambiziosi obiettivi che ci siamo prefissati per il 2030 e il 2050. Quindi, dobbiamo iniziare a sviluppare alternative praticabili adesso, perché sarà possibile fruirne in pieno soltanto nel giro di alcuni anni. Nel frattempo, dobbiamo investire in tecnologie innovative per la cattura del carbonio”.  Lo dice il presidente del Consiglio, Mario Draghi intervenendo alla tavola rotonda  “Action and solidarity: the critical decade” alla Cop26 di Glasgow. Tagliare le emissioni ora “Dobbiamo impegnarci in riduzioni ambiziose delle nostre emissioni, a partire da questo decennio, per evitare che l’impatto del cambiamento climatico diventi catastrofico. Questo impegno è stato al centro della Dichiarazione dei leader del G20 a Roma. I paesi del G20 devono ora sostenerlo e attuarlo”. Lo dice il presidente del Consiglio, Mario Draghi. “Mentre pianifichiamo i nostri prossimi passi, dobbiamo porci obiettivi concreti. Questo percorso richiede creatività, ambizione e una sana pianificazione economica. Sono orgoglioso degli sforzi compiuti dall’Italia e dall’Unione Europea attraverso il programma Next Generation EU. Gli Stati membri hanno deciso di trasformare la pandemia in un’opportunità. Abbiamo avviato una serie ambiziosa di riforme e investimenti. Intendiamo accelerare la transizione ambientale nelle nostre economie e rendere la crescita più equa e sostenibile”. (AGI)Mgm   Coinvolgere Banca mondiale “Vorrei invitare tutte le banche multilaterali di sviluppo e la Banca Mondiale ad impegnarsi seriamente nella condivisione dei rischi con il settore privato. Suggerisco di creare qui, durante questa Cop26, una task force che predisponga un progetto in tal senso”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi.   “Vorrei davvero invitare tutte le banche multilaterali di sviluppo e la Banca Mondiale ad impegnarsi seriamente nella condivisione dei rischi con il settore privato. Suggerisco di creare qui, durante questa Cop26, una task force che predisponga un progetto in tal senso”. Draghi: “Gravi ripercussioni da cambiamento climatico su pace e sicurezza” “Questa Cop 26 deve essere l’inizio diun nuovo slancio, un salto quantico nella nostra lotta contro il cambiamento climatico”. Lo dice il premier Mario Draghi alla cerimonia di apertura della Cop26 a Glasgow.  “Il cambiamento climatico ha anche gravi ripercussioni sulla pace e la sicurezza globali. Può esaurire le risorse naturali e aggravare le tensioni sociali. Può portare a nuovi flussi migratori e contribuire al terrorismo e alla criminalità organizzata. Il cambiamento climatico può dividerci”, dice il premier. “Ora, qui alla Cop26 dobbiamo andare oltre, molto più di quanto abbiamo fatto al G20. Dobbiamo accelerare il nostro impegno per contenere l’aumento della temperatura al di sotto di 1,5 gradi. Dobbiamo basarci sull’accordo del G20 e agire in modo più rapido e deciso”, dice Mario Draghi. ​”I discorsi che abbiamo appena ascoltato mi hanno colpito profondamente.Negli ultimi anni, i giovani ci hanno reso un servizio portando il tema del clima al centro del nostro dibattito politico. I giovani sono stati al centro del Vertice Pre-Cop di Milano. A Glasgow, noi dobbiamo renderli orgogliosi”, dice il premier Mario Draghi alla cerimonia di apertura della Cop26 a Glasgow. “Le generazioni future ci giudicheranno per ciò che otteniamo o che non riusciamo a raggiungere. Dobbiamo coinvolgerli, ascoltarli e, soprattutto,imparare da loro”, dice il premier. “Dobbiamo rafforzare i nostri sforzi sui fondi per il clima. Dobbiamo far lavorare insieme il settore pubblico e privato, in modi nuovi. Johnson ha sottolineato la quantità di denaro disponibile: decine di trilioni. Ma ora dobbiamo usarli, dobbiamo trovare un modo intelligente di spenderli velocemente. Abbiamo bisogno che tutte le banche multilaterali e in particolare la Banca mondiale condividano con il settore privato i rischi che il privato non si può permettere. Abbiamo bisogno di piattaforme. Johnson ci ha datola buona notizia che i soldi non sono un problema se vogliamo usarli bene. Così il premier Mario Draghi alla Cop26.  “Il previsto aumento delle temperature globali è destinato a influenzare la vita sul nostro pianeta in modo drammatico. Da incendi e inondazioni catastrofici, allo scolorimento delle barriere coralline e alla perdita di biodiversità, l’impatto del cambiamento climatico è già fin troppo evidente. Anche il costo di tutto ciò aumenta rapidamente, soprattutto per le nazioni più povere. Il costo dei disagi per le famiglie e le aziende nei paesi a basso e medio reddito ammonta a ben 390 miliardi di dollari l’anno”, dice il premier a Glasgow.  “Il Principe Carlo ci ha appena fornito una road map. Il primo ministro Johnson ha evidenziato quanto denaro disponibile ci sia: parliamo di decine di migliaia di miliardi di dollari. Ma ora dobbiamo utilizzarli”, sottolinea Draghi. “Abbiamo bisogno di programmi specifici per i Paesi, in cui la Banca Mondiale e le altre banche multilaterali di sviluppo possano realmente condividere le azioni e rendere tutto questo denaro utilizzabile ai fini di uno sforzo positivo”.   “In un certo senso, questa è la prima buona notizia che ci ha dato oggi il primo ministro Johnson: i soldi non sono un problema, se vogliamo usarli bene”, sottolinea.  Draghi: “Domani Cingolani annuncerà iniziativa ambiziosa” “Dobbiamo rafforzare i nostri sforzi nel campo dei finanziamenti per il clima. L’Italia ha triplicato il suo contributo, arrivando a 7 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, per aiutare i paesi vulnerabili. Dobbiamo far lavorare insieme il settore pubblico e quello privato, in modi nuovi. Domani Roberto Cingolani, Ministro per la transizione ecologica, annuncerà un’iniziativa ambiziosa da parte dell’Italia”, ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi. Guterres: “Stiamo andando verso la catastrofe climatica” “I sei anni passati dalla Cop21 di Parigi sono stati i più caldi mai registrati e siamo sull’orlo della catastrofe”. Antonio Guterres, Segretario generale delle Nazioni unite, lo dice nel suo intervento di apertura della Cop26 a Glasgow. “E’ il momento di fare qualcosa per approfondire il nostro lavoro” perché “ci stiamo scavando la fossa”, avverte Guterres, infatti “il nostro pianeta sta cambiando velocemente” e “stiamo andando verso la catastrofe climatica”.  Come ricorda il numero uno delle Nazioni unite, “nel migliore degli scenari stiamo andando verso un aumento della temperatura da 2 gradi”, mentre stando agli impegni attuali l’aumento è di 2,7 gradi. Insomma, “il fallimento non è più un’opzione, sarebbe il modo peggiore di affrontare tutto questo”, prosegue Guterres, ora “le sirene stanno suonando, il nostro pianeta ci sta parlando” e “dobbiamo ascoltare, dobbiamo agire e scegliere saggiamente”, quindi, esorta rivolto ai leader mondiali, “scegliete l’ambizione, scegliete la solidarietà e salvate l’umanità”. E’ un'”illusione” pensare che la lotta al cambiamento climatico sia stata vinta. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres alla Cop26 di Glasgow. Ha ricordato che gli ultimi rapporti sul clima hanno mostrato la previsione di un disastroso aumento di 2,7 gradi per poi lanciare una serie di moniti: “Basta brutalizzare la biodiversità. Basta ucciderci con il carbonio. Basta trattare a natura come fosse un bagno. Basta bruciare, perforare escavare più a fondo. Stiamo scavando le nostre stesse tombe”. Biden: “Rispondiamo all’appello della storia, possiamo farcela” “Gli Usa possono dare un grande esempio, la mia amministrazione sta  lavorando duramente perché queste non siano solo parole ma fatti. La speranza è di  trasformare la più grande economia del mondo in una delle più innovatrici per l’energia  pulita”. Così il presidente Usa Joe Biden, intervenuto alla Cop26 di Glasgow. “Non c’è  altro tempo per rimanere a guardare, questa è una minaccia per la nostra esistenza” ha  detto l’inquilino della Casa Bianca, invitando a rispondere “all’appello della storia  qui a Glasgow, possiamo farcela”.  “Faremo quello che è necessario o faremo soffrire le future generazioni? Questo è il decennio decisivo sul clima, e la finestra si sta chiudendo rapidamente.Glasgow dee dare il calcio di inizio al cambiamento, ha detto Joe Biden. “Nella lotta ai cambiamenti climatici nessuno può farcela da solo, agire è nell’interesse di tutti”: lo ha detto Joe Biden intervenendo alla Cop 26.”Dobbiamo investire nell’energia pulita, ed è quello che faremo negli Usa, ridurremo le emissioni entro il 2030″.  “Ognuno svolga la sua parte con piani specifici, soprattutto le nazioni più sviluppate”, ha detto Biden: “Non c’è  più tempo per restare a guardare, ogni giorno che tarderemo i costi della non azione aumenteranno.Possiamo farcela, dobbiamo solo fare una scelta”. Il presidente Usa, Joe Biden, ha detto che la volatilità dei prezzi dell’energia deve essere considerata “come un invito all’azione”. “L’aumento dei prezzi dell’energia -ha detto parlando ai leader arrivati a Glasgow per la giornata di apertura della Cop26- non fa che rafforzare l’urgente necessità di diversificare le fonti, raddoppiare lo sviluppo dell’energia pulita e adattare nuove promettenti tecnologie energetiche pulite”.  “All’interno di questa crescente catastrofe, credo che ci sia un’incredibile opportunità”: lo ha detto il presidente Usa, Joe Biden, parlando ai leader riuniti a Glasgow per la Cop26. “Si tratta di un imperativo morale, ma è anche un imperativo economico”.  “Quello che faremo è ridurre le emissioni del 50-52% rispetto al 2005 entro il 2030. La mia amministrazione sta lavorando incessantemente dimostrando che queste non sono parole ma azioni. Puntiamo all’obiettivo di 1,5 gradi entro il 2030, trasformando la più grande economia del mondo nella più innovatrice. Ecco perché oggi abbiamo un programma per arrivare a emissioni zero entro il 2050”,  ha detto il presidente Usa. Merkel: occorre far pagare prezzo per emissioni C02 Per contrastare il cambiamento climatico “non sarà sufficiente agire solo a livello di governi” ma “occorre di più” e per questo il cancelliere tedesco, Angela Merkel, nel suo intervento alla Cop26 di Glasgow si esprime “a favore di porre un prezzo sulle emissioni di Co2”. In questo modo, ha proseguito Merkel, i Paesi possono assicurare che l’industria e le aziende adottino le migliori tecnologie per raggiungere la neutralità climatica.La transizione ecologica, prosegue il cancelliere tedesco, “significa cambiare il nostro modo di fare affari, il nostro modo di lavorare; e’ una trasformazione complessiva e se la perseguiamo sappiamo come raggiungere al meglio mobilita’ a zero emissioni, industria a zero emissioni e processi produttivi a zero emissioni”. Un altro elemento fondamentale, secondo Merkel, è “fermare il finanziamento internazionale dell’elettricità generata dal carbone”.  Il presidente cinese Xi Jinping: “Azioni più forti contro la sfida climatica” Il presidente cinese Xi Jinping ha invitato tutte le parti “a intraprendere azioni più forti per affrontare insieme la sfida climatica”. Nella dichiarazione scritta inviata al vertice dei leader mondiali della Cop26, incorso a Glasgow, Xi ha sottolineato che attualmente gli effetti negativi del global warming “sono sempre più evidenti” e che”l’urgenza di un’azione globale continua a crescere”. Il presidente ha avanzato tre suggerimenti basati sul mantenimento del consenso multilaterale, sul ricorso ad azioni pragmatiche e sull’accelerata alla trasformazione verde attraverso il ricorso all’innovazione scientifica e tecnologica.  Modi: l’India punta al 2070 “Entro il 2070, l’India raggiungerà l’obiettivo della neutralità carbonica”: lo ha annunciato il premier indiano Narendra Modi, intervenendo alla Cop26 di Glasgow.  Principe Carlo ai delegati: “Sul clima è guerra” “Il mondo deve mettersi in una disposizione di spirito bellica, da ultima spiaggia, di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici che incombono sul pianeta”. Lo afferma il Principe Carlo, erede al trono britannico, nel suo discorso alla Cop26. “Dobbiamo metterci sul piede di guerra”, le parole del Principe, ambientalista storico chiamato già a salire in cattedra a Roma dinanzi ai leader del G20 e oggi presente a Glasgow veste di co-reggente di fatto, in assenza della 95enne Regina Elisabetta, tenuta a riposo dai medici. “Abbiamo bisogno – rimarca – di una campagna in stile militare per dispiegare la forza delle migliaia di miliardi “necessarie a sostenere la transizione verso un’economia più sostenibile anche nei paesi poveri, a partire dagli investimenti “messi a disposizione dal settore privato globale”.  Il principe Carlo, rilancia l’allarme sull’emergenza climatica. E richiama un paragone con la pandemia da Covid che ha dimostrato quanto “devastante” possa essere una crisi globale. Non senza aggiungere che il surriscaldamento della Terra rischia di essere un pericolo”ancor più grave” e micidiale per il futuro dell’umanità. Nel suo discorso torna poi l’appello alla collaborazione fra il pubblico e il settore privato per finanziare la transizione verso il dopo carbonio e un’economia più sostenibile: oltre all’importanza di stabilire “chi debba pagare” per i Paesi poveri.  Von der Leyen: “Cop26 è momento verità per clima” “La Cop26 è un momento di verità per i nostri piani per fermare il cambiamento climatico. L’Europa si impegna a essere il primo Continente neutrale dal punto di vista climatico al mondo e unire le forze con i suoi partner per un’azione per il clima più ambiziosa. La corsa globale per lo zero netto entro la metà del secolo è iniziata”. Lo scrive in un tweet la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.  Quest’ultima parteciperà ad alcune iniziative collaterali alla Cop26. Con Joe Biden lancerà un impegno per ridurre entro il 2030 almeno del 30% le emissioni di metano (gas più dannoso per il clima della Co2) e con Bill Gates un’iniziativa per finanziare le tecnologie verdi e aiutare a portarle sul mercato. L’Ue poi, insieme ad altri, aiuterà il Sudafrica ad accelerare la propria uscita dal carbone, con una partnership che potrebbe essere replicata in altre parti del mondo. “Dobbiamo mobilitare fondi per il clima per sostenere i Paesi vulnerabili per adattarsi. L’Ue contribuirà in pieno per raggiungere i nostri obiettivi globale sull’adattamento. Con quasi 27 miliardi di dollari nel 2020, Team Europe è già il maggior fornitore di finanziamenti per il clima, di cui la meta’ per l’adattamento”.  Michel: “G20 trampolino di lancio per Cop26” “L’Ue ha dimostrato una forte leadership al G20 di Roma per mantenere a portata di mano il limite del riscaldamento globale di 1,5 gradi Celsius. Il nostro obiettivo di neutralità climatica entro il 2050 mette in mostra il nostro impegno. Dobbiamo fare di questo il trampolino di lancio per la Cop26 di Glasgow”. Lo scrive in un tweet il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Sturgeon: “In gioco il nostro futuro” È un evento gigantesco, con sfide complesse. Lo sciopero dei treni è stato scongiurato. Sugli alloggi stiamo facendo il possibile per accogliere tutti. Ma la cosa più importante ora è colmare, nelle prossime due settimane, il vuoto enorme che abbiamo sul clima. I leader mondiali avranno una responsabilità colossale. Il mondo non sta facendo abbastanza e questo summit deciderà le sorti del pianeta”. A dirlo, in un’intervista a Repubblica, è la premier scozzese Nicola Sturgeon, che ospita la Cop26 a Glasgow. “Il motto della Cop è di ‘tener vivo il sogno di 1,5 gradi’ e preparare il terreno affinché questo obiettivo possa essere raggiunto nei prossimi anni ed evitare così la catastrofe”. Un obiettivo comune che ha fatto passare in secondo piano anche rivalità antichissime: “Nonostante molte nostre divergenze, con Londra c’è stata grande collaborazione negli ultimi mesi e spero che il governo britannico raggiunga un ottimo risultato con la Cop26. Inoltre, vogliamo essere un esempio: la Scozia si è impegnata, in maniera vincolante, a raggiungere emissioni zero entro il 2045 (cinque anni prima di Regno Unito e Ue), e ridurle del 75% entro il 2030”. “Bisogna avere – aggiunge poi Sturgeon – il giusto approccio alla transizione verde. Consumare di meno, sviluppare alternative energetiche, e allo stesso tempo riqualificare le decine di migliaia di persone che lavorano nei settori petroliferi e del gas. Il nostro partito indipendentista è stato eletto in passato anche per le promesse sullo sfruttamento del petrolio. Non possiamo lasciare indietro questi lavoratori. Quindi, sì, bisogna essere veloci nella transizione, e al momento quasi il 100% della nostra elettricità domestica viene da energia pulita. Abbiamo un enorme potenziale in quella eolica. Ma questa rivoluzione va fatta nella maniera giusta”. Macron: i grandi produttori di emissioni facciano di più Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto ai “grandi produttori di emissioni” di fare di più per lottare contro i cambiamenti climatici. “Durante i prossimi 15 giorni a questa cop26 – ha detto Macron alla conferenza di Glasgow – i grandi produttori di emissioni, le cui strategie nazionali non sono in linea con i nostri obiettivi, che prevedono un aumento delle temperature che non superi 1,5 gradi, devono mostrarsi più ambiziosi… è il solo modo per tornare ad essere credibili”. Il programma Dopo i discorsi inaugurali, nel pomeriggio Johnson ha presieduto una tavola rotonda — cui ha partecipato anche Mario Draghi — che ha visto assieme alcune delle maggiori economie mondiali con i Paesi più esposti al cambiamento climatico, per capire su quali fronti occorre agire e dare il tono alle discussioni delle prossime due settimane. Prima della tavola rotonda Johnson una serie di incontri tra cui un bilaterale con il premier israeliano Naftali Bennet, e con quello libanese Najib Mikati. La Cop26 dunque oggi e domani vede a Glasgow i capi di Stato e di governo, che lanceranno in due giorni i messaggi politici necessari a dare il quadro alla Conferenza, per poi lasciare il campo ai negoziatori, fino al 12 novembre. Nella speranza che riescano a trovare un accordo, sotto le nuvole autunnali della Scozia. Non sarà presente ai lavori – per motivi di sicurezza – il Presidente turco Recep Tayyp Erdogan. Il ministro dell’ambiente Murat Kurum e altri alti funzionari del governo turco parteciperanno comunque al summit. La Turchia è stato l’ultimo paese del G20, e tra gli ultimi al mondo, a ratificare a inizio ottobre l’accordo di Parigi sul clima. Non sarà presente di persona ai lavori nemmeno il Presidente cinese XI Jinping che invierà una dichiarazione scritta che verrà pubblicata sul sito web del vertice. Trudeau: “Servono misure audaci, al lavoro alla Cop26” “Non c’è tempo da perdere, dobbiamo prendere misure audaci per fronteggiare la crisi climatica. Ci mettiamo al lavoro oggi alla Cop26. Con altri dirigenti, tentiamo di trovare soluzioni e di fare progressi reali”. Lo dice via social il premier canadese Justin Trudeau. Tre gli obiettivi concreti della conferenza di Glasgow Gli obiettivi concreti della conferenza di Glasgow sono tre. Primo, fare quanto è necessario per mantenere il riscaldamento del pianeta intorno a 1,5 gradi centigradi, rispetto ai livelli preindustriali, come previsto dall’accordo di Parigi del 2015. E, per mantenere questo obiettivo in vista, servono più sforzi già in questo decennio, come ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Insomma, chi ha preso impegni lontani nel tempo dovrebbe presentare anche piani intermedi e concreti per attuarli, agendo già in questo decennio. Secondo, mobilitare la finanza climatica, cioè gli aiuti finanziari dei Paesi più sviluppati (in gran parte responsabili del riscaldamento del pianeta) nei confronti di quelli più poveri, per aiutarli a passare ad un’economia meno inquinante, riuscendo a consegnare 100 mld di dollari l’anno già a partire dal 2022, e non dal 2023. Terzo, trovare un accordo sul ‘rulebook’, l’insieme delle regole che, su base scientifica, consentiranno di misurare le emissioni climalteranti e lo scambio di quote delle stesse tra i Paesi, evitando i doppi conteggi. E’ la parte più tecnica e complicata del negoziato, ma anche quella sulla quale a Bruxelles si respira un certo ottimismo A far pressione sulla Conferenza decine di migliaia di attivisti A fare pressione dall’esterno sulla Conferenza ci sono decine di migliaia di attivisti, discesi su Glasgow in queste ore: li guida Greta, che è stata accolta sabato sera alla stazione da una ressa di centinaia di persone, fotografi e poliziotti. La giovane svedese guiderà una manifestazione di giovani venerdì, per poi parlare sabato alla grande marcia di protesta: ma in questi giorni è già Greta-mania. Lei è comparsi ieri sugli schermi della Bbc, dove ha spiegato che “a volte dobbiamo far arrabbiare la gente” per riuscire far passare il messaggio giusto.