COP25: SI RISCHIA L’ENNESIMO “NULLA DI FATTO”

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Sono in arrivo tutti i capi di Stato, ma nonostante appelli, in particolare quello del Pontefice e quello del Segretario Generale dell’ONU Guterres e nonostante le numerose dichiarazioni di intenti, la Conferenza sul clima che si sta svolgendo in questi giorni a Madrid (e che si concluderà venerdì prossimo), rischia di trasformarsi nell’ennesimo, e purtroppo prevedibile, nulla di fatto. Ed è ancora una volta la piccola Greta Thunberg che, con grande franchezza, denuncia lo stallo in cui versano le trattative tra i “grandi della terra”: “In quest’ultimo anno abbiamo sensibilizzato l’opinione pubblica – ha dichiarato la Thunberg al suo arrivo a Madrid – ma francamente le emissioni di CO2 non si stanno riducendo, in realtà stanno aumentando. Nel 2019, aumenteranno dello 0,6%, quindi naturalmente, non c’è vittoria, perché l’unica cosa che vogliamo vedere è l’azione reale e quella non sta accadendo: quindi, per quanto abbiamo ottenuto molto, se si guarda la prospettiva da un certo punto di vista non abbiamo ottenuto nulla“. La responsabile Clima ed energia del Wwf Italia, Maria Grazia Midulla, contattata telefonicamente dall’ANSA è fiduciosa sulla possibilità che da COP25 escano impegni concreti: “Sul piatto ci sono molte questioni tecniche e spero che verrà dato un segnale politico che da adesso arrivi fino alla prossima Cop (che si svolgerà a Glasgow, nel Regno Unito, dal 9 al 19 novembre 2020). Ora inizia una fase in cui i Paesi dovranno rivedere i loro impegni nazionali per l’obiettivo comune di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi. Mai come quest’anno – spiega la Midulla – grande protagonista è la scienza. I rapporti dell’Ipcc soprattutto quelli special, soprattutto quello su 1,5 gradi, fa capire quanto la situazione è pericolosa e quanto sia necessaria un’azione fortissima e una crescita esponenziale dell’azione per ridurre ed azzerare le emissioni nel più breve tempo possibile“. In attesa delle conclusioni, oggi arriva a Madrid il nostro ministro dell’Ambiente Sergio Costa con un ambizioso obiettivo: “Vogliamo convincere gli Usa a ripensarci sull’accordo di Parigi”.