CLIMA. NON SOLO DAGLI USA ARRIVANO I PROBLEMI

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Come da più parti si temeva, i lavori di Cop24 non stanno andando nella direzione auspicata. Non sono solo gli Stati Uniti infatti a respingere i dati sul riscaldamento globale, ma anche Russia, Arabia e Kuwait si sono rifiutati di sottoscrivere il rapporto del Comitato dell’Onu per il clima, che conteneva un allarme circa i rischi collegati all’aumento delle temperature che vanno verso un aumento piuttosto che verso una diminuzione, come era invece previsto negli accordi di Parigi del 2015. Per evitare uno scontro istituzionale – tra chi proponeva di accogliere in toto quanto scritto nel rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) e chi voleva semplicemente prenderne nota – e nell’impossibilità di raggiungere un accordo, quel passaggio del testo è stato accantonato tra lo sconforto e la delusione di molti delegati. “Siamo molto arrabbiati e riteniamo atroce che alcuni paesi abbiano trascurato i messaggi e le conseguenze che questi comportano, non accettando quanto sia obbligatorio agire su questo fronte”, ha detto Yamide Dagnet del World Resources Institute e precedentemente della delegazione del Regno Unito: “spero sinceramente che tutti i Paesi combatteranno per questo e che non chiuderemo la Cop24 facendoci sfuggire un momento storico”. Ma la seconda settimana di Cop24 si apre in un clima di grande pessimismo, perché il fronte guidato da Donald Trump si è ulteriormente rafforzato e la Conferenza rischia di restare una semplice messa in scena per i media. (Fonte: ANSA)

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