MARE “MOSTRUM”: IL DOSSIER DI LEGAMBIENTE

Presentati in questi giorni i dati di “Mare Mostrum“, il dossier di Legambiente sulle infrazioni che stanno distruggendo i nostri mari. Fanalino di coda, con il triste primato degli illeciti commessi, è la Campania dove le infrazioni contestate sono state 2.715,  con un incremento rispetto all’anno precedente dell’ 4,7%. Sette reati al giorno, quindi, spesso legati a scarichi fognari abusivi o sversamenti illegali di liquami e rifiuti, oltre all’abusivismo edilizio, alla pesca di frodo e al diportismo selvaggio, con motoscafi e moto d’acqua che avvicinandosi troppo alla riva mettono a repentaglio l’incolumità dei bagnanti,. Su scala nazionale quasi il 50% dei reati si concentra nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, oltre la Campania, troviamo Puglia, Sicilia e Calabria, al quindo posto il Lazio. Inoltre Legambiente denuncia che oltre che per questi reati, i  diritti dei cittadini continuano a non essere garantiti anche sul fronte dell’informazione e dell’accesso ai tratti di spiaggia liberi.

ENTERPRISE EUROPE NETWORK

Oggi vogliamo presentarvi la ENTERPRISE EUROPE NETWORK: la rete europea che aiuta le PMI a crescere, innovarsi e internazionalizzarsi. Perché ve ne parliamo? Perché proprio in questi giorni, ad Anacapri si sta svolgendo BE-Mat, primo evento dedicato a materie prime, materiali avanzati ed economia circolare a cui hanno partecipato ricercatori, startup e imprese di 11 paesi. Nel corso della manifestazione è emerso come il corretto utilizzo delle materie prime sia diventato cruciale per le sfide tecnologiche del prossimo futuro  e come il settore dei materiali avanzati sia destinato ad avere un crescente ruolo strategico, viste le risorse messe a disposizione dall’Unione europea: ad l’Horizon 2020 Work Programme può contare su 140 milioni di euro per il 2018 e 155 per il 2019, destinati ai bandi relativi all’economia circolare e le materie prime.

CRESCE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA: IL PORTA A PORTA ARRIVA AL 38%

Incoraggianti i dati della raccolta differenziata e del porta a porta inseriti da Utilitalia nel rapporto“Analisi dei costi della differenziata in Italia”, giunto alla terza edizione e che ha preso in esame un campione coinvolto di oltre 180 Comuni, rappresentativi del 29% del totale dei rifiuti urbani prodotti e di quasi il 30% del mercato nazionale, con una copertura geografica che va da Nord a Sud del Paese. Secondo lo studio, il sistema di raccolta con modalità porta a porta rappresenta oggi il 38% del totale dei volumi, rispetto al 62% del sistema di raccolta stradale, con un aumento del 12% dal 2007 ad oggi. Vanno bene le Regioni del Nord, vicine a raggiungere l’obiettivo del 65%, mentre quelle del Sud, ancora indietro, mostrano però accelerazioni importanti. Filippo Brandolini, vicepresidente di Utilitalia, conferma: “C’è un crescente impegno delle imprese per il miglioramento qualitativo e quantitativo della raccolta differenziata, per la sostenibilità ambientale per la piena attuazione dei principi dell’economia circolare e per la riduzione delle frazioni non utilmente riciclabili. I risultati sono importanti soprattutto proprio nell’ottica del Pacchetto dell’economa circolare che indica target ambiziosi da raggiungere non soltanto con una buona raccolta differenziata ma anche grazie a un adeguato sistema di impianti per il riciclo e recupero”.

Fonte: ADNKRONOS

RINNOVABILI: PER RAGGIUNGERE NUOVI OBIETTIVI UE ALL’ITALIA SERVONO ALTRI 17 MILIARDI

Dopo l’accordo appena siglato da Commissione, Consiglio e Parlamento Ue sulle rinnovabili, l’Italia sarà costretta ad investire altri 17 miliardi di euro sulle rinnovabili. oltre i 70 che erano stati previsti dalla Strategia energetica nazionale, che era stata approvata sul finire della scorsa legislatura. Secondo quanto riportato da La Repubblica “la quota di generazione di fonti rinnovabili sui consumi elettrici dovrà passare dal 55 al 65% e la generazione totale da 184 a 218 terawattora”. Per raggiungere i nuovi obiettivi fissati dalla UE, nel periodo 2018-2030, occorreranno investimenti per circa 87 miliardi di euro e si passerà così da un esborso annuo di 5,4 miliardi di euro previsti dalla SEN ad una spesa annua di 6,7 miliardi.

STOP AMIANTO: LA NUOVA CAMPAGNA DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE

E’ partita la nuova Campagna del Ministero dell’Ambiente STOP AMIANTO. “Dobbiamo mettere in campo le migliori tecnologie e lavorare con i progetti di eccellenza italiani in questo settore. Non possiamo più aspettare” ha dichiarato il ministro Costa che ha aggiunto come sia arrivato il momento di cambiare la normativa, che risale ormai a 25 anni fa, dal momento che sono circa 32 milioni le tonnellate di amianto ancora sparse per il Paese.

AMIANTO: NEL 2017 IN ITALIA MORTI IN AUMENTO

I dati contenuti nel ‘Libro Bianco delle morti di amianto in Italia’, dell’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona) sono davvero allarmanti: nel 2017 in Italia i morti per amianto, 6.000 in totale: 3.600 per tumore polmonare, 1.800 per mesotelioma e 600 per asbestosi (malattia polmonare cronica provocata dall’inalazione di fibre contenute nell’amianto). E non solo: ancora 40 milioni le tonnellate di amianto da bonificare e circa 1 milione i siti contaminati, sia edifici privati che pubblici, tra cui 2.400 scuole, 250 ospedali e 1.000 tra biblioteche ed edifici culturali. Quello che colpisce, oltre i dati riportati dall’Osservatorio, è quanto poco spazio trovino sugli organi di informazione notizie come questa.

IL MINISTERO DELL’AMBIENTE PUNTA SUI BUS ELETTRICI

Il 16 maggio scorso, la Commissione Ue ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia europea per aver violato le norme europee antismog . La procedura di infrazione era cominciata nel 2014 e c’è anche una seconda procedura di infrazione in corso sulla qualità dell’aria, avviata nel 2015, per il superamento dei valori limite di biossido di azoto. Per questo motivo il nuovo Ministro Sergio Costa ha deciso di puntare sui bus elettrici nel tentativo di ridurre le polveri sottili.

ALLARME DISCARICHE ABUSIVE: ANCORA TROPPE NON SANATE E IN MANO ALLA CRIMINALITA’

Dopo una prima condanna dell’Unione Europea all’Italia che risale addirittura al 2007 a causa della “reiterata e persistente” prassi di mancato rispetto degli obblighi derivanti dalle direttive europee e dopo la seconda del 2014 perché le discariche irregolari segnalate – comprese quelle già chiuse – non venivano disinquinate, rimangono ancora da sistemare 52 dei 200 siti denunciati all’epoca per irregolarità. Il Commissario straordinario, nominato dal precedente Governo per gestire questa emergenza, il Generale dei Carabinieri Giuseppe Vadalà conta di riportare la situazione nei limiti della legalità entro il 2022: “Non dobbiamo bonificare solo le discariche – ha dichiarato Vadalà – ma anche le nuove gare d’appalto dalla presenza della criminalità organizzata.” E che la mafia, la camorra e la ndrangheta siano interessate al traffico illecito dei rifiuti lo dimostra il fatto cheLegambiente dal 2002 al 2014 ha contato 19 inchieste giudiziarie con 150 ordinanze di custodia cautelare emesse, 550 persone denunciate e 105 aziende coinvolte.

Per approfondire l’argomento vi suggeriamo di leggere l’articolo uscito su La Stampa del 14 giugno.