A MILANO IL MASTER PER ESPERTO IN GESTIONE RIFIUTI

A Milano dal 15 marzo al 12 aprile si terrà l’edizione 2019 del Master in Gestione Rifiuti, con l’obiettivo di formare professionisti e operatori in grado di affrontare le problematiche di gestione dei rifiuti e i relativi risvolti applicativi in modo autonomo. Il Master è organizzato in collaborazione tra Tuttoambiente.it e la Scuola di Formazione Ipsoa Wolters Kluwer. Coordinato dal prof. Stefano Maglia, figura di riferimento nazionale in materia ambientale, il Master offre un approfondimento strutturato, normativo, tecnico e pratico su tutta la gestione dei rifiuti, con particolare attenzione alle più recenti novità e alla risoluzione delle principali criticità. Nel programma saranno trattati analiticamente gli istituti, gli obblighi, gli adempimenti e le sanzioni della disciplina, spiegando come operare nel pieno rispetto delle prescrizioni legislative vigenti. La corretta gestione dei rifiuti necessita di una formazione approfondita, autorevole, pratica e puntuale non solo per evitare le pesanti conseguenze in termini di sanzioni e responsabilità previste nel settore, ma ancor più per cogliere le opportunità professionali e di mercato di una disciplina in continuo aggiornamento ed evoluzione, anche alla luce delle prospettive date dal pacchetto ”Economia circolare”, vigente in tutta Europa da luglio 2018. Il Master si rivolgere a:

  • Produttori e gestori di rifiuti
  • Responsabili ambientali di aziende private e pubbliche
  • Consulenti, tecnici e liberi professionisti del settore ambientale
  • Operatori nel settore ambientale
  • Laureati e laureandi in giurisprudenza, ingegneria, scienze ambientali, geologia, biologia, chimica, economia
  • Diplomati che vogliono acquisire conoscenze e professionalità nel settore ambientale

Il Master è strutturato con formula intensiva che si compone di 40 ore di formazione in totale, 10 moduli formativi di 4 ore l’uno. E’ previsto il numero chiuso di 30 partecipanti. Con la frequenza dell’80% delle lezioni si rilascia l’attestato di partecipazione.

PROGRAMMA E MODULO ISCRIZIONE

NASCE LA CARTA DELL’ECONOMIA CIRCOLARE

Confcooperative, Confindustria, Confartigianato Imprese, CNA, Casartigiani, CLAAI, Confcommercio, Confesercenti, Confagricoltura, Legacoop e Confapi hanno sottoscritto la “CARTA PER LA SOSTENIBILITA’ E LA COMPETITIVITA’ DELLE IMPRESE NELL’ECONOMIA CIRCOLARE” (che pubblichiamo in fondo all’articolo). Per affrontare le nuove sfide ambientali e cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione dei processi produttivi e di consumo – si legge sul sito di Confcooperative – è necessario un cambio di approccio da parte di tutti gli stakeholders e il coinvolgimento del sistema economico nel suo complesso. Per questo il documento individua 10 linee di intervento e punti programmatici che, attraverso un percorso di impegni concreti, sarà la base per l’avvio di un confronto con gli interlocutori istituzionali. I 10 punti affrontano aspetti di carattere regolatorio, normativo, economico e tecnologico, dall’abbattimento delle barriere burocratiche, alla necessità di favorire investimenti in ricerca e innovazione, fino ad arrivare ad una capacità impiantistica virtuosa. La carta per l’economia circolare è un primo impegno condiviso per lo sviluppo e la competitività delle imprese italiane in tema di economia circolare. Con la firma di questo documento le Associazioni datoriali diventano capofila di un progetto Paese.

CARTA DELL’ECONOMIA CIRCOLARE

PER LA COMPAGNIA PETROLIFERA BP NEL 2040 IL 50% DELL’ELETTRICITA’ ARRIVERA’ DALLE RINNOVABILI

Secondo l’Outlook che ogni anno viene diffuso dalla compagnia petrolifera inglese Bp – e che è uno dei documenti di previsione più attesi fra gli esperti di energia – le “fonti pulite”, che al momento forniscono circa il 10% dell’elettricità su scala globale, entro il 2040 saranno la prima fonte di energia elettrica, superando il carbone: Eolico, solare e altre fonti verdi daranno al Pianeta quasi il 30% di tutta l’elettricità consumata, cifra che in Europa arriverà al 50%.L’andamento è inverso a quello del carbone, che dal 40% attuale scenderà invece sotto al 30%. Sempre secondo BP, il petrolio manterrà un “ruolo di primo piano” nel mix energetico globale: nello scenario definito “Evolving Transition” – in cui si presume che le azioni dei governi procederanno in un modo e a una velocità simili a quelli del passato recente – la domanda di petrolio è stimata tra gli 80 e i 130 milioni di barili al giorno. Attualmente è intorno ai 95 milioni. La diffusione delle vetture elettriche sarà uno degli aspetti più innovativi del modo di muoversi: nel 2040 sulle strade viaggeranno 300 milioni di auto elettriche, ovvero il 15% delle macchine in circolazione.

SECONDO LA PURDUE UNIVERITY E’ POSSIBILE TRASFORMARE LA PLASTICA IN CARBURANTE

Un team della Purdue University, coordinato dottoressa Linda Wang, ha sviluppato un sistema in grado di trasformare il 25% di tutti i rifiuti di plastica in un carburante simile al diesel. La ricerca della Purdue University, pubblicata sulla rivista ACS Sustainable Chemistry and Engineering, mostra che il processo è potenzialmente più pulito ed efficiente dal punto di vista energetico rispetto sia all’incenerimento sia al riciclo dei rifiuti.La tecnica si basa su una particolare proprietà dell’acqua che, quando viene riscaldata per diverse ore a poco meno di 500 gradi Celsius e contemporaneamente compressa, comincia a comportarsi sia come un liquido sia come un gas, riorganizzando le molecole del polipropilene – che costituisce il 25% della plastica – e ottenendo nafta. Una volta che la plastica viene convertita in nafta, può essere utilizzata come materia prima per altre sostanze chimiche o ulteriormente separata in solventi speciali o altri carburanti “puliti”. I combustibili derivati da questo processo potrebbero soddisfare fino al 4% della domanda annua di benzina o diesel.“Il nostro obiettivo – dichiara la dottoressa Wang – è creare un movimento organico interessato a convertire rifiuti poliolefinici in una vasta gamma di prodotti utili, come polimeri, nafta (una mistura di idrocarburi), o carburanti ‘puliti’. La nostra tecnologia di conversione ha il potenziale di far esplodere i profitti delle industrie del riciclo e impattare fortemente sulle riserve mondiali di rifiuti di plastica”.

SESTA EDIZIONE DI “GESTIRE I RIFIUTI TRA LEGGE E TECNICA”

La gestione dei rifiuti in Italia è complicata dalle continue e frequenti novità legislative. Novità sulle quali è necessario essere informati con precisione e competenza per evitare pesanti sanzioni, per venire incontro a quanti si trovano a dover gestire la raccolta dei rifiuti, è stata pubblicata la sesta edizione del freebook “Gestire i rifiuti tra legge e tecnica”. Si tratta di un’operazione editoriale innovativa e unica nel suo genere. Grazie al contributo dei principali Consorzi nazionali per il riciclo (Conai, Cial, Cic, Comieco, Conoe, Conou, Corepla, Ecopneus, Ricrea, Rilegno); il Volume è scaricabile dal sito FreeBookAmbiente.it, nel network di Edizioni Ambiente ed è leggibile su qualsiasi supporto: computer, tablet, smartphone. Gli autori del volume sono Paola Ficco, giurista ambientale, avvocato, esperto legislativo Ministero Attività produttive e Ministero Ambiente; Leonardo Filippucci, avvocato, si occupa prevalentemente di Diritto ambientale; Pasquale Fimiani, Sostituto Procuratore generale presso la Cassazione; Eugenio Onori, Presidente del Comitato nazionale gestori ambientali e Claudio Rispoli, chimico specializzato in Sicurezza e protezione ambientale.

FRANCESCO LA CAMERA NUOVO DIRETTORE GENERALE DI IRENA

Il direttore generale del Ministero dell’Ambiente Francesco La Camera è stato eletto, con 110 voti su 146, oltre due terzi, direttore generale dell’Irena, l’organismo internazionale con sede negli Emirati Arabi Uniti che ha l’importante compito di sostenere e diffondere le energie rinnovabili tra i Paesi aderenti e rappresenta 160 Paesi di tutto il mondo.
“È grande la nostra soddisfazione per questa elezione che ha visto tantissimi Paesi riconoscere il ruolo di leadership dell’Italia nel settore delle energie rinnovabili. I miei complimenti anche al lavoro di diplomazia e di negoziato strenuo e coriaceo portato avanti dalla Farnesina, dalla rete diplomatica e dal Sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano che ha guidato la delegazione italiana all’assemblea generale di IRENA” commenta il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.
“Sapere che sarà un italiano, e in particolar modo il direttore La Camera, a rivestire il ruolo di leader di questo organismo internazionale ci riempie di orgoglio. A Francesco i miei migliori auguri, certo che la sua sarà una voce forte a sostegno delle energie rinnovabili e che Irena rivesta sempre più il ruolo di hub di ricerca e conoscenza per queste fonti fondamentali per la rivoluzione ecologica su cui stiamo lavorando”.

BANDO DEL MINISTERO SULL’EDUCAZIONE AMBIENTALE: 45 I PROGETTI VINCENTI

Sono 45 i progetti di educazione ambientale, per un totale di 1.170.958,45 euro, vincitori del bando del ministero dell’Ambiente pubblicato a dicembre scorso e scaduto a metà gennaio. Lo rende noto il ministero, ricordando che “le azioni proposte consentiranno la realizzazione, prioritariamente nei territori di pertinenza dei parchi, di progetti di educazione e comunicazione ambientale da parte di associazioni ambientaliste riconosciute (fra cui Legambiente, Wwf, Marevivo, Cai, Enpa, Green Cross, Italia Nostra, Lav, Fare ambiente, Amici della Terra), in collaborazione con vari istituti scolastici. Tra le tematiche dei progetti alcuni riguardano temi molto attuali quali l’economia circolare, i cambiamenti climatici, le spiagge e i mari da salvare dall’invasione della plastica. Molto soddisfatto il Ministro Costa che ha dichiarato: “I progetti di educazione ambientale  vincitori del nostro bando permetteranno di fare educazione ambientale per e con le scuole, in territori che sono l’orgoglio d’Italia dal punto di vista naturalistico. E’ un segnale incoraggiante per diffondere sempre più una nuova consapevolezza ambientale, a partire dalle nuove generazioni, il nostro futuro e la nostra speranza per un mondo più green”

CAMBIAMENTI CLIMATICI: LA MINACCIA CHE TUTTO IL MONDO TEME

Una breve, ma a nostro parere interessante notizia riportata dall’Ansa: secondo quanto emerso da una ricerca condotta dalla Pew Research Center in 26 nazioni, il climate change è la minaccia avvertita dal maggior numero di persone in Argentina, Australia, Brasile, Canada, Corea del Sud, Germania, Grecia, Kenia, Messico, Regno Unito, Spagna, Svezia e Ungheria. In Italia il surriscaldamento terrestre preoccupa il 71% dei cittadini, mentre il timore più forte è nei confronti dell’Isis, indicato dall’80% del campione. Il terzo fattore di rischio più temuto dagli italiani è il programma nucleare della Corea del Nord (56%). Un italiano su due (50%) vede poi come una minaccia le condizioni dell’economia globale, il 45% gli attacchi informatici sferrati da altre nazioni. Il 33% teme il potere e l’influenza della Cina, il 22% dell’America e il 20% della Russia.

LA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA SU PREZZI E COSTI DELL’ENERGIA IN EUROPA

Nelle scorse settimane la Commissione Europea ha trasmesso al Consiglio e al Parlamento Europeo una Relazione sui “Prezzi e costi dell’energia in Europa” (che pubblichiamo per intero a fondo pagina) nella quale si ribadisce come il settore dell’energia e la politica energetica stanno evolvendo per consentire la transizione verso l’energia pulita. L’UE e i suoi Stati membri stanno infatti definendo piani e strategie per raggiungere, entro il 2030, gli obiettivi concordati in materia di energia e di clima; l’organizzazione dei mercati del gas e dell’energia elettrica sta evolvendo e i possibili miglioramenti sono in fase di attuazione.L’analisi delle tendenze dei prezzi consente di valutare la concorrenza e i rapporti tra produttori e consumatori nei mercati dell’energia. L’analisi delle tendenze dei costi permette invece di valutare l’impatto sulla povertà energetica, sulla competitività industriale e sull’accessibilità economica dell’energia in
generale nonché l’efficienza dell’organizzazione dei mercati. La Relazione evidenzia purtroppo la volatilità attuale dei prezzi dell’energia, in particolare i prezzi dei combustibili fossili stabiliti a livello mondiale, i cui recenti aumenti hanno
un’incidenza significativa sull’economia dell’UE e determinano un rincaro della bolletta energetica dell’Unione, problema che investe soprattutto l’Italia: nelle classifiche infatti il nostro paese si piazza sempre nei primi posti nei livelli dei prezzi finali dell’elettricità e del metano. Addirittura primo tra i paesi del G20 in quelli dell’elettricità all’industria. Amaro primato e segno del fallimento della politica energetica nel voler ridurre il ‘gap di costo’ dell’energia.

PREZZI E COSTI DELL’ENERGIA IN EUROPA