AUTO A IDORGENO: UNA REALTA’ IN ESPANSIONE, MA L’ITALIA E’ AI MARGINI

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L’idrogeno potrebbe essere il carburante ‘green’ del futuro, ma l’Italia resta indietro. Nell’Europa continentale ci sono 150 distributori soprattutto in Germania, a Parigi, Londra e Scandinavia. Da noi, per ora l’unico distributore esistente è a Bolzano. Eppure, la produzione di auto a idrogeno è destinata a decuplicare nel giro di un paio d’anni, passando dalle circa 3mila vetture attualmente circolanti in Europa alle 30mila che verranno prodotte dall’anno prossimo dalla Toyota. Lo sostengono gli organizzatori del convegno che si è tenuto giovedì presso la Sala Istituto Santa Maria in Aquiro del Senato, organizzato dalla Fondazione H2U, con il Patrocinio dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani): negli ultimi tre anni queste tecnologie si stanno affermando soprattutto in Giappone e Corea, mentre l’Italia, pur potendo contare su eccellenze nel campo della ricerca e dell’innovazione, fino ad ora è rimasta ai margini del processo di sviluppo delle tecnologie dell’idrogeno scontando una carenza di investimenti e di strategie politiche. Secondo uno studio per l’Hydrogen Council, entro il 2030 si stima un potenziale giro di affari di circa 2,5 miliardi di dollari con 10-15 milioni di automobili e circa 500.000 camion e la creazione di 30 milioni di posti di lavoro entro il 2050. “In Italia è ormai necessaria, anzi indispensabile, una legge quadro sulla questione della transizione energetica – dichiara Nicola Conenna, Presidente della Fondazione H2U – il vettore idrogeno rinnovabile sarà una componente fondamentale della Transizione, come energy storage delle energie rinnovabili, utilizzando l’elettricità in surplus delle fonti di energia rinnovabile discontinua; in questo caso le emissioni sono veramente zero e i costi sono sostenibili”