ECOBONUS 2018, PROROGHE E NOVITÀ: LE DETRAZIONI PREVISTE PER IL CAPPOTTO TERMICO

L’Ecobonus 2018 per quest’anno prevede diversi sgravi fiscali a percentuali davvero convenienti. Molti sono gli interventi contemplati dallo Stato Italiano per incentivare interventi strutturali e non, sul proprio immobile o appartamento, per beneficiare delle detrazioni messe a disposizione proprio del cittadino. È bene concentrarsi su alcuni interventi particolari per poter usufruire al meglio di questa opportunità conveniente per il singolo contribuente.

L’Ecobonus 2018 previsto dalla legge di Bilancio dell’omonimo anno, proroga gli incentivi fiscali previsti sulla casa. Questi sono ammessi quando si parla di riqualificazione energetica, per apportare migliorie alla prestazione energetica degli edifici. Uno dei migliori alleati per accedere all’ecobonus è il sistema a cappotto termico.

Cos’è il cappotto termico e a cosa serve
Il sistema che prevede l’isolamento delle pareti, chiamato cappotto termico, è uno degli interventi più vantaggiosi e comuni, quando si parla di riqualificazione energetica dell’edificio. Si tratta di un’opera che prevede l’isolamento delle pareti, realizzata con dei pannelli isolanti. Questi vengono fissati grazie a dei tasselli e alla colla.
Il cappotto termico può essere interno o esterno. Quando si parla di cappotto esterno lo strato che serve ad isolare si trova sulla parte esterna dell’edificio mentre, quando si parla di cappotto interno, il pannello isolante viene applicato all’interno del muro e poi intonacato. In questo caso sarà necessario capire quando è necessario affidarsi al cappotto esterno e quando all’interno.

Il cappotto termico esterno come viene posizionato? È necessario, in questo caso, applicare lo strato isolante all’esterno. Solo così si potrà proteggere la parete dell’immobile dalle escursioni termiche, preservando il calore che la massa della muratura assorbe. La propria casa quindi, potrà restare più calda in inverno ma fresca durante l’estate. Il cappotto esterno è considerato una miglioria nel comfort abitativo. Serve ad evitare la formazione della condensa. Questo inconveniente accade quando un muro non viene isolato o lo è verso l’interno. La condensa, si sa, è un pericolo per l’abitabilità dell’immobile, poiché la formazione di muffe e di umidità è la prima causa di problemi di salute e di malessere costante. Per questo, scegliendo un cappotto esterno, si tende a proteggere la propria casa da questi numerosi pericoli.

Il cappotto esterno inoltre, ha altri vantaggi. Applicandolo è possibile eliminare ponti termici che si costituiscono con i solai, i pilastri e le travi. Queste sono le principali vie di ingresso per il freddo.

Il cappotto termico interno come abbiamo visto, non è proprio la migliore soluzione ma è necessaria quando non si può intervenire dall’esterno, qualora siano vincoli condominiali. Quando si opta per questo intervento è necessario realizzarlo correttamente. In caso contrario potrebbero formarsi muffe e condensa. Ciò accade quando il vapore prodotto all’interno degli ambienti, si dirige verso l’esterno durante l’inverno, condensandosi subito dopo l’isolante, dove la muratura rimane fredda. Per risolvere questo inconveniente, si può applicare una barriera vapore, oppure scegliere materiali traspiranti o igroscopici.

Per isolare correttamente con il cappotto termico, è bene scegliere il giusto materiale. Bisogna conoscere la conducibilità termica e il peso per metro quadro o la densità. Per cui, più sarà bassa la conducibilità e più il materiale potrà isolare l’ambiente dal freddo. La densità alta invece, protegge dal calore estivo.

Non solo materiali sintetici ma anche naturali. È possibile affidarsi al sughero, alla fibra di legno o al silicato di calcio, oppure usare prodotti artificiali come il poliuterano, il polistirene o il polistirolo.

Bisogna analizzare bene il problema che affligge un certo immobile. Se siamo in presenza una casa che ha problemi su calore estivo, è necessario isolare con materiali naturali che abbiano una densità alta. Solo in questo modo è possibile aumentare lo sfasamento termico.

Se invece il problema è il freddo, utilizzare pannelli in polistirene espanso è una buona soluzione, poiché questi possiedono una conducibilità molto bassa ma anche una traspirabilità alta. Quando vi è una parete che spesso tende a bagnarsi è bene utilizzare il polistirene estruso, dalle capacità idrofughe. Solo così il cappotto termico potrà essere preservato e non si impregnerà di acqua.

Quando vi sono pareti soggette alla formazione di muffa, nel cappotto interno è necessario inserire pannelli di silicato di calcio che possiedono un ph alcalino che non permette la formazione di questi inconvenienti.
È bene ricordare che ogni cappotto va realizzato utilizzando lo spessore di 10 centimetri minimo.

Il cappotto termico, per poter funzionare correttamente, deve essere abbinato a dei serramenti con bassa trasmittanza. Il suo valore quindi, dovrà essere paragonabile a quello del muro. Solo così si potrà evitare la formazione del ponte termico. Ma niente paura, anche per quest’anno l’Ecobonus ci viene in soccorso. È possibile usufruire di detrazioni fiscali molto convenienti anche per i serramenti che seguano queste caratteristiche. La detrazione prevista per il 2018 infatti, è del 50%.

Ecobonus 2018: valori e caratteristiche
La legge di Bilancio 2018 ha confermato anche per quest’anno tutti gli incentivi sul risparmio energetico. L’obiettivo è quello di agevolare positivamente i lavori che possano migliorare la prestazione complessiva di un certo stabile. Vi sono per ogni intervento, delle aliquote diverse. Alcune di queste sono rimaste ferme al 65% mentre altre, sono scese al 50%.

Quando si parla di detrazione al 65% si intendono le spese che riguardano interventi di riqualificazione energetica relative agli immobili. Abbiamo opere in grado di migliorare il fabbisogno annuo di energia primaria almeno del 20% e gli interventi che riguardano le coibentazioni di strutture opache orizzontali o verticali. Si parla di coibentazione di strutture opache verticali quando vi è necessità di un cappotto termico. Questo è l’unico sistema in grado di garantire il risultato che la legge richiede per avere accesso agli sgravi fiscali previsti. La percentuale della detrazione fiscale, in questi casi, è ferma al 65%.

Usufruiscono della detrazione fiscale al 65% anche altri interventi relativi alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, come gli impianti che utilizzano caldaie a condensazione di classe A, gli scaldacqua con pompa di calore e gli interventi con pannelli solari che producano acqua calda. Anche i micro cogeneratori che vanno a sostituire gli impianti esistenti per valore massimo di 100mila euro, a patto che facciano risparmiare il 20% e infine, l’installazione e messa in opera di dispositivi che permettano il controllo remoto del riscaldamento, della climatizzazione e dell’acqua calda.

È importante anche sapere quali interventi permettono l’accesso alla detrazione fiscale del 50% sulla singola unità. Si tratta della sostituzione di infissi, dell’acquisto e posa in opera di schermature solari e ciò che riguarda gli impianti che abbiano caldaie a bio massa e a condensazione con classe energetica A. Sono contemplati anche gli impianti di climatizzazione invernale che abbiano generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, che permettano una detrazione massima fino a 30mila euro.

La detrazione fiscale prevista per tutti gli interventi menzionati, si applica sull’imposta sul reddito delle società o sulle persone fisiche, rispettivamente IRES e IRPEF. Questa dovrà necessariamente ripartirsi in quote di pari importo e liquidate in dieci anni, iniziando dall’anno in cui viene sostenuta la spesa.

Ecobonus e le aliquote differenziate
Ogni intervento volto all’efficientamento energetico è importante. È possibile massimizzare il contenimento energetico virando verso interventi di isolamento con il cappotto termico. Questo garantisce il rallentamento dell’immissione di calore e il suo contenimento nell’edificio e inoltre, va ad ottimizzare anche il contributo che potranno dare caldaie e infissi che abbiano i criteri richiesti per accedere al bonus.

Quando si sceglie di riqualificare un edificio, un immobile o qualsiasi altro stabile che rispetti i requisiti descritti, si sceglie di effettuare interventi che portino una miglioria a livello energetico e non solo, anche in termini economici. Viene stimato che in media, ciascun immobile che apporti interventi di questo tipo, aumenti del 6% il valore di mercato. In questo caso il patrimonio immobiliare cresce in base a ciò che si sceglie di effettuare.
Oltre ai benefici sull’ambiente, vi sono anche aspetti importanti che i tecnici o i progettisti dovranno considerare per proporre interventi di questo tipo ai loro clienti, soprattutto quando si parla di cappotto termico. In questo modo i vantaggi sia per il proprietario dell’immobile, che per la collettività crescono in modo esponenziale. Vi saranno quindi grossi risparmi sulla bolletta, sui consumi di combustibili fossili e sulle emissioni di Co2 inquinanti, migliorerà la qualità dell’aria e il comfort abitativo.

Detrazioni previste per i condomini e le case popolari
Non solo per i privati e per le aziende, l’Ecobonus 2018 è rivolto anche ai condomini e per chi gestisce le case popolari.

Nel caso del condominio, il provvedimento è stato stabilizzato fino al 2021, rimane la detrazione fiscale da liquidare in dieci anni. Il condominio quindi, può arrivare a spendere fino a 40mila euro per ogni unità immobiliare di cui è composto. La detrazione sarà del 70% quando si parlerà di cappotto termico esterno, a patto che la superficie da sistemare sia maggiore del 25%. Si accede alla detrazione del 75% quando vi è il miglioramento della prestazione energetica per ogni stagione pari alla qualità media richiesta dalla legge.
Quando siamo in presenza di zone sismiche uno, due o tre, l’incentivo per gli interventi sulle parti comuni, sarà maggiore. Ciò accade perché si va a ridurre il rischio sismico e si accorda anche l’intervento di riqualificazione energetica. Si potranno riconoscere altissime percentuali di detrazione (si parlerà dell’80%) nel caso in cui venga realizzato il passaggio ad una inferiore classe di rischio.

Ogni detrazione prevista sarà ripartita in dieci rate annuali dello stesso importo. La spesa minima sul quale verrà calcolata sarà di massimo 136mila euro, da moltiplicare per il numero delle unità immobiliari dell’edificio. queste saranno comprensive dell’ecobonus e del sisma bonus.

Quando siamo in presenza di ex istituti autonomi per le case popolari, anche qui potremo parlare di interventi volti ad apportare detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica, valida non solo per le parti comuni.
Vi è la possibilità di cedere il credito che corrisponda alla detrazione energetica, a patto che questi siano effettuati anche sulle unità immobiliari singole. In questo caso si vanno ad includere anche i condomini incapienti con un reddito inferiore a ottomila euro. Il credito di imposta in questo caso, verrà ceduto ad imprese e a banche per fare interventi sugli appartamenti singoli.

Come avviene la detrazione fiscale per chi effettua un cappotto termico
Per chiunque decida di effettuare interventi sul proprio immobile, scegliendo di installare un cappotto termico, avrà diritto alla detrazione fiscale del 65% da ripartirsi in dieci anni.

La procedura per avere accesso a questo rimborso è molto semplice ma è altrettanto precisa. Per questo è necessario seguire alla lettera i passaggi che vi indicheranno i professionisti sull’argomento, per non avere problemi in futuro.

Tutta la documentazione, a fine lavori, dovrà essere inviata all’ENEA (agenzia nazionale per le nuove tecnologie) che provvederà ai controlli del caso. La documentazione dovrà essere spedita massimo entro novanta giorni dalla fine dei lavori. Dopo di che la richiesta per lo sgravio fiscale verrà fatta in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi, servendosi del modello 730/2019.

In ultimo, è sempre necessario conservare tutta la documentazione e le fatture dei lavori effettuati e delle spese affrontate. Per accedere all’Ecobonus 2018 per il cappotto termico, si dovrà pagare con bonifico postale o bancario le opere effettuate. Sarà importante indicare in maniera inequivocabile la causale del versamento ed il codice fiscale del beneficiario o il numero di partita Iva. Non va mai dimenticato di conservare la certificazione di chi ha montato il cappotto termico e la documentazione originale inviata all’Enea.

Per un’Italia green serve una pubblica amministrazione più sostenibile

L’Italia è indietro su molti dei 17 Sustainable Development Goals (SDGs) promossi dall’ ONU , e il nostro paese ha molto da fare per poter aspirare a uno sviluppo sostenibile. Certo che se la pubblica amministrazione – un colosso economico – si trasformasse in senso verde, le cose cambierebbero: se ciascuno degli oltre 3 milioni di dipendenti pubblici evitasse di sprecare 500 fogli, si ridurrebbe il consumo di 8.142 tonnellate di carta, evitando di abbattere 122 mila alberi, risparmiando oltre 3,5 miliardi di litri di acqua, abbassando il consumo energetico nazionale di 62 milioni di Kwh. Incentivando il carpooling con almeno un collega, diventerebbero 750 mila le auto circolanti ogni giorno (ora sono 1,3 milioni), eliminando 376 tonnellate di CO2 e risparmiando 230 milioni di euro solo per il carburante.

Insomma, se la rivoluzione dei consumi e delle modalità di produzione sostenibili partisse dalla Pubblica Amministrazione, si avvierebbe una vera rivoluzione “green” in Italia, perché le PA potrebbero fare da apripista su mobilità soft, risparmio energetico, raccolta differenziata dei rifiuti, lotta agli sprechi, acquisto di alimenti biologici con un impatto formidabile sull’intero Paese. Con una spesa pubblica pari a quasi il 17% del PIL nazionale, infatti, la PA è il più rilevante dei consumatori e i suoi dipendenti possono aiutare il paese a operare un profondo salto culturale. E se la sostenibilità degli uffici pubblici è ancora insufficiente – nel giudizio degli stessi dipendenti – cresce la consapevolezza dell’importanza di pratiche di consumo sostenibile. Questo afferma la ricerca “Pratiche di consumo sostenibile e lavoro” presentata da FPA

 

SOSTENIBILITA’ DA 5 MENO

Il voto assegnato alle amministrazioni pubbliche dai suoi dipendenti, in materia di strategie per la sostenibilità, è uno striminzito « 5 meno ». Se è vero infatti che la PA sta muovendo i primi passi verso la definizione di politiche di Green Public Procurement (GPP), solo il 14,1% degli intervistati dichiara che la propria amministrazione ha già introdotto i CAM (criteri ambientali minimi per tipologie di prodotto o servizio) nelle proprie procedure d’acquisto e solo per il 12,5% si è provveduto all’individuazione dei prodotti e servizi ai quali applicarli.

 

Eppure, rispetto agli acquisti verdi l’Italia vanta un primato in Europa: è il primo Paese ad aver reso obbligatorio il Green Public Procurement, attraverso l’inserimento nel nuovo Codice degli Appalti (Dlgs. 50/2016).

UFFICI PUBBLICI POCO ATTENTI ALL’AMBIENTE 

A proposito di impatto sull’ambiente, i dati ci dicono che solo il 45,6% degli uffici è dotato di finestre a doppi vetri, mentre nel 48,5% degli uffici non si fa attenzione a mantenere la temperatura entro i 19-20 gradi, e la sostituzione delle lampadine ad incandescenza con quelle a basso consumo è avvenuta solo nel 36,3% dei casi.

 

Considerando che la PA è uno dei maggiori consumatori di energia del paese, con una percentuale di circa 1,5% del totale, il suo eventuale comportamento virtuoso sarebbe tutt’altro che irrilevante.

 

META’ DEI DIPENDENTI SI AUTOPROMUOVE. MA NON BASTA

I giudizi che i dipendenti pubblici esprimono su se stessi appaiono invece meno severi. Quasi la metà si dà un bel 6 e 3 su 10 si assegna un voto sopra la sufficienza: quasi il 94% di loro spegne le luci quando va via la sera, l’82% non lascia i propri caricabatterie nelle prese e il 75% è attento alla dispersione di calore nei locali climatizzati.

 

Tuttavia il 62,5% non ha ancora mai disattivato la funzione stand-by del proprio Pc, un accorgimento che abbatterebbe il consumo energetico del 37%, che, tradotto in bolletta, significherebbe un risparmio di circa 103 milioni di euro.

PA “ PAPERLESS ”. SULLA BUONA STRADA, MA ATTENTI AGLI “IRRIDUCIBILI” DELLA CARTA

I dipendenti pubblici rivelano anche di aver ormai preso l’abitudine di stampare fronte-retro (lo fa il 90% degli intervistati) e di riutilizzare la carta (lo fa l’87%) le buste e le scatole (oltre il 60%). Negli ultimi anni la spesa della PA per “Carta, cancelleria e stampati” si è infatti ridotta. I Comuni, ad esempio, sono passati dal miliardo del 2010 agli 88,14 milioni del 2015. Ma si potrebbe fare ancora di più, passando all’uso e allo scambio di documenti solo in formato elettronico.In questo modo si ridurrebbe il consumo complessivo di 8.142 tonnellate di carta. Questo vorrebbe dire non abbattere 122 mila alberi, risparmiare oltre 3 miliardi e mezzo di litri di acqua, ridurre il consumo energetico nazionale di 62 milioni di KWh e non emettere in atmosfera 19.491 tonnellate di CO2.

 

MOBILITA, FIORE ALL’OCCHIELLO.

Secondo l’Istat, in Italia il mezzo di spostamento prediletto per recarsi al lavoro è l’automobile, usata da oltre il 60% degli italiani. Ma tra i dipendenti pubblici la percentuale scende al 45%. 

Incentivando poi il carpooling, ovvero la condivisione dell’auto con almeno un collega, si ridurrebbero a 750.000 le auto circolanti ogni giorno (ora sono 1,3 milioni) con un alleggerimento per l’ambiente di 376 tonnellate di CO2 e un risparmio di oltre 230 milioni di euro solo per il carburante.

Votata risoluzione ONU che apre a Patto mondiale ambiente

ROMA – L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che rappresenta il primo passo verso la creazione di un Patto mondiale per l’ambiente.
Con sette astenuti e cinque contrari (Stati Uniti, Russia, Turchia, Siria e Filippine), la risoluzione chiede al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, di elaborare un rapporto per la prossima sessione dell’assemblea generale che inizierà a settembre, rapporto in cui si identificano e si valutano le possibili lacune nel diritto ambientale internazionale e nei relativi strumenti giuridici.

Bioenergy Italy

Dal 25 Febbraio 2015 al 27 febbraio 2015

Centinaia di impianti di biogas che necessitano di manutenzione ed efficientamento: qui si gioca il futuro delle aziende produttrici e installatrici.
Dopo il boom degli impianti installati negli ultimi 2 anni, ora è il settore della manutenzione ad essere ricco di occasioni.
Per questo uno degli obiettivi principali di BioEnergy Italy è di mettere in contatto queste professionalità con i proprietari degli impianti alla ricerca di soluzioni, tecnologie e attrezzature che consentano di ottimizzare la produzione.
Dai questionari compilati in Fiera, si evince che il 68% dei visitatori di BioEnergy Italy ha come obiettivo principale l’incontro con aziende che si occupano di manutenzione ed efficientamento.

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Key Energy 2014

RIMINI FIERA, EDIZIONE RECORD DELL´EXPO SULLA GREEN ECONOMY: 101.144 VISITATORI (+8,6% sul 2013)

1.200 imprese protagoniste a Ecomondo, Key Energy, Key Wind, H2R, Cooperambiente e Condominio Eco

.Rimini, 8 novembre 2014 – Segnali impattanti da Rimini Fiera: più innovazione, più internazionalizzazione, più lavoro. Nel segno della green economy.
Le quattro giornate dedicate al sistema ambiente, con i saloni inaugurati dal Ministro Gian Luca Galletti mercoledì scorso, hanno testimoniato concretamente il nuovo paradigma di sviluppo, che ha fondamenta solide grazie ad un sistema industriale maturo e competitivo. Pronto a proporsi su scala internazionale in sinergia con FIMAI ECOMONDO BRASILE, che nel 2015 si svolgerà a San Paolo dopo l´acquisizione annunciata da Rimini Fiera e il Gruppo Tecniche Nuove.

Il segno positivo, record nei 18 anni di saloni ambientali di Rimini Fiera, lo si ritrova nei numeri: 101.144 visitatori (+8,6% sul 2013).

Di rilievo la componente estera, con operatori provenienti da 86 Paesi, dei quali 30 d´Oltreoceano. 350 i buyer presenti in fiera, con la Turchia come area geografica più rappresentata, seguita dai Paesi balcanici e dal Nord Africa. E poi Russia, Bulgaria, Romania, Sud America, Polonia.

´Il successo testimoniato dalla quantità e qualità dei visitatori nazionali ed esteri . commenta il Presidente di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni – è l´estrema sintesi di un´imponente trama operativa che durante l´anno viene tessuta nell´interesse del business delle imprese. Siamo molto soddisfatti: il nostro sistema di fiere dedicate all´ambiente è ormai fra i primissimi in Europa e la prossima sfida in Brasile apre nuovi affascinanti orizzonti´.

I contenuti dell´unico percorso possibile per imboccare la ripresa economica sono emersi sia dagli Stati Generali della Green Economy, promossi dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile. ai quali sono intervenuti il Ministro dell´Ambiente Galletti e nella seconda giornata il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, sia dal programma scientifico di Ecomondo guidato dal Prof. Fabio Fava e da quello di Key Energy coordinato dall´Ing. Gianni Silvestrini nel quale mille relatori hanno trasmesso la quota di concreta disponibilità di opportunità, finanziamenti, conoscenze e tecnologie. Ai lavori è pervenuto anche il saluto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nel corso delle giornate, visite in fiera anche del Viceministro dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti e dei Sottosegretari all´Ambiente Silvia Velo e Barbara Degani.

Le giornate riminesi hanno proposto, su sedici padiglioni, 1200 aziende articolate fra i saloni Ecomondo (dedicato al recupero e riuso di materia ed energia), Key Energy (energia rinnovabile ed efficienza energetica), Key Wind (energia eolica), H2R (mobilità sostenibile), Cooperambiente (sistema coop per l´ambiente) e Condominio Eco (soluzioni e servizi per gli immobili). Annunciato, grazie ad un prezioso accordo con Federutility, lo sviluppo ulteriore nel della sezione dedicata al ciclo idrico integrato e della tutela delle risorse idriche.

´La nostra esperienza . commenta il direttore di business unit Simone Castelli . ci consente di misurare non solo coi numeri il successo delle manifestazioni, ma anche percependo il clima dei padiglioni. Da questo punto di vista è stata una settimana entusiasmante. La green economy non è più una parte dell´economia, è piuttosto uno dei più importanti driver di crescita e le imprese che abbiamo visto protagoniste in fiera hanno le carte in regola per essere traino verso lo sviluppo´.
Oltre 550 i giornalisti accreditati e ampio risalto su tutta la stampa quotidiana e periodica, nazionale e locale, dai network televisivi e radiofonici, con una enorme attenzione sul web. Impressionante il coinvolgimento ottenuto dai social network sui profili ufficiali: dodici top ecoblogger presenti in fiera, su Twitter quasi 5 milioni le impressions e 900mila i profili raggiunti. Sulle pagine Facebook delle manifestazioni la settimana di fiera ha visto l´aumento di 300 volte i Ôlike´ rispetto a quella precedente, mentre su quella corporate di Rimini Fiera i contatti sono stati 347.000 nell´ultima settimana.

KEY ENERGY 2014: GLI INGREDIENTI DEL SUCCESSO

Il Comitato Tecnico Scientifico, presieduto dall´Ing. Gianni Silvestrini, ha approntato anche quest´anno incontri utili a fare il punto sul tema delle energie alternative e alla luce degli obiettivi fissati dall´Unione Europea
´Nei convegni di Key Energy 2014 . commenta Silvestrini – si è intravista la possibilità di scenari positivi dopo le notevoli difficoltà incontrate dal settore energetico. Per le rinnovabili elettriche un provvedimento consentirà di evitare il blocco degli incentivi e nella seconda metà del 2015 il biometano dovrebbe decollare. Sul versante dell´efficienza emerge sempre più chiara la necessità di passare alla riqualificazione spinta di interi edifici con risparmi del 60-80% e si aspettano misure di finanza innovativa´.

Perfettamente centrato l´obiettivo di introdurre un´area dedicata specificatamente all´efficienza energetica, vero fattore competitivo per le imprese. Con WHITE EVOLUTION, Key Energy ha rappresentato in fiera una filiera tecnologica, italiana ed europea, attrezzata per raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico definiti dalla UE
KEY ENERGY WHITE EVOLUTION ha visto l´incrocio fra i principali attori dell´efficientamento energetico industriale: da una parte produttori di tecnologie e soluzioni per l´efficienza e le ESCO (Energy saving Company) e dall´altra grandi consumatori di energia come industria, grande distribuzione, enti pubblici. L´evento nasce in collaborazione con Anie Energia, Assoesco, Cogena, Fire, Italcogen.

Di grande interesse il convegno dedicato alla Nuova Direttiva europea sull´efficienza energetica recepita in Italia
sulle misure da adottare per raggiungere l´obiettivo di risparmio del 27% entro il 2030, previsto dal Consiglio europeo.
Un importante dibattito tra istituzioni, esperti, associazioni di categoria moderato da Gianni Silvestrini, Presidente Green Building Council Italia e Direttore Scientifico di Kyoto Club.
L´efficienza energetica è una delle soluzioni più all´avanguardia del Made in Italy e in grado di produrre in prospettiva sviluppo e occupazione. È emerso infatti che il tema del finanziamento per il migliore utilizzo delle risorse energetiche assumerà in futuro un ruolo centrale nelle politiche di riduzione delle emissioni inquinanti e in termini di competitività delle imprese sui mercati.

Nel contesto dedicato alle energie, un ruolo di riferimento lo ha rappresentato KEY WIND, fiera dell´eolico in collaborazione con Anev.
Al centro dell´attenzione Il ruolo dell´eolico al 2030 e gli obiettivi europei connessi in termini di incremento delle rinnovabili e di riduzione della CO2.
Il Presidente dell´ANEV Simone Togni ha evidenziato la necessità di un intervento per rendere attuabili tali obiettivi. L´eolico ha avuto una crescita sostenuta fino al 2012, che è stata arrestata dall´introduzione del sistema delle aste dei registri e per far fronte a tale situazione il Presidente ha presentato i correttivi raccolti in un documento ANEV che verrà proposto al Governo e che punta alla semplificazione delle normativa.
Lo sviluppo occupazionale del settore eolico . è stato evidenziato – prevede 65.000 occupati diretti e indiretti al 2020, ma ha subito una battuta d´arresto a causa dei provvedimenti del 2012 in materia di rinnovabili.
Da ricordare la consegna del premio giornalistico promosso dall´ANEV ´Energia del Vento´ 2014 a quei giornalisti che si sono distinti per aver saputo promuovere un´informazione chiara ed esaustiva sul tema dell´energia eolica, evidenziandone la valenza ambientale ed economica. Sono stati premiati: Claudio Sabelli Fioretti (Io Donna . Corriere della sera) per la categoria Stampa, Federico Rendina (Il Sole 24 Ore) e Elena Veronelli (freelance per IlFattoQuotidiano.it) per la categoria Web, Maria Luisa Cocozza (TG5) per la categoria TV, Emanuela Campanile (Radio Vaticana) per la categoria Radio.

A KEY ENERGY è stata protagonista la filiera del biogas italiano, sostenuto dal crescente sviluppo sia del mondo agricolo, sia della filiera dei rifiuti organici. Una giornata è stata dedicata al tema, col seminario La filiera del biogas: un giacimento verde da esplorare che ha messo a confronto le due ´anime´ del biogas, quella che fa capo al reimpiego degli scarti agricoli e quella dei rifiuti organici dalla raccolta differenziata. L´organizzazione è stata curata dal CIB (Consorzio Italiano Biogas) e dal CIC (Consorzio Italiano Compostatori), con la partecipazione della International Solid Waste Association, della International Energy Agency, della European Biogas Association, della European Compost Network, di Federambiente, di Confagricoltura, di Itabia, CRPA, ENEA, ed Associazione Chimica Verde.
Ai temi dell´energia è stata dedicata una sessione degli Stati Generali della Green Economy, dal titolo Energia e Clima: verso l´Accordo post-Kyoto – Parigi 2015. Sono state messe a confronto le diverse strategie proposte da associazioni ambientaliste, industriali e docenti universitari per affrontare le conseguenze del riscaldamento globale. Tre ambiti di azione sono stati individuati: promuovere la crescita delle energie rinnovabili agendo su programmazione, semplificazione e nuovo strumenti di sostegno economico; rafforzare le misure di efficienza energetica ammodernando strutture e impianti nell´industria e nella pubblica amministrazione; sviluppare una politica per la mobilità sostenibile allo scopo di ridurre le emissioni prodotte a livello nazionale.

Nel 2015 le fiere della green economy saranno a Rimini Fiera da martedì 3 a venerdì 6 novembre.
Il prossimo anno si aggiungerà anche SAL.VE Salone internazionale del veicolo ecologico,
che passa da triennale a biennale.