ARERA da l’ok alla suddivisione dei costi per la realizzazione della connessione elettrica con la Tunisia: 237 km di cavo sottomarino per il trasporto di potenza fino a 600 MW in alta tensione

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Via libera Arera alla suddivisione dei costi di investimento tra Terna e Steg per l’interconnessione Italia-Tunisia.

Con delibera 176/2020 l’Autorità ha approvato la proposta dei due Tso dello scorso 17 aprile 2020, precisando però che la posizione potrà essere rivista, “in particolare a seguito delle decisioni sui finanziamenti da parte della Commissione europea e delle decisioni autorizzative”.

L’investimento previsto per il cavo da 237 km e 600 MW che dovrebbe entrare in esercizio tra il 2026 e il 2027 è di 600 milioni di euro “stimato con un range di incertezza pari a circa il 10%”. Il costo operativo è di 3 milioni di euro all’anno.
Nei due scenari ritenuti più attendibili dall’Autorità, sottolinea la delibera, le valutazioni dei promotori indicano un rapporto benefici/costi per l’intero sistema analizzato pari a 2,58 (scenario DG) oppure a 1,40 (scenario Euco). Per l’Italia, in particolare, si evidenziano benefici netti in tutti gli scenari analizzati e “nella maggior parte degli scenari per la Tunisia”, mentre per gli altri Stati membri dell’Unione Europea “sono presenti, ma inferiori e variabili in funzione degli scenari”

Per il nostro Paese gli impatti sono relativi a: incremento delle rendite di congestione; esternalità positive relative alle altri componenti dell’indicatore di beneficio socio-economic welfare; esternalità positive riguardo la security of supply, ossia la riduzione dei rischi di disalimentazione ed energia non fornita; esternalità negative in termini di incremento delle perdite di rete e possibili trasferimenti economici transfrontalieri determinati dal meccanismo di compensazione tra gestori di sistemi di trasmissione per i flussi transfrontalieri di energia elettrica.

L’analisi costi benefici dei promotori è comunque “conservativa in alcuni elementi, ad esempio nel trascurare il contributo per studi di circa 12 milioni di euro già garantito dalla World Bank e nella scelta del coefficiente di valorizzazione della security of supply per l’Italia”. Utilizzando i coefficienti adottati da Arera e Terna in base alle delibere 627/2016 e 856/2017, “il beneficio security of supply per l’Unione Europea sarebbe superiore a 125 milioni di euro nello scenario DG”. (Fonte: Ansa)