ACQUE REFLUE: NUOVA MULTA IN ARRIVO PER L’ITALIA?

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Nonostante le due condanne da parte della Corte di Giustizia Europea – una del 2004 e una nel 2009 – a cui si aggiunge una terza procedura d’infrazione, avviata nel 2014, l’Italia continua ad essere in grande ritardo rispetto alla raccolta, al trattamento e allo scarico delle acque reflue urbane, e la Commissione europea per la quarta volta si trova costretta ad occuparsi del nostro Paese, per il mancato rispetto delle norme Ue che obbligano gli Stati membri a dotare tutti i centri urbani di reti fognarie e impianti di depurazione in grado di assicurare una qualità delle acque che salvaguardi l’ambiente e la salute. “Una valutazione degli ultimi dati presentati dall’Italia – scrivono dalla Commissione europea – evidenzia che anche un numero considerevole di agglomerati di dimensioni più ridotte viola gli obblighi fondamentali di raccolta, trattamento e monitoraggio. Vista l’entità di tali carenze, la Commissione invia all’Italia una lettera di costituzione in mora.”. Sempre dalla Commissione arriva l’avviso che ovviamente la cattiva gestione delle acque reflue: “può comportare un rischio per la salute e l’inquinamento di laghi e fiumi, del terreno nonché delle acque costiere e sotterranee”. Il Governo ha ora due mesi per rispondere e – qualora le spiegazioni del Governo non dovessero essere giudicate soddisfacenti si potrebbe arrivare al deferimento alla Corte di giustizia.

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