A TORINO CONVEGNO SUI RIFIUTI SPECIALI

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“Rifiuti speciali: i problemi di ieri, le opportunità di domani. Quale la discarica del futuro? Quale futuro per la discarica?” questo il titolo del convegno che si terrà a Torino il prossimo 8 ottobre presso l’Unione Industriale – Centro Congressi (Via Fanti, 17). In Europa ogni anno si producono oltre 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti: il 90% sono rifiuti industriali e speciali, pericolosi e non pericolosi. Le 12 discariche italiane autorizzate a riceverli e smaltirli in modo corretto diminuiscono di anno in anno, mentre aumenta sia la produzione di rifiuti sia la necessità di bonifiche ambientali. Una situazione dedicata che va affrontata con una pianificazione ad ampio raggio e con rigorose basi scientifiche. E’ di questi giorni, tra l’altro, un’interrogazione del deputato Antonino Lombardo al Ministro Tria, in merito all’esenzione che riguarda “le aree dove si producono rifiuti speciali”. Nella sua interrogazione Lombardo scrive infatti: “La legge 27 dicembre del 2013 non è chiarissima in questo senso. La normativa prevede l’esclusione dalla Tari delle superfici in cui si formano in maniera prevalente e continuativa rifiuti speciali, a condizione che i produttori di questi rifiuti dimostrino l’avvenuto e corretto smaltimento, diretto o indiretto, Ci sono però parecchie zone d’ombra e passaggi di dubbia interpretazione che mettono in gravi difficoltà le imprese e anche i Comuni, per cui è necessario fare chiarezza”. In particolare, il deputato chiede al Ministro: “se sono i produttori dei rifiuti speciali  ad  avere l’obbligo di dimostrare e delimitare le aree in cui si producono i rifiuti speciali da escludere dalla tassazione con la Tari; con quali modalità i produttori debbano adempiere a questo obbligo e come potranno dimostrare l’avvenuto smaltimento dei rifiuti speciali e su quale importo  calcolare il rapporto con i rifiuti speciali assimilabili agli urbani avviati al recupero per calcolare la riduzione della parte variabile della Tari”

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