A GINEVRA LA 50^ SESSIONE DELL’IPCC

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Il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) , vale a dire il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, si è riunito nei giorni scorsi a Ginevra per la 50esima sessione che si concluderà l’8 agosto con la pubblicazione del rapporto sulla questa volta dedicato alla relazione tra il clima e l’utilizzo sfrenato e insostenibile che stiamo facendo della terra.In attesa di conoscere le conclusioni degli studiosi, arrivati da tutto il mondo, oggi sappiamo già che meno del 25% delle terre emerse del pianeta mantiene lo stato naturale. L’uomo ha infatti trasformato il 75% delle superfici a disposizione, provocato impatti sul 66% degli oceani e distrutto l’85% delle zone umide. E lo ha fatto solo negli ultimi 50 anni, a un ritmo che non ha precedenti nella storia dell’umanità. “La terra sotto i nostri piedi è uno dei beni più preziosi dell’umanità e proprio nel momento in cui non potremmo permettercelo stiamo perdendo terreno fertile e biodiversità a un ritmo allarmante“, ha detti Inger Andersen, direttrice esecutiva del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep), aprendo i lavori. La 50esima sessione dell’Ipcc ha portato alla pubblicazione del Report su Clima e Suolo (di cui vi daremo conto nei prossimi giorni), mentre a settembre l’Ipcc dovrebbe adottare un altro rapporto che si concentrerà invece sul rapporto tra cambiamenti climatici, oceani e ghiacciai. “Spero che queste relazioni possano servire a costruire un ponte tra le conoscenze scientifiche e coloro che possono svolgere un ruolo nell’implementazione di soluzioni: i responsabili politici, ma anche altre parti interessate nel mondo degli affari, della società civile e dei consumatori“, ha dichiarato Lee Hoesung, presidente dell’Ipcc. (Fonte: ADNKRONOS)